lei gli raccontava favole lui le insegnava a volare
( lunedì, 12 ottobre 2009; 23:20 )

È proprio necessario che parta?

No.

E allora perché?

Io non posso fermarlo.
E se lui vuole andare laggiù, io posso solo dargli

una ragione in più per tornare.”

 

Pisa che cade nell'autunno, autunno che sa di prime piogge, di pozzanghere, di umidità e ombrelli colorati, un autunno che odora di inverno. Noi quest'anno non vedremo né l'autunno, né l'inverno, ma ad attenderci ci sarà una nuova - scintillante- Primavera.
Non te ne sei accorto perchè sono stata brava.
Ma ieri ti ho mangiato.
Con gli occhi.
Sai di felicità.
È incredibile come a volte il tempo riesca a diventare qualcosa di totalmente soggettivo, di come la durata di un mese possa sembrare diversa. Perchè qualche tempo fa mi sarebbe sembrato insostenibile, invece ora manca un mese, solo un mese, e mi sembra di dover partire domani.
Sono serena, una serenità che inizia un po' a vacillare, che ancora si mantiene in piedi ma che inizia ad essere un po' appannata per via del respiro che in certi momenti della giornata si affretta. È passato il tempo limite, il tempo giusto per iniziare a sentire questa mancanza. Forse sono solo le prime piogge, forse è stata solo Firenze, con la sua solita luce magica e le stupide coppiette a sbaciucchiarsi su Ponte Vecchio.
Anche a me dispiace che tu sia lì a veder quel mondo senza di me. Non poterlo condividere fino in fondo. E allora stà attento, perchè sono cose che forse io non vedrò mai, e tu hai il compito di guardarle anche per me in modo che io, guardando gli occhi tuoi, possa vedere tutto ciò che hanno guardato e che forse hanno trovato diverso perchè accanto non c'erano gli occhi miei. Perciò cogli ogni particolare come farei io, ed inventa una storia o anche solo una parola su ognuno di essi, e trova qualcosa che sappia di noi. Gli scrittori, o i presunti tali, hanno una predisposizione naturale a notare i dettagli e a fissarli nella mente, lo sapevi? Quelle cose che i più neanche notano, o che dimenticano velocemente quanto veloce vi si posa il loro sguardo, per gli scrittori quelle cose possono essere le radici di un racconto nuovo.
Dove ogni inverno che vivrò ti scalderò
Ogni cosa di questa città mi ricorda di te, mi ricorda che mi manchi, e ci sono momenti in cui bussi dentro più forte del solito. Da quel posto che conosci solo tu. E porti arcobaleni capogiri e desideri, lacrime di cristallo, anelli come catene da qui a lì. Mi manchi quando dopo le lezioni di Portoghese vorrei chiamarti e leggerti queste poesie che nominano quella città tanto lontana che respiri, per farti sentire quanto, anche esse, mi parlano di noi. Di come mi allontanano dalla lezione e mi spingono a pensarti con gli occhi che improvvisamente si fanno lucidi in un modo a tratti imbarazzante. Mi manchi, mi manchi quando ti sedevi e pazientemente mi spiegavi dieci volte la stessa cosa, quando ti lagnavi che mi approfitto sempre di te, perchè sono pigra persino per versarmi un bicchiede d'acqua e tagliarmi una fetta di pane. Mi mancano i tuoi massaggini e le lotte con il solletico, mi manchi mentre mi spieghi qualcosa che non so fare, mi manchi per i film che non abbiamo visto, mi manchi persino quando ti stizzivi mi rispondevi male e mettevo il muso. Mi sei mancato quando Fed mi ha guardato e ha detto “Ti manca così tanto? Io non ce la farei” perchè a volte, più di tutto, vogliamo solo sentirci meno stupidi e meno fragili, vogliamo solo che qualcuno ci dica che è normale sentirsi come se mancasse la terra sotto i piedi e che cinque mesi no, non passerranno tanto velocemente. Mi manchi quando fai qualcosa di bello, e io non posso essere lì con le manine concitate e i sorrisini emozionati. Mi manchi quando mi giro e non ho nessuna mano da stringere e mi sento comprimere il cuore. Mi manchi quando mi parli delle tue idee, dei tuoi progetti, mi fai credere che qualcosa di migliore sia davvero possibile e mi piace che tu abbia così chiaro il mio ruolo accanto a te. E mi manchi per tutta questa scarica di ricordi che arriva, ma che sono talmente nostri da non riuscire neanche a scriverli a parole ma non mi lamento per questo.
Magari toccasse a me
prendermi cura dei giorni tuoi
svegliarti con un caffè
e dirti che non invecchi mai
sciogliere i nodi dentro di te
le più ostinate malinconie... magari
Mi manchi soprattutto quando ti affidi a me, e ti lasci andare a confidenze che non immaginavo. Vorrei riuscire a spiegarti quanto sei perfetto per me, come ti vedo io, come ti sento dentro, come ti conosco io, per farti sentire migliore, per farti vedere che sei davvero migliore di quello che pensi. Vorrei riuscire a dirti che ogni giorno c'è una piccola cosa che mi fa capire che andrà tutto bene. Questo amore immenso mi lascia incredula ogni giorno che passa, perchè ancora non ci credo che stia capitando proprio a noi e che riusciamo ad essere così diversi da tutto ciò che c'è intorno.
Kiss the rain Whenever you need me
Kiss the rain Whenever I'm gone, too long.
If your lips Feel lonely and thirsty
Kiss the rain And wait for the dawn.
Keep in mind We're under the same sky
And the nights As empty for me, as for you

Vorrei potermi sedere accanto a te, allungare una mano sul tuo ginocchio, con la punta delle dita pizzicarti il naso, sfiorare la tua nuca. La tua nuca. Il tuo collo.
Quanto mi manca.
La sua curva, il suo odore, la sua morbidezza.
No le tue mani, no la tua bocca, anche quelli, ma dopo. Dopo la tua nuca.
Fatta a misura per la mia testa, per farmi dormire al sicuro, per farmi sentire protetta.
Come si sente un pulcino sotto l'ala della madre.
Fatta per consolarmi nelle stazioni degli abbracci.
Fatta per contenere i miei sospiri quando esplode il cielo.
Fatta per ammansire i miei impeti.
Fatta per sussurrarti favole per deliziarti con baci per spingerti giù in un brivido per soffiarti via la malinconia.
E piovono baci dal cielo

Io non ho mai avuto con nessuno questa complicità, non ho mai avuto questa intimità, non ho mai avuto tanto Amore da spartirsi. Invece tu sei il mio DiFo e io la tua Natura, tu sei il mio Wall-e e io la tua Eve. Anche se a volte sono io quella sbadata e romantica proprio come Wall-e ma è solo perchè tu mi confondi.
E ormai ho già scritto talmente tanto di te che ho sempre paura di cadere nella banalità, ho paura di annoiare perchè ormai tutti l'hanno capito che sei tanto speciale e che sono tanto innamorata, eppure continuo a riempire pagine di noi.


Questa volta lasciate che sia felice, non è successo nulla a nessuno, non sono da nessuna parte, succede solo che sono felice fino all’ultimo profondo angolino del cuore. Camminando, dormendo o scrivendo, che posso farci, sono felice. Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia, tu canti e sei canto. Il mondo è oggi la mia anima canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca, lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia essere felice, essere felice perché sì, perché respiro e perché respiri, essere felice perché tocco il tuo ginocchio ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo e la sua freschezza. Oggi lasciate che sia felice, io e basta, con o senza tutti, essere felice con l’erba e la sabbia essere felice con l’aria e la terra, essere felice con te, con la tua bocca, essere felice.”

valzi; ; commenti (2)?



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Cecia in lei gli raccontava f...
« Come ci si innamora? Si casca? S'inciampa, si perde l'equilibrio e si cade sbucciandosi il cuore? Ci si schianta per terra? O è come rimanere sospesi oltre l'orlo di un precipizio, per sempre?»
« Senza spiegare nulla, senza dirti dove ci sarà sempre un mare che ti chiamerà »
« Vieni un po' qua, fammi sentire il mare al centro di questa città. »


ti sento
una ragazza distratta, assorta nei suoi pensieri, i capelli sulle spalle, un po di matita nera sotto gli occhi, l'ipod nelle orecchie e parole che hanno voglia di uscire. malinconica come i ricordi che scappano via,romantica come una lettera d'amore, sognatrice come una nuvola, permalosa che pensa e ripensa alle piccole frasi,complicata come un compito di matematica, trasparente come il cielo d'estate, scostante come la pigrizia, ingenua come una bambina, fragile come un fiore, imprevedibile come i temporali estivi,sbadata come una cosa dimenticata, apatica come un pomeriggio senza fare nulla, lunatica come le maree, sensibile come la corda più acuta di un violino, irruenta come un'onda, incapace a mettere via le cose, le belle cose

questa è la mia vita
scrivere.le mie sorelline.la spiaggia d'inverno quando è bel tempo.i pomeriggi coccolosi.i miei ricordi.le foto.le poesie.le serate fino a tardi a chiacchierare.il mio cuscino di Nemo.il rumore delle onde del mare quando è buio.i baci sulla pancia. fare le valigie. tormare a casa. il thè caldo di pomeriggio.il mare.i girasoli. Il verde.le stelle cadenti. la luna piena.i ciliegi. il profumo della pioggia estiva. i fogli bianchi da riempire. poter esprimere un desiderio. la primavera.chi sa farmi arrossire. capirsi con uno sguardo. gli abbracci forti.la mia musica. le piccole cose sussurate. l'arno con il cielo terso. gli attimi indimenticabili. le canzoni smezzate. tenere x mano qualcuno.la mia malinconia.chi sa parlare stando in silenzio. le notti infinite. dormire abbracciando un sogno.

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