voglio fare con te ciò che la Primavera fa con i ciliegi
( mercoledì, 25 marzo 2009; 23:04 )

Balliamo in questa Primavera 
Non fermarti mai 
Scivola ancora 
Sciogliamo questa neve dura 
Con un bene forte 
Senza dirci una parola 
Io vorrei portarti via 
E vorrei non aspettare piu’
 

Tutto di un tratto minuscoli, soffici, candidi batuffoli di cotone presero a ruzzolare giù dal cielo regalando un po' di magia a chi non ha mai assistito alla loro incantevole danza.
Così ci ha salutato il primo giorno della mia attesa Primavera. Con un manto bianco e il tempo che si è meravigliosamente fermato coccolandoci sul letto sognando una cioccolata calda.
È stata la nevicata che ho sempre immaginato da quando ero bambina e guardavo quei film sulle famiglie che trasmettevano in tv il giorno di Natale, quelli in cui le persone che si vogliono bene si stringono guardando fuori la finestra, e si sentono perfettamente felici.
E sarò prevedibile, e scontata -per te sicuro- ma non può non meritare un post.
Non può perchè mi ha commosso, ed ogni cosa degna di commuovermi merita di essere scritta e non dimenticata. Come quei due robottini dove uno insegna l'amore all'altra, dove uno dona la vita all'altra. Insieme imparano cosa sia l’amore, la musica e la potenza di semplici gesti, imparano la danza di due mani che si sfiorano e si offrono riparo l’un l’altra. Mi ha fatto piangere come una bambina davanti alla sua prima storia d'amore vista al cinema, con i lacrimoni gonfi e pesanti che ho cercato di nasconderti prendendomi in giro, e ancora dopo mi ha commosso guardando i tuoi occhioni e trovando vivida la straziante sensazione della paura di perdersi nelle grida con cui si cercavano, e poi la gioia di riconoscersi.
L’amore può essere un gesto, un suono, una parola. Può essere un profumo, un ricordo, una canzone.
E' stato bellissimo e non c'entra niente il fatto che lo abbia visto abbracciata a te sul letto (o forse un pochino sì)WALLEve

L'amore può essere anche svegliarmi nel tuo letto e la Primavera che si nasconde sotto le coperte con noi, è mangiare un cornetto caldo ancora in pigiama, è restare in macchina a guardare la neve che nel silenzio più assoluto ruota turbolenta nell'aria, è stringerti le mani nel sonno, sono le tue emozioni che mi nutrono e il mio corpo che si addolcisce, è quando si crea quel circuito tra di noi, un dare e ricevere di piacere e di tenerezza. Sono quei piccoli gesti di cui parlavo prima di quando nel silenzio mi baci la testa o mi tieni la mano, e non c'è bisogno di dire altro, di quando facciamo quei piccoli sogni insieme, di quando ci raccontiamo spezzoni di vita passata e poi ci confidiamo e ci rassicuriamo a vicenda, e di quando ci baciamo le labbra in quel modo che è interminatamente nostro e ridicolo e bellissimo e tenero tutto insieme.
Siamo a tredici, e io mai, mai, l'avrei creduto possibile.

Dire che sono felice è un efeumismo. Dire che ti amo, è minimizzare.
Giura che il tempo non ci cambierà.

Non voglio scrivere oltre.
Queste parole imprigionano in uno spazio finito qualcosa che non ha limiti e i miei sentimenti limiti non ne hanno, e mai ne avranno.

Scaldiamo questa Primavera 
Con il fuoco che sei 
Bruciami ancora
 


valzi; ; commenti (1)?



stamattina cercavo qualcosa di te
( giovedì, 12 marzo 2009; 00:32 )

Non mi stanco ancora a stare sotto il sole,
a prenderti la mano a dirti che ti amo

giorno dopo giorno, ora dopo ora
siamo diventati forti come una verità

dove ogni inverno che vivrò ti scalderò.
(che ogni giorno sia un giorno d'amore
e ogni luna una luna di miele)

Mi chiedo se farò mai l'abitudine a questo via vai, a questo lasciarti andare così impotentemente senza poter rincorrere quel treno con i capelli al vento e le guance rosse.
Se farò mai l'abitudine a voltare le spalle e sentire quel lancinante morso nel petto, nella zona che dovrebbe corrispondere al
cuore, e, puntualmente, gli occhi che si fanno lucidi. Giusto per un po'. Poi prepotentemente si fa spazio la felicità accesa e vivida che mi ricorda che anche se non ci sei, tu ci sei.

Non so se farò mai l'abitudine al non essere più in grado di scegliere parole come prima per me e per te e per noi, non sapere mai da dove iniziare, di cosa parlare, cosa mantenere segreto, cosa rendere prezioso.
È da un po' che non scrivo, aprivo e riaprivo questa pagina insistentemente, aspettando la fantasia giusta, il filo giusto da seguire per iniziare un nuovo capitolo.
Mi sono bastati due giorni, due giorni con te, per riacquistare la serenità necessaria. Per scacciare le delusioni, le amarezze che per un motivo o per un altro ho accumulato nell'ultimo mese. La verità è che quei dieci giorni non sono riusciti dove sono riusciti questi ultimi due.
Sono stati i dieci giorni più belli più intensi più veloci di tutta la mia vita. È stata una breve convivenza colorata ed affettuosa, senza farci mancare momenti di nervosismo e di silenzi.
Ho pensato a lungo, nei giorni a seguire, a quel
ventitrèfebbraio. Il nostro primo anniversario.
Avrei voluto fosse stato perfetto, con una mezzanotte perfetta, con le parole perfette e gli sguardi perfetti. Forse mi aspettavo troppo.

23022009186

Dal Bacio Perugina di quel pomeriggio:
amami, perchè, senza te, niente posso, niente sono.
P. Verlaine

È stato perfetto nelle piccole cose, anche se ricacciavo indietro i pensieri cattivi nella testa e facevo risalire su quella lacrima capricciosa. Non volevo piangere se non di gioia. Perchè Siena era bellissima, sotto la pioggia e sotto le ultime luci del giorno, e sembrava brillare solo per noi e io non trovavo le parole per descriverla. Siena, che per un giorno è stata la nostra Firenze.
Il nostro amore immenso che non puoi raccontare, e che da fuori sembrerà normale

Perfetti sono stati i tuoi baci tra le mie lettere, perfetto è stato quel plaid che ci ha nascosto dal mondo per lasciarci abbandonare. Nel freddo, stringerti. Negli anni, stringerti.   E i
l resto lo sappiamo noi due, e c'è stata una notte a telefono a parlare con la voce impastata di dolci lacrime disperate per cercare di spiegarsi ciò che non c'era stato, e perchè non era nato.
Non ho mai provato qualcosa di così bruciante in vita mia.
Ma in quei giorni, nonostante tutto, ho davvero scoperto che è meravigliosa, la vita con te, e che possono esserci incomprensioni, rabbie e gelosie, ma noi restiamo sempre gli stessi, stessa è la reazione chimica che fa la tua pelle a contatto con la mia, stesse sono le vibrazioni del cuore e che nulla, nulla, può intaccare ciò che sentiamo. Anche se a volte si commettono errori, io non sbaglio più, se rischio di perderti.

Non m'importa della luna non mi importa delle stelle
tu per me sei luna e stelle tu sei per me sei sole e cielo
tu per me sei tutto quanto tutto quanto voglio avere.
E dopo dieci giorni vissuti così è impensabile tornare a casa e riuscire a dormire senza averti accanto. Senza poter allungare una mano per accarezzarti, senza le botte di allegria, senza farsi il solletico prima di mettersi sotto le coperte, senza svegliarmi con la stanza satura dell'odore di te.
Quando ami per davvero, non ti basterà il futuro
Vuoi svegliarti la mattina, respirare il suo cuscino

Fisso sul soffitto dire piano
è tutto vero, è tutto vero.

Ma poi sono tornata a casa, ho saziato la tua assenza con le loro presenze, perchè una sera ero lì a chiedermi cosa sarei io senza loro. Senza i loro occhi innamorati, le loro speranze, i sogni e le paure. E so che non sarei nulla, trasparente sarebbe la mia pelle dura, vuoti sarebbero i miei abbracci, incolore i miei sorrisi, sorde le mie parole. Perchè loro sono la musica, il colore, la sostanza e la forza della mia vita.
Loro sono la vita.
Prendiamo il sole che c'è.
Perchè più volte mi hanno chiesto una nuova pagina e mi sto davvero impegnando, perchè so che in parte gliela devo.
So che la devo anche a te, e alle tue parole che mi hanno fatto compagnia nella settimana in cui siamo stati distanti. Perchè sei tornato quello di sempre, o forse non sei mai cambiato, ma sei tornato a dirmi ciò che provavi senza più trattenerti. E forse è stata quella la vera parola
fine
sulle nostre incomprensioni passate. Sono quelle cose che le senti e basta, non c'è molto da dire sono cose che non meritano spiegazioni.
E vedere che prendi il treno e vieni, senza guardare gli impegni, è stata la dimostrazione di ciò. Ne avevamo bisogno, e sono stati quello che mi aspettavo, quello che speravo che fossero.
Amore, fai presto, io non resisto...
se tu non arrivi non esisto.

Ed è inutile che continuo a star qui a blaterare cose sconnesse, in quasi due mesi ne son successe di cose e devo smetterla di provare a comprimerle tutte in un solo intervento, vorrei solo urlare che sono felice di aver ricominciato a scrivere e felice di riaverti come sei.

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Nella luce dorata di una Pisa preprimaverile, di quando la primavera che arriverà la senti sulla pelle, ho riso tanto sotto il sole morente e ti ho stretto a me, per non farti allontanare più.
E i tuoi occhi scrivono una canzone sulla mia pelle.
Una sera passata a ricordare, con le altre. Non ti ho mai parlato di così tante cose, chissà perchè non ti avevo mai raccontato delle mie figuracce, dei miei esami, di ricordi che condivido con loro e che ancora ci fanno ridere.
È così bello sentirti ridere,
vederti prendermi in giro e divertirmi con te.
Sai perchè non te ne avevo mai parlato? Perchè per me
tu c'eri, tu tutte quelle cose le dovresti sapere già perchè te le ho mostrate in chissà quale momento, perchè donandomi a te ti ho donato tutti i ricordi, tutte le esperienze e le risate e le lacrime e mi sembrava così assurdo che tu non avessi mai sentito quelle battute, quegli episodi. Tu eri con me
nell'ostello scalcinato di Frontignan, nella casetta ponzese e nella 601 di Barcellona, eri con me sopra la Torre Eiffel e sotto la pioggia berlinese. Eri con me tra i banchi di scuola e nelle righe di un compito in classe, eri con me nelle prove d'orchestra e nelle giornate di spiaggia. Eri con me nei miei migliaia di posti diversi, in migliaia di situazioni con tutti quei piccoli particolari che poi ci restano impressi in mente.
C'eri molto prima che ci conoscessimo per davvero. Ed è per questo che è bastato solo riconoscersi.

In un momento solo conoscerti, amarti
e già sapere che devi andare via
che devi andare via lontano.


valzi; ; commenti (5)?



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« Come ci si innamora? Si casca? S'inciampa, si perde l'equilibrio e si cade sbucciandosi il cuore? Ci si schianta per terra? O è come rimanere sospesi oltre l'orlo di un precipizio, per sempre?»
« Senza spiegare nulla, senza dirti dove ci sarà sempre un mare che ti chiamerà »
« Vieni un po' qua, fammi sentire il mare al centro di questa città. »


ti sento
una ragazza distratta, assorta nei suoi pensieri, i capelli sulle spalle, un po di matita nera sotto gli occhi, l'ipod nelle orecchie e parole che hanno voglia di uscire. malinconica come i ricordi che scappano via,romantica come una lettera d'amore, sognatrice come una nuvola, permalosa che pensa e ripensa alle piccole frasi,complicata come un compito di matematica, trasparente come il cielo d'estate, scostante come la pigrizia, ingenua come una bambina, fragile come un fiore, imprevedibile come i temporali estivi,sbadata come una cosa dimenticata, apatica come un pomeriggio senza fare nulla, lunatica come le maree, sensibile come la corda più acuta di un violino, irruenta come un'onda, incapace a mettere via le cose, le belle cose

questa è la mia vita
scrivere.le mie sorelline.la spiaggia d'inverno quando è bel tempo.i pomeriggi coccolosi.i miei ricordi.le foto.le poesie.le serate fino a tardi a chiacchierare.il mio cuscino di Nemo.il rumore delle onde del mare quando è buio.i baci sulla pancia. fare le valigie. tormare a casa. il thè caldo di pomeriggio.il mare.i girasoli. Il verde.le stelle cadenti. la luna piena.i ciliegi. il profumo della pioggia estiva. i fogli bianchi da riempire. poter esprimere un desiderio. la primavera.chi sa farmi arrossire. capirsi con uno sguardo. gli abbracci forti.la mia musica. le piccole cose sussurate. l'arno con il cielo terso. gli attimi indimenticabili. le canzoni smezzate. tenere x mano qualcuno.la mia malinconia.chi sa parlare stando in silenzio. le notti infinite. dormire abbracciando un sogno.

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