...aspetta il momento giusto...
( domenica, 16 novembre 2008; 19:40 )

 

Amore e' un termine troppo debole. Ecco, io ti straamo, ti adamo, ti abramo

 

È da tanto, troppo, tempo che non aprivo questa pagina e vi rimanervo interdetta a fissare il quadratino bianco.

Faccio la spavalda, rido, banalizzo, ma in fondo Gaeta mi manca. Mi sono ritagliata il mio spazio a Pisa, le amicizie non mancano, neanche le risate, loro quattro restano la mia solida famiglia pisana e riesco a respirare anche quando scende la nebbia. Le notti sono meno buie e nelle giornate di pioggia il sole lo trovo dentro di me. È ormai da un mese che non torno a casa e mi ritrovo spesso a fissare quelle foto sulla parete, e a pensare a quella lingua di terra che nasce sul mare, alle persone che sono lì, che ogni tanto si ritrovano a prendere un caffè senza di me. Perché la mia vita ha preso una piega strana, che mai mi sarei immaginata, mi ritrovo grande o quasi e con il cuore spezzato tra quattro città e un corpo solo che tenta di dividersi come può. Devo averti vicino, e vicino non è ancora abbastanza.

Ci sono tante cose che mi mancano di una vita ormai talmente lontana che non sembra la mia, ma ad oggi mi sento fiera di me stessa, mi sento diversa e migliore, sento che finalmente ho trovato un equilibrio, il mio equilibrio, e che tantissime cose sono andate al proprio posto.

Oggi tutto è come deve andare, oggi tutto è un po’ più giusto, oggi tutto è perfetto.

Aspetta il momento giusto, mi hai detto. E’ sempre il momento giusto per parlare di noi. Anzi, le parole sono tante e al tempo stesso mi sembrano poche. Tante ma scarne. Ciò che mi lascia disarmata davanti ad un foglio è trovare il modo con cui devo scriverne.

In fondo se scrivo, non riesco a non scrivere di te. Scriverti da qui, che è anche terra tua è come farti respirare quello che respiro.

È iniziato Novembre, ormai è già a metà. Sono stati giorni di ombrelli colorati contro il grigio della città nelle prime lacrime di un nuovo inverno, erano giorni di valzer informatici contro il grigiore di un’autostrada. Un modo come un altro per combattere la distanza.

Volami addosso se questo è un valzer,  volami addosso,  qualsiasi cosa sia.

Poi finalmente quei valzer sono diventati realtà, come è diventato realtà un cielo azzurro e quella sensazione vertiginosa nello stomaco.

Come si fa a classificare certe emozioni?

Ti ringrazio per avermi stupito, per avermi giurato che è vero.

Sono tornata da poco, la borsa era più pesante, sarà che non c’erano le tue mani in stazione ad attendermi, sarà che ho cercato di metterci dentro più cose possibili. Lo faccio perché poi so che ne avrò bisogno per sopportare un altro giorno di pioggia.

Ho portato fin qui quel riempirci silenzioso e totale ma concitato e frenetico, ho portato quel restare a sussurrarci meraviglie per ore e ore al buio e al caldo di un piumone, ho portato quella sensazione di sicurezza e protezione perché adesso so che posso restare bambina, ed è una certezza troppo calda e confortante, la luce della notte che entra invadente e bellissima nella tua macchina, il bagliore della luna, simile a quello delle perle, che rende tutto più fiabesco, ho portato le frasi che nessuno mai aveva avuto il coraggio di dirmi, quel raggiungere insieme le stelle, quel riscoprire momenti passati che credevamo di aver dimenticato ed è come riviverli un’altra volta, un’altra volta insieme.

E più ti guardo e più mi innamoro. Tra i tuoi fiocchi di neve, le tue foglie di tè. E il freddo chiuso fuori.

E tutto il mondo chiuso fuori.

Ho accartocciato tra i panni quel sentirmi migliore accanto a te, e quell’essere talmente tanto vicini emotivamente ed affiatati che non lo so spiegare, questi progetti per una vacanza che se non ne parlo è solo per scaramanzia. Ho piegato in qualche tasca quel non aver limiti, quel ridere sciocco ed infantile mentre ci prendiamo in giro e a volte mi sento tanto stupidina, ma spero di non smettere mai di sentirmi così, se stupidina coincide con felice e leggera. Già, leggera. Come se fossi una candida nuvola di Primavera. Io non sapevo come fare per guardare ciò che tu mi fai vedere.
Ma non è sempre così, non si può vivere solo di te. Purtroppo. C’è sempre qualcosa che turba la nostra magia, problematiche che ci passano accanto, sfiorando il nostro nucleo ma senza intaccarlo mai. Noi due siamo più forti di tutto questo: più delle batoste, più della paura di perdersi, più delle delusioni, più della tristezza, più delle notti nere, e più degli amori sbagliati. I put millions of miles under my heels and still too close to you I feel.

Posso solo provare ad immaginare un percorso fatto ad ostacoli ed a mine esplosive. Vorrei riuscire ad essere un sorriso che esplode, una luce nella notte più buia, quella corda che ti tira su mentre tutto intorno sta per crollare. E il nodo siamo noi, uniti più che mai.

È tutto nel riuscire a conservarsi un uscio per uscire son qua se vuoi son qua la chiave ce l'hai.
Ed è ovvio che non è solo questo, ci sono tante cose che non scriverò qui, altre per cui parole non esistono, c’è quell’amarsi nelle cose belle, e quell’amarsi più intensamente nelle situazioni difficili. Perché quando due persone costruiscono qualcosa di talmente bello e forte, sentono il bisogno di condividere anche le lacrime, e i panni sporchi, e i mal di schiena, e non fa differenza se capitano a te, o a me, è come se accadessero ad un’unica persona.

Hai dato alla mia vita un significato che non avevo il diritto di pretendere....

Perché c’è qualcosa che viene prima dell’Amore, c’è l’amicizia, c’è l’intesa, ma c’è la stima, prima di tutto.

È questione di punti saldi, e io cercherò di esser degna di essere il tuo punto saldo. Farò di tutto, e lo sai, lo sentirai.

E appoggiati a me che se ci dovesse andar male cadremo insieme, e insieme sapremo cadere…

Io te la sto dando tutta, la vita che posso possedere.

Chissà se sai che ti sto dando tutta me stessa.

Che mi sto facendo amare senza riserve, né difese.

Chissà se sai quanto ti amo.

Chissà se ne riesci a cogliere l’intensità.

 

nodo

…ho tutto il tempo che ci serve.

 


valzi; ; commenti (8)?



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« Come ci si innamora? Si casca? S'inciampa, si perde l'equilibrio e si cade sbucciandosi il cuore? Ci si schianta per terra? O è come rimanere sospesi oltre l'orlo di un precipizio, per sempre?»
« Senza spiegare nulla, senza dirti dove ci sarà sempre un mare che ti chiamerà »
« Vieni un po' qua, fammi sentire il mare al centro di questa città. »


ti sento
una ragazza distratta, assorta nei suoi pensieri, i capelli sulle spalle, un po di matita nera sotto gli occhi, l'ipod nelle orecchie e parole che hanno voglia di uscire. malinconica come i ricordi che scappano via,romantica come una lettera d'amore, sognatrice come una nuvola, permalosa che pensa e ripensa alle piccole frasi,complicata come un compito di matematica, trasparente come il cielo d'estate, scostante come la pigrizia, ingenua come una bambina, fragile come un fiore, imprevedibile come i temporali estivi,sbadata come una cosa dimenticata, apatica come un pomeriggio senza fare nulla, lunatica come le maree, sensibile come la corda più acuta di un violino, irruenta come un'onda, incapace a mettere via le cose, le belle cose

questa è la mia vita
scrivere.le mie sorelline.la spiaggia d'inverno quando è bel tempo.i pomeriggi coccolosi.i miei ricordi.le foto.le poesie.le serate fino a tardi a chiacchierare.il mio cuscino di Nemo.il rumore delle onde del mare quando è buio.i baci sulla pancia. fare le valigie. tormare a casa. il thè caldo di pomeriggio.il mare.i girasoli. Il verde.le stelle cadenti. la luna piena.i ciliegi. il profumo della pioggia estiva. i fogli bianchi da riempire. poter esprimere un desiderio. la primavera.chi sa farmi arrossire. capirsi con uno sguardo. gli abbracci forti.la mia musica. le piccole cose sussurate. l'arno con il cielo terso. gli attimi indimenticabili. le canzoni smezzate. tenere x mano qualcuno.la mia malinconia.chi sa parlare stando in silenzio. le notti infinite. dormire abbracciando un sogno.

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