![]() |
( martedì, 29 luglio 2008; 16:53 )
[on air: il mio pensiero - Ligabue] E non solo. Conoscere la forza del vento e di come tace di fronte a dei sussurri, la consistenza delle nuvole e di come sembrano fatte d’ovatta e di luce, un cielo immenso e di come sembra un mare capovolto, straordinariamente più vicino se guardato stesa accanto a te. Con soli per occhi e carezze di nuvola. E i tuoi occhi non sono occhi ma l’alba di un cielo che nasce stanotte con te. Conoscere le distese infinite, i campi di girasole, il profumo delle tue lenzuola, i colori del tuo giardino. La felicità sprizzava come fuoco, come luce. Ne avevo un gran bisogno sai, di staccare un po' la spina, non lo faccio mai…Di pensare solo a ciò che è essenziale Niente orari stabili ne telefonate: "dove sei?", solo asfalto, un bel paesaggio, e noi, un bel paesaggio e di mezzo noi Ed è stato bellissimo sentirmi lì. Nient’altro. E credimi se ti dico che sei una meraviglia. Aspetterò domani per avere nostalgia. Mi dicevo quella mattina che già sembra troppo lontana. E invece mi ritrovo con i nostri ultimi attimi da registrare nella mente e mi ritrovo con il viso sulle tue ginocchia con le guance bagnate e con gli occhi seppur umidi, limpidi. Come quel cielo, limpido seppur con le sue nuvole da mordere. Sono stati cinquegiorni meravigliosi. Non c’è altro da dire. Ero sul tuo letto, conosciuto da poco, tu eri sotto la doccia, io nel silenzio ti aspettavo, dietro un velo nero, e con questo libro tra le mani. A volte i segni che ci da la vita sono assurdi. Quando apri un libro su una pagina a caso e leggi quelle poche parole e sono il perfetto ritratto di te in quell’attimo: "Era una specie di lancinante, dolorosa meraviglia. Ti senti una specie di consolazione, dentro, quasi una rivelazione, che ti spalanca l'anima, per così dire, ma contemporaneamente senti una specie di fitta, come la sensazione di una perdita irreparabile, e definitiva. Una dolce catastrofe. E' una cosa strana. Quando ti accade di vedere il posto dove saresti salvo, sei sempre lì che lo guardi da fuori. Non ci sei mai dentro. E' il tuo posto, ma tu non ci sei mai. Mia madre continuava a chiedermi perché ero triste, e io avrei voluto dirle che non ero triste, al contrario, avrei dovuto spiegarle che c'entrava piuttosto qualcosa tipo la felicità, tipo la devastante esperienza di averla vista, di colpo. Ma come si faceva. Non che fosse cambiato qualcosa dentro la mia testa, continuavo ad avere appiccicato addosso quella lancinante e dolorosa meraviglia, e di fatto non me ne sarei liberata mai più, perché quando un bambino scopre che c'è un posto che è il suo posto, poi è fatta per sempre, fottuto fino alla fine, da lì non si torna indietro, continuerai ad essere uno che passa di lì per caso, con addosso una lancinante meraviglia dolorosa, e quindi sempre più allegro degli altri e sempre più triste, con tutte quelle cose, mentre vagoli, da ridere e da piangere." Mi tornano un po’ per caso alla mente righe scritte in occasione dell’inizio di quest’anno, e vorrei ricordarle adesso, con un nuovo punto di vista. "Sento che alcune cose hanno trovato il loro posto, ed è rassicurante. Eppure aspetto qualcosa, che si sa essere bello, ma non si sa quanto." Ora lo so.
oggi sono di nuovo a casa, già mi sento lontana, già mi sento bisognosa. però poi penso che c'è un'estate che sembra appena iniziata e invece è già a metà, è già stanca ed accaldata, e soprattutto affollata. oggi c'è la pelle bruciata, ci sono i capelli schiariti e pagine da riempire, oggi c'è un Agosto alle porte da vivere con loro. there is a light that never goes out valzi; ; commenti (1)? ![]() ( lunedì, 14 luglio 2008; 00:04 )
non lo distingui più il confine tra la tua pelle e il cielo sarà un post lungo e mieloso, ma ci voleva.
Ci sono stati i primi giorni di assestamento sotto un sole cocente e tra le righe di una lettera scritta di notte in un soffio. Vengo a riprenderti dove sei. E poi è stato come se tutto si riassettasse e tornasse la solita perfezione al ritmo di onde che levigano i malumori e i nostri corpi. Ti salverò da ogni malinconia. Nei miei luoghi, nel mio cielo, in quello che guardano i miei occhi, nelle mie strade, nella mia riva, nei miei locali, nei miei marciapiedi, nelle mie onde orlate d'argento, nel mio limbo dorato, nel mio paradiso. tu. Talmente bello da non sembrare vero, talmente unico da sembrare un sogno. Ma un sogno non è, è pura vita, è realtà, abbiamo i nostri souvenirs come prova, della sabbia nelle tasche, una stella sul palmo della mano, le fotografie dentro gli occhi, una non-promessa. Hai voluto che ti portassi lì, dove ho perso l’innocenza, in quell’anfratto freddo e umido, in quelle quattro mura e in quella notte nero petrolio, nero sporco. Lasciarmi lavar via da dosso quell’alone grigio, lasciare che la stella sul mio palmo, quella che avevi appena catturato per me, mi riempisse del suo calore. Quella stella aveva il bagliore della lacrima che stava per ruzzolare giù, che ho ingoiato nella successiva serie interminabile di baci. ho diamanti sotto ai miei piedi Un letto così bello mai ci aveva ospitato, con cuscini di diamanti e cristalli, coperti dal velo scuro e seducente della notte che rende gli amanti invisibili a tutto ciò che è fuori le loro dinamiche, e come soffitto l’angolo di cielo più stellato del mondo. Questo cielo che trabocca di stelle spione e sentinelle, e ci fanno la guardia, e ci risplendono negli occhi. E se ho gli occhi belli, sai, è solo perché stanno guardando qualcosa di altrettanto bello. E non è il panorama. La prima stella cadente ci da il benvenuto, c’è una canzone nell’aria, che sa di viaggi, di altre città e di altri letti che ci hanno ospitato a volte fino a tardi, e del tempo che si ferma e di stelle che non si hanno sulla testa, ma nella testa. Una pioggia di stelle ora brilla nell’aria c’è un tempo per l’amore che spiegarti non so. È strano separarsi all’alba, il tempo diventa un nemico inespugnabile quando sotto casa la foschia della notte è già diventata di quel colore indefinito tra il rosa e l’arancio e il viola che preannuncia l’aurora. È strano tornare a casa con quel sorriso infuocato, mettersi nel letto con quell’odore sulla pelle, risvegliarsi con la sabbia tra le dita che crea un dolce fastidio. Mi piaci quando fai l’amore E al buio ti sento respirare È quando il tono della voce diventa meravigliosamente profondo, proprio come il mare, e potresti dire qualsiasi cosa, diverrebbe ugualmente indimenticabile. Mi sento implodere quando tre parole mi stanno strette ma è ciò che di più vicino alla verità possiedo. Siamo sulla luna. Sono sicura che non c’era in nessun posto al mondo una luce come quella. Siamo vicini a scrutare un orizzonte che non c’è, c’è solo l’infinito impreziosito dai suoi gioielli più luminosi. Ci siamo amati sotto pianeti e costellazioni, sotto comete e desideri di altre anime, sotto la luna spezzata a metà e persino sotto il sole spento. Promettimi una cosa. Mi trema il cuore, non sono in grado di pagare certe assicurazioni contro gli infortuni. Poi un sospiro di sollievo, non avresti mai preteso tanto. Una non promessa. Neanche io. Promesse fatte per negazioni, con parole che non dicevo da tanto tempo, e per quello mi sembravano infinitamente più grandi, e importanti, e vere. E straordinariamente belle. Controlla le stelle. Non riesco a spostare lo sguardo, anche se mi ritrovo con gli occhi lucidi, anche se è quasi l’alba, e stanno per fondersi al chiarore del cielo. L’alba arriva con una rapidità sconveniente. Fisso il nostro angolo di paradiso, con l’acqua calda intorno alle caviglie, per non dimenticarne nessun angolo, nessuna curva, nessun colore, e persino nessun onda o nessuna stella, come per imprimerne ogni particolare, come se ogni battito di ciglia fosse uno scatto di fotografia. Nemmeno l’artista più abile e audace riuscirebbe a creare un disegno simile, con quel senso di pace che solo i capolavori portano con sé. Non si devono rimpiangere baci in un futuro vicino, perché il rimpianto è il lusso degli amareggiati, e allora non ti lascio la mano, domani potrei sentire freddo perché il calore della tua pelle non l’ho trattenuto più a lungo che potevo. Resta un nome scritto sul cofano impolverato, tracciato da polpastrelli tremanti. È scritto tra la polvere e le ombre, e quel solco scavato dalle sue dita risplende nella luce dorata e sotto questo cielo azzurro. Un po’ come si fanno spazio dentro di me quei lati lucidati e che sfidano il sole ogni mattina. E tutto il resto è segreto. E tutto il resto è utopia per pensare di poterlo imprigionare dentro caratteri neri. A volte è molto difficile raccontare quello che c'è, perché quello che c'è è molto meglio delle parole che lo possono descrivere. Magari se le lettere nascono verdi, da entrambe le voci, in una conversazione meravigliosa, è più semplice. come un limpido amore Nel frattempo riscoprire anche la sua compagnia. Forte e leale. Rispecchiarmi con lei nell’acqua limpida, raccontarle anche degli sguardi e delle carezze segrete e fugaci. Condividere i suoi temporali in questo caldo che creano scompiglio, ma non per troppo tempo. L’amore è più forte di tutto questo, e tu lo sai bene. Adesso c’è un concerto da aspettare, il NOSTRO concerto, la nostra colonna sonora. Perché tutti gli amori hanno una colonna sonora, e la nostra è questa, e tutti gli amori hanno una data da festeggiare e la nostra è tutti i giorni, sorella mia. valzi; ; commenti (3)? ![]() |
![]() |
the blog
*loading* piccole stelle.
utente anonimo in lei gli raccontava f...Cecia in you are my wonderwal... utente anonimo in you are my wonderwal... utente anonimo in you are my wonderwal... utente anonimo in Ti guardo per l'ulti... Cecia in Ti guardo per l'ulti... 7vAnNa7 in Ti guardo per l'ulti... « Come ci si innamora? Si casca? S'inciampa, si perde l'equilibrio e si cade sbucciandosi il cuore? Ci si schianta per terra? O è come rimanere sospesi oltre l'orlo di un precipizio, per sempre?» « Senza spiegare nulla, senza dirti dove ci sarà sempre un mare che ti chiamerà » « Vieni un po' qua, fammi sentire il mare al centro di questa città. » ti sento
una ragazza distratta, assorta nei suoi pensieri, i capelli sulle spalle, un po di matita nera sotto gli occhi, l'ipod nelle orecchie e parole che hanno voglia di uscire. malinconica come i ricordi che scappano via,romantica come una lettera d'amore, sognatrice come una nuvola, permalosa che pensa e ripensa alle piccole frasi,complicata come un compito di matematica, trasparente come il cielo d'estate, scostante come la pigrizia, ingenua come una bambina, fragile come un fiore, imprevedibile come i temporali estivi,sbadata come una cosa dimenticata, apatica come un pomeriggio senza fare nulla, lunatica come le maree, sensibile come la corda più acuta di un violino, irruenta come un'onda, incapace a mettere via le cose, le belle cose
questa è la mia vita
scrivere.le mie sorelline.la spiaggia d'inverno quando è bel tempo.i pomeriggi coccolosi.i miei ricordi.le foto.le poesie.le serate fino a tardi a chiacchierare.il mio cuscino di Nemo.il rumore delle onde del mare quando è buio.i baci sulla pancia. fare le valigie. tormare a casa. il thè caldo di pomeriggio.il mare.i girasoli. Il verde.le stelle cadenti. la luna piena.i ciliegi. il profumo della pioggia estiva. i fogli bianchi da riempire. poter esprimere un desiderio. la primavera.chi sa farmi arrossire. capirsi con uno sguardo. gli abbracci forti.la mia musica. le piccole cose sussurate. l'arno con il cielo terso. gli attimi indimenticabili. le canzoni smezzate. tenere x mano qualcuno.la mia malinconia.chi sa parlare stando in silenzio. le notti infinite. dormire abbracciando un sogno.
archivio: oggi ottobre 2009 settembre 2009 agosto 2009 luglio 2009 giugno 2009 maggio 2009 aprile 2009 marzo 2009 gennaio 2009 dicembre 2008 novembre 2008 ottobre 2008 settembre 2008 agosto 2008 luglio 2008 giugno 2008 maggio 2008 aprile 2008 marzo 2008 febbraio 2008 gennaio 2008 dicembre 2007 novembre 2007 ottobre 2007 settembre 2007 agosto 2007 luglio 2007 giugno 2007 maggio 2007 aprile 2007 marzo 2007 febbraio 2007 credits
template creato da Irene
distribuito qui e su 1 2 3 4 5 | ![]() |
![]() |
![]() |