![]() |
( lunedì, 28 aprile 2008; 13:58 )
È stato un fine settimana perfetto. Con le amiche sempre ovunque, sempre insieme. È stato come riprendermele pezzo a pezzo. Perché ciò che prima era abitudine, ciò che prima erano le solite cose, un caffè, una birra, quattro passi, ora sono eventi speciali, a cui non poter mancare, e persino una passeggiata nel sole diventa indimenticabile. Colleziono i loro sorrisi e li ripongo nella bacheca della mia anima, per prenderne un po’ di allegria, un po’ di sana luce ogni volta che i miei occhi si annebbieranno.
Ci sono state loro due in spiaggia, e stare insieme tra asciugamani, sabbia e costumi e pantaloncini sa di estati passate insieme tra una sorsata di sole e una di mare. Una passeggiata con lei, lei che si sta perdendo, lei che mi manca nelle mattine calde di Pisa, lei che non sa più dove sta andando, e mi fa star male, vederla così. Una serata con Ari, perché stavolta ci eravamo solo noi due nella confusione a ballare, una di fronte all’altra, e sono passati i bei tempi dei compleanni dei 18anni, e stringerla forte a me mentre Liga canta certe luci non puoi spegnerle. E Dio, quanto ha ragione; nel buio noi due, insieme, brilliamo, come un tempo, come sempre. Una passeggiata nel verde, verso luoghi banditi dalla memoria, verso panchine dimenticate per non farsi male, panchine che non ci hanno visto superare problemi ben più grandi di noi, che non ci hanno visto piangere, che non ci hanno visto diventare donne, che ci hanno semplicemente viste felici come non mai. Ci ha accolto la celestiale calma del mare in primavera che ci ha offerto le sfumature del giorno e un panorama lontano ed immenso, l’armoniosa matematica delle sue linee, gli assurdi colori e l’assordante silenzio dell’infinito. Su un terrazzo noi due. Noi due in bilico. Noi due nelle stradine assolate che seguono le strade parallele dei ricordi, noi bambine, noi con un gruppo, noi con l’amore, noi con i sogni. C'è una rima e una ragione nel mondo selvaggio L’ombra selvaggia che fa esplodere un sole meraviglioso appena giri l’angolo, l’ombra dei dubbi e il sole della gioia improvvisa. I soliti dubbi, la voglia di cancellare tutto, la rabbia di non riuscire a lasciarsi andare, le solite definizioni, i soliti discorsi già sentiti mille volte, le solite tappe. Allora sono io che ho qualcosa di sbagliato. O c’è qualcosa di sbagliato nell’amore. Riprendermi i miei paletti, uno ad uno. Tentare di capire, mettere in ordine, sciogliere la mia confusione. Perché a volte quando si è troppo coinvolti, non si riesce a pensare lucidamente, e si saltano discorsi che sono da sempre ben chiari nella mente. Poi guardare loro, e no, non ho proprio niente di sbagliato. Sai benissimo che non chiedo tanto adesso Una serata tranquilla, che ormai la tranquillità è un lusso a cui pochi si concedono, tra foto e risate, e visi di quelli che erano amici, e visi di quelle che sono rimaste. E sono vittima di questa gioia immensa. Scendere di fretta, perché a casa mi sarei ferita tra frasi di canzoni e frammenti di conversazioni e stare, di nuovo, con lei. Lei che mi sana tutte le ferite, che nel silenzio fa uno spazio anche per me, che dice scendiamo e parliamo, e la mia unica certezza sono loro. Lo sono diventate dopo tante dimostrazioni, tanti ritorni, tanti perdoni, tanti abbracci. Vorrei tentare valzi; ; commenti (1)? ![]() ( martedì, 22 aprile 2008; 19:40 )
“…ma tu non hai l’occhio fotografico…” “…bè, io potrei scriverne…” Ti ho detto ridendo, davanti ad una Perugia bellissima, in un angolo con una luce speciale, da fotografia. Si, scherzavo. Non ne sono capace, di scriverne. Vorrei saperlo fare senza lasciarmi scappare nessun particolare, nessun sorriso, nessuna mezza frase che, anche se a metà, mi ha fatto battere forte il cuore. Mi rendo conto che ci sono cose davanti alle quali le parole non possono niente, diventano mosche che sbattono contro un vetro e tornano indietro, un po’ intontite, e sconfitte. Eppure non posso fare a meno di provarci, non posso non sedermi qui e iniziare a scrivere, perché le parole, è vero, a volte fanno i capricci, si confondono, si nascondono, ma non mi hanno tradito mai. ma voglio viverla cosi quest'avventura senza frontiere e con il cuore in gola L’emozione inconfondibile che corre sotto la pelle, come il treno correva su quei binari, verso un luogo ben preciso, verso mani calde. Sono stati quattro giorni splendidi, indescrivibili, tra patatine, buste, piatti da lavare e spese da fare, le risate per ogni sciocchezza, prendersi in giro, il divano, la musica, le coperte. E noi. E di nuovo il tuo profumo. E ci siamo mischiati la pelle le anime le ossa. E poi quel qualcosa, quella serie lunghissima di momenti perfetti che m'ha lasciato senza fiato. Sorriso su sorriso, guardarti negli occhi e scoprire che a volte passi una vita a pensare ai tuoi difetti, e a quanto ti rendano impacciata, a quanto li detesti, poi arriva qualcuno, così, che ti fa scivolare sotto gli occhi, con delicatezza, parole che rendono quei difetti qualità irrinunciabili, e rimani spiazzata. Giocare, esagerare, osare, sorprendere. E la tapparella abbassata, la luce soffusa della stufetta, le ombre stampate sull’armadio, le mani intrecciate. senza parlare a lume basso si riflettono due ombre che si abbracciano. Sto riscoprendo la perfezione delle piccole attenzioni, un bacio contro il lavandino, le mani che anche nel sonno si cercano, gli occhi nero pece paradossalmente di una purezza disarmante. Far emergere altri lati di me, lati che non ricordavo neanche io stessa, o che non volevo ricordare, come la mia timidezza. Una serata calda e fredda allo stesso tempo, tra chiacchiere tra amici, e poi un temporale e noi che corriamo sotto la pioggia, mano nella mano. Come due bambini che hanno per la prima volta la felicità tra le mani. Conta solo che all’altra estremità ci sia quella persona che tiene la tua mano con la delicatezza e la tenerezza con le quali tu stringi la sua. il tuono è solo un battito di cuore e il lampo illumina senza rumore Cade la pioggia E la tenerezza c’è, e fa tremare il cuore. È un’emozione che sale dalla pancia e si arrampica fino alle mani, agli occhi, alle labbra, un insieme caldo di pezzi di vita e frammenti di sorrisi improvvisi e lacrime cristallizzate e groppi in gola e granelli di sabbia di una clessidra. Il tuo corpo stretto al mio, i miei pensieri confusi ai tuoi ed un contatto perenne: la tua mano che anche nel sonno cerca la mia, e forse sarebbe anche ora che la piantassi di meravigliarmi di come funzioniamo bene insieme. È stato come se io e te, ci fossimo sincronizzati sullo stesso pensiero, sulla stessa emozione. Il sole in realtà non era poco, c’era un lieve tepore primaverile che fa bene al cuore, all’improvviso ha riempito le strade delle sfumature della Primavera e tutto d’un tratto l’asfalto scivolava più morbido sotto le ruote, e le stelle ce le avevo nel cuore. Vorrei saper scrivere senza perdermi in sentimentalismi, ma mi rendo conto che non potrei scrivere di Perugia oggettivamente, non potrei senza includerci te. Perugia al tramonto, Perugia nell’angolo panoramico e nei cartelloni colorati, Perugia negli scalini bassi delle scalinate che fanno girare la testa, Perugia dalle casette sui viottoli e dagli archi dorati, Perugia dalle ringhiere e nelle prime luci della sera, Perugia e il minimetrò con l’allarme delle porte in chiusura. Le macchinette del minimetrò, le uniche cose che ci hanno diviso le mani. Il cielo, sabato pomeriggio, era di quel colore che non permette nessun malumore. Senza te affianco quel cielo violetto e la luna gonfia e candida sarebbero passati quasi inosservati. Uno stato di perfezione emotiva. Una sera freddolina e senza troppe idee, un bel film raggomitolati sul divano, la sua felpa e lasciarmi circondare solo dalla sua voce e da cose che odorano di lui. Persino la notte, con lui accanto, diventa luminosa. La sveglia, in sottofondo. L’ultimo risveglio, avvolti nel torpore dei corpi ancora caldi di sogni senza nubi. Il cielo è spesso stato grigio, in questo weekend straordinario e stanco, ma ogni mattina, non si sa per quale strana combinazione metereologica, mi svegliavo accanto a te e c'era il sole. Amore su quel treno che è già un ritorno In stazione nascondermi nella tessitura della tua pelle, perché confuso al tuo profumo, si avvertiva il mio. E com’è triste il ritorno, sento che già mi mancherai Siamo appena all’inizio, ci stiamo iniziando a conoscere sul serio solo adesso, in ogni lato, ogni anfratto, ogni piega dell’anima, in ogni minimo atteggiamento, in ogni spostamento impercettibile d’aria che provochiamo con gesti automatici e consueti, ma che per l’altro sono una danza; dobbiamo imparare ancora a riconoscere ogni sospiro, ogni brivido, per classificarlo, per dargli un nome. E potrai sentirti poi soddisfatto nello scoprire di essere l’alito di vento che mi è soffiato nel petto e che ha scatenato quella bufera silenziosa, che nella curva del tuo collo trova l’angolo perfetto in cui esplodere. E non ci si crede che è solo la quarta volta. Da una parte sembra che sia passato un niente dall’ultimo incontro, per la facilità che abbiamo di ritrovarci nella pelle e nella complicità, per la facilità di stare bene insieme senza forzature; dall’altra è come se fosse la prima volta. Magari è colpa del tempo che si dipana tra un incontro e l’altro, che con tutto il desiderio di rivedersi sembra sempre troppo, e rende un mese un’eternità. E cosi le emozioni sono sempre nuove, e sempre destabilizzanti. È stata una felicità senza incrinature, una felicità senza condizioni, senza umidità né sbalzi di pressione. È scivolata tiepida e morbida dal cuore alla pelle: e mentre sentivo le lacrime salirmi agli occhi, ho realizzato che non c'è niente di più bello di emozioni così destabilizzanti che mi fanno ritrovare a Firenze seduta su una panchina, a piangere silenziosa sotto le lenti scure e spesse dei miei occhiali da sole. Penso a loro, a casa, che mi aspettano, che mi hanno abbracciato fuori la porta, e a pranzo mi hanno guardata in silenzio sorridere tra me e me. Vorrei esserti ogni giorno nella piega che hai nel collo tra i capelli come un nodo o piantato come un chiodo alle pareti del cuore con un martello indolore valzi; ; commenti (3)? ![]() ( giovedì, 10 aprile 2008; 23:17 )
"Nelle storie capita che qualcuno faccia male, tanto male, a quello che prima aveva amato e protetto. nelle amicizie si chiama crudeltà, nelle amicizie è un peccato capitale il tradimento, l'abbandono." Finalmente questa settimana è finita. Mi sono messa sulle spalle gli ultimi 10 crediti del semestre e mi concederò qualche giorno di pausa. A volte se ne sente il bisogno di fermarsi e guardarsi indietro, vedere il bene che si è fatto e che si è ricevuto, ma soprattutto vedere il male che si è fatto. Quello ricevuto l’ho già messo da parte e dimenticato molto tempo fa, forse prima ancora che mi venisse fatto. Spesso mi sono attribuita gli sbagli di cui venivo accusata, per convincermi che un motivo c’era. Forse è colpa di un sogno che da un po’ viene a farmi visita quando invece vorrei sogni più dolci, e sicuramente più morbidi. Si, perché questo è un discorso spigoloso, ruvido, arido, difficile. Certi pensieri son prepotenti, se li scacci di giorno tornano di notte, o forse è solo che c’è qualcosa che punge ancora. E il fastidio è leggero, si sente appena, ma è proprio lì, dove le mani non arrivano ad alleviare la pena. È un fastidio a cui si deve far l’abitudine, perché irrisolvibile. E forse è colpa del fatto che da qualche tempo i miei sogni diventano, straordinariamente, quasi realtà. Una realtà fatta di attimi di vento che fanno male, scheggiano il cuore, perché non avrei voluto si realizzasse cosi, lasciandomi a singhiozzare su un divano da sola, mentre aspetto mani che odorino di buono. Faccio di tutto per incollare un sorriso dove c’è stato un bacio che bruciava, per stendere fondotinta sugli scavi delle lacrime, per assicurare il cuore contro gli infortuni, ma poi, poi tanto si sa che non serve a nulla perché arrivi e incasini la mia salute mentale. Ma a te ti sento dentro come un pugno. Sarà che ogni tanto ci torniamo in mente, e alla fine te lo chiesi io di sparire. Ci smentisce la facilità nel fare il primo nome, in una conversazione tra vecchi amici o in una lista numerata di uno stupido test. Perché se una persona ti scuote, se oggi la odi, è perché prima le volevi un gran bene. È l’istinto che cede, anche se contro la propria volontà, è quando una cosa torna in superficie, è quando c’è un pensiero secondario, spesso terziario, ma sempre costante, quando più che la curiosità, l’istinto di protezione supera le vicende, le amarezze e la distanza, non solo fisica. E mi troverai, se vorrai sai dove cercarmi e mi troverai nell'azzurro al tramonto sui campi e mi troverai dentro di te E’ quel dar di sè che non può non essere vero. Forse sarebbe andato tutto diversamente, sai che i fiori marciscono in silenzio negli angoli nascosti? Ormai è andata com'è andata, va bene. Ora sono felice lo stesso. Però mi torna sempre un po' di nostalgia addosso, quando ci penso. Infondo non si smette mai di voler il meglio per una persona, anche dopo tanto tempo e tanto dolore. È che a me la parola fine proprio non piace. Ho amato tanto delle persone e quelle persone sono diventate qualcosa che con me non c'entra, stanno continuando a crescere distanti da me, quando per anni siamo cresciuti insieme e che quando il sipario è calato non abbiamo neanche avuto il coraggio di dirci addio; ho amato tantissimo dei momenti e quei momenti sono diventati ricordi da evitare. Ho iniziato tante volte una lettera, per poi cancellare tutto, o archiviarla, nel migliore dei casi. Ci sono parti della mia vita che credo non potrò mai dimenticare, con errori e conseguenze e bene e male annessi e connessi. Ci sono persone che sono entrate nella mia vita che sono sicura non potrò mai dimenticare, indifferentemente da quello che c’è stato, ma semplicemente per la persona che era. Per quello che ero io quando ero con lui. Ed è un concetto che stenta a farsi spazio. Si pensa sempre, maliziosamente, che ci sia dell’altro dietro. Eppure è la cosa più semplice del mondo: ti manca una persona perché le hai voluto un bene immenso. Nessuna malizia. Non mi ricordo nemmeno qual’è la consistenza di un suo abbraccio, nè il rumore di una sua risata, nè il dolore dei suoi silenzi; però è comunque una parte di me, una parte importante di tutto quello che sono, e c'è un brivido netto e doloroso nel petto che mi ricorda che forse l'ho già staccata via, che tutto questo è solo cenere e silenzio. Forse perché il passato ce l’ha quell’aura di unico e intoccabile, quel qualcosa di irripetibile, e per questo magico. Sembrava molto più intenso molto più bello, molto più forte di questo *Sto bene…] Non mi piacciono le persone che scompaiono, non mi servono. Ne ho già avute abbastanza. Basta così grazie. Mannaggia alle mie aspettative. Maledetta diffidenza che ormai si è insinuata nelle mie viscere. Anche se adoro il fatto che tu sia l’ultima persona con la quale voglio parlare prima di addormentarmi la notte. valzi; ; commenti (1)? ![]() ( lunedì, 07 aprile 2008; 21:32 )
this is home, home Non ci sono mai stati periodi di calma. O meglio, ci sono stati, ma erano solo di calma apparente. Poi, in una mattina di preparazione ad un esame, arrivano i dubbi, tra pensieri ancora assonnati ed un caffè solitario. certe cose accadono Vorrei solo crederci, perché è bello pensare che può capitare, ogni tanto, che il destino scelga qualcuno di noi e lo metta nelle condizioni di poter essere felice. Forse non bisogna far altro che lasciarsi andare. Ma poi mi sale l'ansia di sbagliare, la fobia di perdere ancora qualcuno. "Non pensavo potessi piacermi così tanto." Questa è la verità, ed è racchiusa in una delle prime belle frasi che mi hai detto proprio tu, in una strada fiorentina in cui ci eravamo persi, e la cosa più strana era che avevamo appena scoperto che nessuno dei due aveva seriamente pensato alla possibilità di inventarsi una scusa per scappare, come se non attrarci fosse una possibilità impensabile. Perché se è vero che per essere felici ci vuole coraggio non mi va di scappare da una situazione solo perché non ha niente di ordinario. Mi va di viverla a capofitto, come sempre ovviamente. "Secondo alcune leggende, il mare è la dimora di tutto ciò che abbiamo perduto, di quello che non abbiamo avuto, dei desideri infranti, dei dolori, delle lacrime che abbiamo versato." e il mare chiama. E non è il solo. valzi; ; commenti (5)? ![]() |
![]() |
the blog
*loading* piccole stelle.
utente anonimo in "meriti il migliore ...Cecia in lei gli raccontava f... « Come ci si innamora? Si casca? S'inciampa, si perde l'equilibrio e si cade sbucciandosi il cuore? Ci si schianta per terra? O è come rimanere sospesi oltre l'orlo di un precipizio, per sempre?» « Senza spiegare nulla, senza dirti dove ci sarà sempre un mare che ti chiamerà » « Vieni un po' qua, fammi sentire il mare al centro di questa città. » ti sento
una ragazza distratta, assorta nei suoi pensieri, i capelli sulle spalle, un po di matita nera sotto gli occhi, l'ipod nelle orecchie e parole che hanno voglia di uscire. malinconica come i ricordi che scappano via,romantica come una lettera d'amore, sognatrice come una nuvola, permalosa che pensa e ripensa alle piccole frasi,complicata come un compito di matematica, trasparente come il cielo d'estate, scostante come la pigrizia, ingenua come una bambina, fragile come un fiore, imprevedibile come i temporali estivi,sbadata come una cosa dimenticata, apatica come un pomeriggio senza fare nulla, lunatica come le maree, sensibile come la corda più acuta di un violino, irruenta come un'onda, incapace a mettere via le cose, le belle cose
questa è la mia vita
scrivere.le mie sorelline.la spiaggia d'inverno quando è bel tempo.i pomeriggi coccolosi.i miei ricordi.le foto.le poesie.le serate fino a tardi a chiacchierare.il mio cuscino di Nemo.il rumore delle onde del mare quando è buio.i baci sulla pancia. fare le valigie. tormare a casa. il thè caldo di pomeriggio.il mare.i girasoli. Il verde.le stelle cadenti. la luna piena.i ciliegi. il profumo della pioggia estiva. i fogli bianchi da riempire. poter esprimere un desiderio. la primavera.chi sa farmi arrossire. capirsi con uno sguardo. gli abbracci forti.la mia musica. le piccole cose sussurate. l'arno con il cielo terso. gli attimi indimenticabili. le canzoni smezzate. tenere x mano qualcuno.la mia malinconia.chi sa parlare stando in silenzio. le notti infinite. dormire abbracciando un sogno.
archivio: oggi dicembre 2009 ottobre 2009 settembre 2009 agosto 2009 luglio 2009 giugno 2009 maggio 2009 aprile 2009 marzo 2009 gennaio 2009 dicembre 2008 novembre 2008 ottobre 2008 settembre 2008 agosto 2008 luglio 2008 giugno 2008 maggio 2008 aprile 2008 marzo 2008 febbraio 2008 gennaio 2008 dicembre 2007 novembre 2007 ottobre 2007 settembre 2007 agosto 2007 luglio 2007 giugno 2007 maggio 2007 aprile 2007 marzo 2007 febbraio 2007 credits
template creato da Irene
distribuito qui e su 1 2 3 4 5 | ![]() |
![]() |
![]() |