l'incertezza è l'essenza stessa di ogni amore
( domenica, 30 marzo 2008; 18:08 )

if I lay here
if I just lay here
would you lay with me
and just forget the world?

 

Esagero sempre troppo con le emozioni.

Dimentica tutto ciò che svanisce, e segui solo ciò che rimane.


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è arrivata!
( venerdì, 21 marzo 2008; 15:36 )

Di nuovo a casa, dopo un mese di lontananze, e ritornare nel mio nido mi sembra talmente bello che il tempo sta volando e tra qualche giorno sarò di nuovo pronta a ripartire.

 

Era stata questione di un attimo
di dettagli che in genere sfuggono
di
uno sguardo incrociato una volta
che quando ritorna
è già molto di più

 

Io non so dare nome alle emozioni, divento una frana quando qualcosa arriva e mi sconvolge. Non so classificare la sensazione di rivederlo in una domenica mattina un po’ accelerata, tra nuvole e squarci di cielo azzurro tra le tende cangianti, smosse da un vento birichino.

Riassaporare una sensazione che sembra nuova ma in realtà era solo assopita, una felicità che si irradia in tutto il corpo, divenendo fonte di inesauribile serenità.

Poche sono le giornate di tale intensità emotiva, raro è quel feeling epidermico, perfetto è il suo calore che guarisce il gelo.

Ci sono cose che toccano il cuore e che non vanno via.
Ti do di me la gioia che non muore Ti do di me le mie parole nuove Ti do di me valige e una vacanza Ti do di me l’estate in una stanza Ti do di me i giorni in cui credevo

Ti do di me tutta la mia passione.

E le parole non servono ad un bel niente quando il letto diventa troppo stretto e abbracciarsi è così semplice e naturale, quando svegliarsi al primo sole per una serranda difettosa diventa una magia, giusto per guardarlo un po’ dormire, quando saltiamo il pranzo per colpa del sapore di un bacio un po’ giocoso e che ha voglia di cercarsi la pelle.  La furia e la dolcezza di un gioco ad armi pari, un viaggio assurdo su un treno che ha stazioni improvvise e segrete, scioglierci in nuovi stordimenti emotivi cancellando l’incredulità di una storia iniziata per scherzo, una storia sicuramente inaspettata.

Prendere il treno verso casa, nascondendo un sorriso che lotta per esplodere mentre penso che il mio cuore non avrebbe retto tutta quella scarica di pensieri positivi e belle sensazioni, mentre penso che non piangevo di felicità da anni.  

E se il petto mi si arrossa è forse perché, lì dentro, il cuore è diventato una fiamma.

Ed è ovvio che questo flusso disconnesso di parole ed immagini non è neanche la metà di quello che realmente sono stati quei due giorni.

 

Ti do di me il sole che va via Ti do di me Natale in casa mia  Ti do di me i piedi dentro il mare  Ti do di me di me di me di me di me la mia malinconia Ti do di me le cose che non vedi Ti do di me i sogni che non chiedi Ti do di me l’odore della pelle Ti do di me un giro fra le stelle

Ti do di me questa assurda leggera follia

 

La trepidazione di rivederla che si scioglie in un abbraccio dentro la stazione, sentirmi fiera di lei, riprendere a sognare insieme, quando non sappiamo da dove iniziare a raccontare, riprendere a sognare insieme, riprendere a sperarci grazie ai suoi occhi, che io giuro, così non li avevo visti mai, ricominciare a credere che qualcosa di vero esiste, qualcosa che ti prende e ti sconvolge l’esistenza, e niente, dico niente, è uguale a prima.

Per una volta non ci compensiamo, ma ci uguagliamo. e va bene così, perchè se le favole esistono, voglio scoprirlo con te.

 

Gli incidenti di percorso, inevitabili, quando si è felici. Un po’ di imbarazzo che tento, inutilmente, di nascondere.

Hai il potere di ammutolire un sorriso, sai? Anche perché quella canzone in macchina, più tardi, proprio non ci voleva

 It’s a dark road And a dark way that leads to my house

 

Non è un post dei migliori, ma le parole proprio fanno fatica ad uscire.


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stella del mio cuore splendi su di me
( sabato, 15 marzo 2008; 15:56 )

La primavera che sta arrivando.

In un modo diverso dal normale, perché diverso è il contesto, diversa è la mia vita, diversi sono i paesaggi e le sfumature di un sole che conforta e riscalda.

Una Primavera che promette tante meraviglie e tante altre ne nega.

Ho riscoperto tante cose che in realtà si davano per scontate, perché mai in vita mia ero stata un mese lontana da Gaeta, da casa, dal confortante calore di odori che ti appartengono.

Aspetto domani e un treno, un sabato che sà di domenica, tra voglia di tornare e desiderio di aspettare.

Un odore in cucina che oggi ha riaperto un mondo, pomeriggi assolati ed affollati intorno ad un tavolo, e loro. Loro che non sanno quanto mi mancano, quanto mi manca tutto ciò. Perché se ripenso ad un anno fa mi sembra un’altra vita, un’altra persona, ma loro sono rimaste sempre le mie tesore, anche in quest’altra vita, immutabili, immancabili, indimenticabili. E penso a quanto le vorrei accanto in questi giorni altalenanti tra sole e nuvole, per condividere l’entusiasmo che una stagione così si porta dietro.

Cosa c’è di più celeste di un cielo che ha vinto mille tempeste

 

È da un mese che sono a Pisa, ogni sabato è stato un treno, un viaggio, quest'ultimo invece me lo godo con un’ansia leggera nel cuore tra queste mura che sanno sempre più di casa e di famiglia.

Questi ultimi giorni sono stati splendidi, pieni di sole e gelato e risate e programmi televisivi.

Una Primavera che ci fa tornare bambine, perché giochiamo, e ridiamo per ogni sciocchezza.

L’affetto che si manifesta in piccoli quotidiani gesti, si trasmette in piccoli contatti, standosene a braccetto a passeggiare, con gambe accavallate, mani sulle spalle, l’affetto che splende dietro impercettibili sguardi complici. Sempre noi, insieme. Nel tempo e nelle vicende. Con legami che persistono alla lenta usura della vita e che diventano sempre più solidi. Con legami di sangue, che se ripenso a noi prima, alle nostre mani intrecciate per evitare che qualcuno ci dividesse, sorrido e chi l’avrebbe mai detto che saremo state ancora così, dopo tutte quelle fragili promesse da bambine inseparabili.  

 

Sentirmi dire cose che aspettavo da mesi, e anche se in ritardo sono arrivate, anche se poi restano le lacrime in bilico dietro gli angoli degli occhi che sorridono. E io ormai sono immune dalle sue parole, ma non vorrei che si risvegliassero emozioni che ho lasciato assopire con le distrazioni, lo studio, loro, la distanza.

 

Sto scoprendo come la Primavera sia prima di tutto uno stato dell’anima, oltre che una stagione.

Sogno i sognatori che aspettano la primavera o qualche altra primavera da aspettare ancora.

 

Abbiamo le stesse storie io&te. Le nostre vite sono talmente incatenate che prendono spesso direzioni simili come se ci fosse un eterno filo unico che a distanza ci lega e ci crea condizioni e situazioni simili, per ricordarci ancora di più, per somigliarci ancora di più, persino nelle note di qualche canzone apparentemente casuale.

È assurdo, dico. Situazioni che hanno già la loro dose di assurdità se vengono prese singolarmente, e con noi vengono irrimediabilmente raddoppiate. E sono ancora più assurde, e sono ancora più magiche.  Il tempo non passa mai, se penso a te, alla voglia di rivederti, e di guardare nei tuoi occhi e capire che è tutto come prima, perché questo mese è stato più duro di qualsiasi altro. Sai che è sembrato molto di più trenta semplici giorni, forse perché ci siamo trovate ad affrontare una distanza non solo fisica, non solo quella abituale di cinquecento chilometri. A volte ci siamo sentite ancora più distanti, nel tempo e nello spazio. Distanti si, ma senza separarci mai. Senza smettere di pensarci, di sbattere la testa, di cercare di capire. Ma a volte cercare di capire, è inutile. Ora il filo che stringiamo è più teso, vibra più volte, perché più volte viene stretto alle estremità, ed è stato così naturale e logico, come una malattia la cui guarigione a volte è lenta e dolorosa, ma arriva sempre, e bastano poche ore per ritrovare il colorito di sempre. Noi il nostro colorito l’abbiamo già ripreso, ed è ancora più roseo di quello che avevamo prima.

Cosa non farò per te tu sola per me Dimmi che vorrai stare al mio fianco dimmi che sarai solo per me dimmi che consolerai il mio pianto Ed io vivrò solo per te

Aspettando domani°


valzi; ; commenti (5)?



piccolo spazio pubblicità
( martedì, 04 marzo 2008; 18:28 )

Mi sono presa qualche giorno di tempo per riprendere il respiro spezzato da baci mozzafiato e panorami mai visti e situazioni che fanno venire i brividi.

Viaggiare da sola, verso una direzione che non conosco per orizzonti mai attraversati.

 

È una notte da scartare come un pacco di Natale

 

Risulta facile abbracciarsi, e scivolare via, lasciarsi andare. Sorridere tra le note e le sue braccia perché pensiamo le stesse cose e tutto è così bello da bloccarsi e aggrapparsi e stringersi più forte, da non voler più uscire da quell’abbraccio caldo.

I vapori caldi che ci avvolgono e che quando vengono illuminati da qualche faro di passaggio hanno la consistenza delle nuvole, e noi ci siamo dentro, siamo dentro le nuvole, sotto le stelle. E gli spigoli delle pietre su cui ti tieni ferma non si sentono, perché sono stati già levigati dall’acqua e riescono ad essere persino scivolosi, e morbidi.

Un viaggio in macchina a raccontarsi piccoli episodi di vita, che una giornata intera non basta, perché abbiamo una vita intera da ricordare, un viaggio a cantare e a cercare spiragli nella nebbia.

Ho passeggiato nel buio sai ho vinto tutto e riperso poi ho visto cose fantastiche

Come sospesi in una dimensione in cui il tempo è solo un dettaglio insignificante, addormentarsi che è già l’alba e svegliarsi troppo presto, insieme. E intorno è buio assoluto ed è come se fosse ancora notte ed è ancora lenzuola e ridereabbracciarsiprendersiingirocontarsilevertebrerotolarsi

coccolarsifareicapricciraccontarsiridere.

E scoprire poi che il sole è già in cielo e tutto è illuminato tutto quanto è illuminato.

Le serrande strozzano il mattino e quando vengono aperte un bellissimo sole primaverile esplode in una stanza che parla di profumi mescolati tra loro.

E nel mio petto c'è un motore acceso fatto per dare più di quel che ha preso

Le buone opportunità arrivano così: tra idee un po’ avventate, e visi che diventano eccezioni, e occasioni da prendere  al volo e da vivere fino in fondo,        e tu l’avresti mai detto? Io no.                 Io no perché non sono mai stata capace di fare questo genere di cose, prendere il treno e allontanarmi così, ma è stato come se dall’altra parte ci fosse un filo, e quel filo tirava, eccome se tirava.

E questi sono i miei riscatti, in cui sto ritrovando la mia spontaneità, e la persona che ero, e non mi fa più paura quel sorriso e gli occhi lucidi di gioia in un treno preso al volo, mentre cerco di controllarli che c’è troppa gente, e sicuramente non capirebbero.

 

Le emozioni grandi sono sempre belle prima ancora che grandi. E non importa di che cosa ti si gonfi il cuore, se di tristezza o di allegria, se di dolore o di gioia, la cosa bella è sentirselo quasi uscire dal petto, come le lacrime escono dalle ciglia e i singhiozzi dalle labbra.

 


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*loading* piccole stelle. utente anonimo in "meriti il migliore ...
Cecia in lei gli raccontava f...
« Come ci si innamora? Si casca? S'inciampa, si perde l'equilibrio e si cade sbucciandosi il cuore? Ci si schianta per terra? O è come rimanere sospesi oltre l'orlo di un precipizio, per sempre?»
« Senza spiegare nulla, senza dirti dove ci sarà sempre un mare che ti chiamerà »
« Vieni un po' qua, fammi sentire il mare al centro di questa città. »


ti sento
una ragazza distratta, assorta nei suoi pensieri, i capelli sulle spalle, un po di matita nera sotto gli occhi, l'ipod nelle orecchie e parole che hanno voglia di uscire. malinconica come i ricordi che scappano via,romantica come una lettera d'amore, sognatrice come una nuvola, permalosa che pensa e ripensa alle piccole frasi,complicata come un compito di matematica, trasparente come il cielo d'estate, scostante come la pigrizia, ingenua come una bambina, fragile come un fiore, imprevedibile come i temporali estivi,sbadata come una cosa dimenticata, apatica come un pomeriggio senza fare nulla, lunatica come le maree, sensibile come la corda più acuta di un violino, irruenta come un'onda, incapace a mettere via le cose, le belle cose

questa è la mia vita
scrivere.le mie sorelline.la spiaggia d'inverno quando è bel tempo.i pomeriggi coccolosi.i miei ricordi.le foto.le poesie.le serate fino a tardi a chiacchierare.il mio cuscino di Nemo.il rumore delle onde del mare quando è buio.i baci sulla pancia. fare le valigie. tormare a casa. il thè caldo di pomeriggio.il mare.i girasoli. Il verde.le stelle cadenti. la luna piena.i ciliegi. il profumo della pioggia estiva. i fogli bianchi da riempire. poter esprimere un desiderio. la primavera.chi sa farmi arrossire. capirsi con uno sguardo. gli abbracci forti.la mia musica. le piccole cose sussurate. l'arno con il cielo terso. gli attimi indimenticabili. le canzoni smezzate. tenere x mano qualcuno.la mia malinconia.chi sa parlare stando in silenzio. le notti infinite. dormire abbracciando un sogno.

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