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( lunedì, 28 gennaio 2008; 18:03 )
Tutto, oggi, paradossalmente, mi sembra senza parole. E' senza parole il ritornare a Pisa e finalmente vivermela bene, un incontro particolare sul treno, un'altra riga occupata nel libretto, una febbre che non mi permette neanche di pensare. "Qui non conta lo stile, l'originalità. Deve essere un testo asettico, che segue rigide regole di grammatica e di punteggiatura. La scrittura non è questo. La scrittura è istinto, è primordiale, è libertà". E' un pò che non scrivo, come se volessi automaticamente cancellare i pensieri che mi ronzano per la testa, e forse è meglio così. I brividi li crea solo la febbre, o uno spiffero di vento gelido da una finestra un pò difettosa, nient'altro. A volte qualche canzone. Come questo sottofondo che mi ricorda mattini argentati e guance di fragola. Occhi da orientale che raccontano emozioni Sono stanca di sentirmi delusa, sono stanca di contare sulle dita, come se fosse pura statistica, ciò che prima era sfortuna e ora è diventato realtà. Peccato che statistica non lo è. Io non sono mai andata d'accordo con la matematica e queste non possono essere semplici probabilità. Ci sono i sentimenti qui. Ho guardato dentro una bugia e ho capito che è una malattia dalla quale non si può guarire mai e ho cercato di convincermi che tu non ce l'hai. "Forse non si tratta altro che di scegliere le persone sbagliate." Sbagliate si, ma che pesano. Che contano. Oggi c'è il sole. C'è il sole ed esco, anche se c'è qualche decimo di febbre, con un coraggio che si chiama speranza. Mi sto frugando parole per far sognar qualcuno quando verrà dal cielo dove si trova Una speranza di luce una canzone nuova Eppure sto bene. Senza un motivo in particolare, semplicemente perchè sto (ri) imparando a stare bene anche se da sola, riuscendo a concedermi piccoli diversivi che un pò alleviano il passare monotono dei giorni. Mi piace pensare che sia un periodo che mi sto prendendo esclusivamente per me, senza doverne dare conto a nessuno, libera di prendere il treno e partire e andare e tornare, del tempo per darmi tempo e dare spazio ai miei sogni e riordinare vecchie certezze e nuovi pudori. oggi ti ho rivisto. e i brividi non erano più solo per la febbre. valzi; ; commenti (2)? ![]() ( sabato, 19 gennaio 2008; 15:26 )
E onde a mille, e sirene Non hanno l’incanto Di un tuo solo sguardo Mi prendo il diritto di sorprendermi. Sorprendermi di me stessa. Torno a casa, con una soddisfazione tra le mani, forse la prima, forse la più autentica. Perché ora mi interessa sul serio. Il primo esame, storia contemporanea. E queste giornate di sole non possono che mettere di buon umore. Ho pensato molto in questi giorni di assenza, ho aggiornato quel poco solo perché lo ritenevo necessario. Ho pensato tra la nebbia e le distese verdi, tra i bivii che sembrano quelli dei film americani dove puntualmente qualcuno si perde e tutto intorno non c’è vita, ho pensato mentre la pioggia scavava l’asfalto e il vento ci piegava gli ombrelli, tra gli odori dell’ India e la consistenza della nebbia, perché l’ho sempre vista dal basso la nebbia, nella nebbia io non mi ci sono mai trovata… Ho sognato con quell’ unico triangolino di mare, cosi lontano, ma cosi brillante, ho sognato sotto un tendone e la voce sembrava sul serio importante, ho avuto la nausea al solo guardare quei libri, ci sono stati momenti di nervosismo, di studio pressante, di risate e confidenze. Strade sterrate e buio denso, buio di campagna, e poi il verde infinito, e il rosso di una birra e la musica che è di tutti i colori. La nebbia grigia ha riempito le strade, lampioni persi sulla riva del fiume. E poi Pisa. Che non mi è mai mancata cosi, che non ho mai pensato potesse mancarmi così. In fondo, uscendo dalla stazione grandinava, ma ho provato lo stesso diffuso senso di benessere di quando torno a casa. Ed entrare a casa è una ventata di allegria. Tutto al proprio posto. L’armadio un po’ più vuoto, il letto rifatto, il pranzo pronto. Ma tutto è come sempre, persino la notte, a far tardi a chiacchierare, anche se il giorno dopo c’è un esame, il primo esame, anche se si sa che comunque il sonno ci metterà molto ad arrivare, e forse neanche arriverà. Notti di discorsi che conosciamo fin troppo bene, purtroppo o per fortuna, la solita vecchia emozione, in fondo non si tratta che di prendere un martelletto e rompere il muro che ci si costruisce pian piano, prima che diventi troppo spesso. Capire diverse cose, capire che ci sono cose che bisogna lasciar andare via, senza una parola di più, perché quella parola, quella cosa, forse neanche se la merita. Ora basta farmi prendere in giro. E poi invece capire che ci sono cose che tornano a bruciare, e torneranno, ancora e di nuovo a farti visita, e busseranno, e tu aprirai la porta e li accoglierei, li lascerai parlare, offrirai loro da bere, lascerai che ti trattino male di nuovo, che ti faccino gli occhi lucidi, e ricorderete forse qualche momento perfetto, poi la rabbia tornerà, ma le loro urla forti hanno un passato di sorrisi forti e, magari, tornerai persino a sperare. E ti lasceranno come traccia solo un tremito davanti al portatile. Fà che non sia presto, fà che non sia mai,
Aspettando di rivederti… valzi; ; commenti (6)? ![]() ( lunedì, 14 gennaio 2008; 19:42 )
non puoi scordare dove son state le tue labbra. sai gia come sarà ma nn sai piu chi sei Date che tornano, con i soliti pensieri, con le solite assurde situazioni, con lo stato d’animo che è diverso ma in fondo è sempre lo stesso. Perché se anche le persone cambiano l’essenza resta la stessa. Un percorso tra queste date fatto tante volte, un percorso tra i ricordi, tra i dubbi e le certezze. Un percorso tra i freddi giorni di gennaio, eppure mai stati cosi caldi e lucenti. Un percorso fatto a mente e più volte raccontato con gli occhi che anche nel buio brillano. È che io son fatta cosi, esistono delle scadenze interne, e bisogna farci i conti, prima o poi. Oggi è una di quelle. In fondo a volte ti prende quella commozione interiore perché più di tutto vorresti ritornare indietro, quando non si era cosi distanti. Distanti nel corpo e nell’anima. Quando, a priori dei chilometri, si era vicini. Quando, vicini, forse si riusciva ad essere una tacchetta più felici. Sono cambiate tante cose, e risulta sempre più difficile distinguere un barlume dorato nei rapporti nuovi che si creano, nel ricordo di quelli ormai persi. Molte cose sono rovinate tra i ricordi, molte cose restano perfettamente intatte, come solo le cose magiche. Ricordarsi, in caso di necessità, di rompere il silenzio valzi; ; commenti (7)? ![]() ( giovedì, 03 gennaio 2008; 13:44 )
c'è una cosa che ho dimenticato, in quella lista, forse perchè ricordarlo fa ancora troppo male. e non sta rimarginando mica quella ferita sta aspettando ben altro il 2007 è stato, prima di tutto, l'anno dei tradimenti. c'è amarezza quando penso che in 19 anni non sono riuscita ad avere mai qualcosa di esclusivo, qualcosa che fosse mio e basta, qualcosa che fosse unico. queste assurde situazioni, tutte simili, mi convincono che sono io a sbagliare, ad avere qualcosa di cattivo dentro, e le persone semplicemente preferiscono altro. io, che sono stata l'amante e la tradita, io che non ho mai tradito, mi rendo conto di aver tradito sul serio l'unica persona che non l'ha mai fatto. ho questa stretta allo stomaco che giusto per poco si è attenuata in questo anno, quel poco che è servito solo a farmene sentire di più la stretta quando quel poco era passato. Un inizio d'anno subito squilibrato, subito veloce, istintivo, contraddittorio. un brillantino nel buio delle luci. la nausea oggi sembra essere andata via, al contrario suo. a volte però torna, proprio come lui. mi sa che ci sono persone, come me, che certe cose ce le hanno scritte nel diennea. certe persone non riescono proprio a ragionare, ad essere razionali. certe cose sembrano essere fatte con l'intento di essere perdute. tra una chacchiera e l'altra, tra lo scrutarsi sotto i cappotti, tra il sapore frizzantino che circola nelle vene e mi fa sorridere senza ritegno, e mi fa dimenticare la cortesia e l'imbarazzo, cosi da riuscire a prenderti anche un pò in giro, c'è la musica. la musica che riduce la distanza tra i corpi. sei troppo vicino ti dovrò baciare sto rischiando forse mi potrei bruciare. un sorriso che ha ancora lo stesso profumo. di nuovo le mani, di nuovo gli sguardi, di nuovo il collo, di nuovo le risate. erano mesi che non ridevamo cosi tanto. quasi mi ero dimenticata il colore di un suo sorriso. sei bella come il sole a me mi fai impazzire. e se negli occhi avevo quel sottile velo di tristezza è perchè in fondo avevo capito di averti già perso. e io nonostante tutto sono stata benissimo, anche se cosciente dell'impossibilità di una nuova situazione. che se perdo ma c'ho messo tutto il cuore è comunque perfetto. e la serata è stata bella isolandola da tutto il resto. è stata bella perchè c'è stato anche dell'altro, ci sono stati i loro occhi dietro le sue spalle, c'è stato ballare in un altro bar, c'è stato ridere ed abbracciarsi, c'è stato iniziare l'anno insieme, perchè la sua telefonata, anche se poco lucida, è arrivata appena stappato lo spumante. c'è stato prendere i cornetti e guardare il mare all'alba, come se poi non l'avessimo mai visto, ma la prima alba dell'anno ha sempre qualcosa di più, qualcosa di magico. e il mare che quella mattina sembrava un lago, con un orizzonte lontano ma vivido, con i toni del giallo e dell'azzurro, che non ci si pensa mai ad accostarli questi due colori, ma quando poi lo fa la natura sembra cosi normale ed indimenticabile, come se il giallo e l'azzurro fossero nati per essere accostati. “la rabbia ed il rancore ti possono sbarrare la strada, adesso l'ho capito. bruciano l'aria che respiri, la vita ti divorano, ti soffocano. ma la rabbia è reale, e persino quando non lo è, ti può cambiare, ti modella, ti trasforma in quello che non sei, l'unico aspetto positivo, è la persona che diventerai dopo, se tutto va bene un giorno ci si sveglia, e si scopre di non aver paura di affrontare il viaggio, la verità, e, nella migliore delle ipotesi, una storia raccontata a metà. e la rabbia, come la crescita arriva a scatti e a strappi, e al risveglio offre un nuovo giorno alla comprensione. e una promessa di quiete. ma che cosa posso saperne io, io sono solo una ragazzina."
valzi; ; commenti (13)? ![]() |
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*loading* piccole stelle.
utente anonimo in lei gli raccontava f...Cecia in you are my wonderwal... utente anonimo in you are my wonderwal... utente anonimo in you are my wonderwal... utente anonimo in Ti guardo per l'ulti... Cecia in Ti guardo per l'ulti... 7vAnNa7 in Ti guardo per l'ulti... « Come ci si innamora? Si casca? S'inciampa, si perde l'equilibrio e si cade sbucciandosi il cuore? Ci si schianta per terra? O è come rimanere sospesi oltre l'orlo di un precipizio, per sempre?» « Senza spiegare nulla, senza dirti dove ci sarà sempre un mare che ti chiamerà » « Vieni un po' qua, fammi sentire il mare al centro di questa città. » ti sento
una ragazza distratta, assorta nei suoi pensieri, i capelli sulle spalle, un po di matita nera sotto gli occhi, l'ipod nelle orecchie e parole che hanno voglia di uscire. malinconica come i ricordi che scappano via,romantica come una lettera d'amore, sognatrice come una nuvola, permalosa che pensa e ripensa alle piccole frasi,complicata come un compito di matematica, trasparente come il cielo d'estate, scostante come la pigrizia, ingenua come una bambina, fragile come un fiore, imprevedibile come i temporali estivi,sbadata come una cosa dimenticata, apatica come un pomeriggio senza fare nulla, lunatica come le maree, sensibile come la corda più acuta di un violino, irruenta come un'onda, incapace a mettere via le cose, le belle cose
questa è la mia vita
scrivere.le mie sorelline.la spiaggia d'inverno quando è bel tempo.i pomeriggi coccolosi.i miei ricordi.le foto.le poesie.le serate fino a tardi a chiacchierare.il mio cuscino di Nemo.il rumore delle onde del mare quando è buio.i baci sulla pancia. fare le valigie. tormare a casa. il thè caldo di pomeriggio.il mare.i girasoli. Il verde.le stelle cadenti. la luna piena.i ciliegi. il profumo della pioggia estiva. i fogli bianchi da riempire. poter esprimere un desiderio. la primavera.chi sa farmi arrossire. capirsi con uno sguardo. gli abbracci forti.la mia musica. le piccole cose sussurate. l'arno con il cielo terso. gli attimi indimenticabili. le canzoni smezzate. tenere x mano qualcuno.la mia malinconia.chi sa parlare stando in silenzio. le notti infinite. dormire abbracciando un sogno.
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