non diventare l'ennesimo adulto infelice
( venerdì, 30 novembre 2007; 13:59 )

giorni che sono passati veloci, con il loro carico di sorrisi e tristezze, di pensieri e ricordi, di luci di Natale che a volte mi strappano un sorriso disteso, a volte mi lasciano nell' incertezza. io ne ho una tutta per me, è una lucina ad intermittenza, che si spegne e si accende a seconda del proprio volere.

non so come dovrei sentirmi. e dovrei smetterla di chiedermi come sto. dovrei smetterla, perchè cambio umore quattrovolteall'ora, e ogni volta precisamente, cambio idea. e poi sento quella voce.


mi sono guardato piangere in uno specchio di neve
mi sono visto che ridevo
mi sono visto di spalle che partivo
ti saluto dai paesi di domani

 

eppure il cuore mi batte sempre, come se fosse la prima volta.

ma ero troppo giovane per sapere come amarlo

Ci sono quelle sere in cui hai paura del buio, perché il buio ne porta di domande, e allora fa comodo avere qualcuno con te, qualcuno che ha rispetto delle tue lacrime silenziose, qualcuno che ti dice dormi con me, qualcuno che ti asseconda, qualcuno che non dorme per stare con te. sono stata messa di fronte a continui desideri, quando l'orologio segnava gli stessi numeri, poi ho capito, ho smesso di ripetere ossessivamente sempre lo stesso da qualche mese a questa parte, ho capito che è impossibile. e che se lo desidero devo riuscirci da sola. non riesco a chiudere tutto fuori dicendo semplicemente non me ne importa nulla perchè devo essere felice a tutti i costi, perchè tra qualche giorno è ilmiocompleanno. chi l'ha detto poi che bisogna per forza essere felici il giorno del proprio compleanno? non è che qualcosa che si chiude, qualcosa che se ne va.

io vorrei solo passarlo con chi è importante per me.

e adesso sembra cosi difficile persino questo desiderio.

Non pensare che l'amore sia amore
solo se assume quelle forme ideali.
Non diventare l'ennesimo adulto infelice

Un tacco ben assestato a terra, l’altro, sospeso nel vuoto. Cerco di prenderlo dalla punta, cerco di reggerlo per un po’.

mi sento ancora cosi, come quella sera sul muretto. 

Sospesa tra il decidere e il restare, tra pensieri senza uscita e quelli senza soluzione, tra un formicolio alla punta del naso e il conforto di lenti scure, tra il bisogno di un abbraccio e il bisogno di un sorriso. Perché se mi avvicino, è sempre per farmi abbracciare, raramente è per abbracciare. Abbracci già ne ho dati troppi.

 desidera tanto essere il rumore di un abbraccio stretto, ma fatica a farsi accettare.

Non ho mai pensato ad un futuro, in quel senso. Ci penso come se fosse una favola, come un sogno, mai praticamente. La faccio semplice. Non lo è, ma non dovrebbe essere una motivazione per dividersi. So rimanere bambina a volte, ma mi piace farlo.

Credo che tutti ne abbiano bisogno, qualche volta.


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più l'ami e più lei poi ti amerà
( venerdì, 23 novembre 2007; 11:33 )

Le distanze ci informano che siamo fragili

La distanza rende nervosi, ti fa venire dubbi su ogni cosa, ti fa stare in pensiero.

Da una parte è vero che aumenta il desiderio di rivederlo, ma fa anche dimenticare quanto stiamo bene insieme.


La lontananza sai è come il mare fermo sulla riva con un vaso da riempire
distanza così grande che è difficile spartire
tra chi ha fede di aspettare e chi vuole sparire

 

L’amore vero, credi, non ha fretta mai
E’ chiuso dentro a un sogno
E tu raggiungerlo puoi ora

 

Sorridere più spesso e sempre a più persone.

Trovare persone meravigliose, una pizza smezzata, un abbraccio da una cascata di capelli biondissimi, un sorriso inaspettato fermi al semaforo. A lezione a volte mi sento una dislessica, perché tutti sanno fare gran discorsi, mentre io mi rigiro i miei sogni tra le dita, e non ho il coraggio di alzare la mano.

 

mattini più leggeri
e
cieli smarginati di speranza
e di silenzi da ascoltare
e ti sorprenderai a cantare

una presentazione per email che avremo potuto scriverla noi, trovarli di buon umore perché torno a casa, messaggi da parte di una personcina per cui darei la vita. Parole che accarezzano il cuore, se l’affetto cercato manca, se non ci sono più messaggi, se non ci sono più commenti. Avevi ragione tu.
casa dolce casa, un pò città un pò isola
un pò New York, un pò Polinesia



Vedi cara, certe crisi son soltanto
                              segno di qualcosa dentro che sta urlando per uscire.
Vedi cara certi giorni sono un anno,
                               certe frasi sono un niente che non serve più sentire.

 

E c’è sempre stata, soprattutto negli ultimi giorni, una pietra dura incastonata tra i polmoni e lo stomaco.  È stata scalfita un poco da loro, dai suoi messaggi, da un cornetto imprevisto. Ancora adesso, che ho persino preso la mia sorsata di mare, la pietra è ancora lì. Avrei voluto addormentarmi presto, cosi presto sarebbe venuto oggi. E invece ho fatto l’alba.

 

Mi sogno i sognatori che aspettano la primavera
o qualche altra primavera da aspettare ancora
fra un bicchiere di neve
e un caffè come si deve
quest’ inverno passerà.
E se l'amore che avevo non sa più il mio nome

Anche il dolore passerà

E ci sono state un milione di altre cose che ho pensato e scritto sul mio quaderno in questi turbolenti dieci giorni, ma credo che non sia la cosa giusta parlarne qui. Sarebbe, come al solito, frainteso tutto. e allora lo tengo per me. Al diavolo. Ci sono stati pensieri mandati lontano, c’è stata rabbia, incomprensione e stanchezza, desideri non esauditi, nottate insonni e lacrime strozzate in gola, sentimenti contrastanti, emozioni destabilizzanti. E ce ne sono ancora tante, tante di cose, che ho lasciato danzare solo tra me e me, a volte tra me e loro, tra una cena e un letto e un messaggio. Fa troppo male farle uscire di nuovo a galla, farebbe male a scriverle, e a rileggerle.

Le lascio lì silenziose. 

 e imparerai che per morire
ti basterà un tramonto

in una gioia che fa male di più
della malinconia
ed in qualunque sera ti troverai
non ti buttare via


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e non è obbligatorio essere eroi
( domenica, 11 novembre 2007; 11:07 )

porti addosso qualche segno

proverò a tirarteli via

posso solo questo sogno

scusa per la mia fantasia


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come vorrei dirtelo
( sabato, 10 novembre 2007; 18:32 )

E prendi la mia mano
E adesso resta con me

Ascoltami
Ti darò quello che ho
E forse ancora un pò di più

strano conoscere delle persone, farle bù! e sedermi affianco a lei, stringerle la mano per la prima volta, e pensare che già sanno di te, che già ti capiscono, già sono a conoscenza di parti della tua vita, le più importanti, le più magiche, le più rilevanti, se ne è valsa la pena di scriverne.

primo pseudo esame. pensavo di non poter entrare senza un messaggio di in bocca al lupo. poi ho respirato forte, e sono entrata, ed è andata. ed è andata anche abbastanza bene. ma aspettiamo il risultato.

Come vorrei dirtelo
Forse lo sai
L’amore vuole tempo
E quanto tempo mi dai
Per viverlo

Anche se io non lo so
Io ci proverò con te

è che il silenzio mi spaventa, nel silenzio ci so stare solo a modo mio, il silenzio mi rende ancora troppo insicura. si, si, lo so, devo stare tranquilla.

non bastano baci per sedare le preoccupazioni, basterebbe un sorriso.

ti ritrovo ogni giorno dove il mio sguardo si muove

ritrovarsi a guardare il mare da lassù, con lei, una scatola colorata tra le mani, e ritrovarsi a scrivere. come non mi capitava da tempo di scrivere una lettera. una lettera vera.


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-quale amore vuoi? io te lo posso dare-
( domenica, 04 novembre 2007; 19:38 )

Da mi basia mille deinde centum

resto ancora un pò. resto qui. in questa domenica pomeriggio in bilico tra desiderio e apatia, tra musica e film smozzicati con troppa fretta. resto qui con tante cose da fare, appunti da rivedere, momenti da trascrivere. resto qui a prolungare questo fiume di giorni paradossalmente già tutti simili, che hanno un gusto tra nuovo e vecchio, giorni che mi sono sembrati miracolosamente, e pericolosamente, un ritorno alla normalità. Sono stati abbastanza per riabituarmi, sono stati troppo pochi per farlo sul serio.

Ci sono state loro, c’è stata lei, i suoi sguardi, la sua musica, la sua birra, i suoi commenti, i suoi capelli, il suo raggio di sole, le sue unghie. E grazie, se mi proteggi da voci modificate dal tempo, grazie, ed è come se fosse un bisogno fraterno. Lei è mia sorella. Dici. Grazie.

farò l'impossibile

E cosi un pomeriggio come i vecchi tempi. Thè da Brio, e poi un film, nel calore di una coperta che già mi scopre i piedi. è stato un pomeriggio coccoloso in cui mi sono rigirata tra le dita le cose che amo di più, quelle che ho amato di più, come se fosse una pellicola in bianco e nero e potessi soffermarmi su ogni istantanea e capire il filo conduttore che c’è dietro ogni evento. E c’è una nota di amarezza e ce ne sono altre, di note, che piegano il cuore. Alzo il volume della musica, lascio scivolare via la commozione, va bene cosi. E c’è anche una nota di assenza.

e com’è triste il ritorno sento che già mi mancherai
sul mio cuscino lascerò addosso il tuo odore
per non dimenticare mai
momenti da mille parole
vorrei essere il tuo pensiero più ricorrente tra tanta gente
riuscire a sentirmi più vicino a te
ma sono impaziente
stringerti è l’unica cosa che possa colmare l’istante
resto sospeso in attesa che arrivi tu

 

E in quella poesia di mani che si cercano, che mi sfiorano il naso e mi scompigliano i capelli noi non abbiamo parole, non abbiamo definizioni, non abbiamo credibilità. Abbiamo solo la possibilità di diventare ricchi con questa manciata di sguardi. Nel momento in cui ne avevo più bisogno, ma nel momento in cui lo cercavo di meno.

No, io non cambio. Ormai l’ho promesso. A me stessa, e non solo.


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( venerdì, 02 novembre 2007; 13:17 )

mi ritrovo qui. colpa di un dscorso uscito per sbaglio, per capire, per parlare. sono incazzata nera con il mio passato, con le esperienze che ho vissuto, che mi hanno plasmata, modificata. credevo fosse solo in bene, perchè sentivo la pelle più dura e la corazza più resistente. e invece no. perchè oggi so che non riuscirò più a fidarmi ciecamente della persona che amo, come facevo una volta. si, sono anche cresciuta, ma non c'e più quell'ingenuità, quell'avventatezza, che in me adoravo tanto perchè avevano il gusto delle cose semplici ed emozionanti. e pregherei per trovare la persona capace di  farmi riavere fiducia. andrei anche in capo al mondo se solo sapessi che esiste. "io non ero cosi, prima, mi ci hanno fatta diventare". perchè io non sono mai stata cosi diffidente, sono stata costretta a diventarlo. la mia voce rotta dal pianto sa di sogni infranti, promesse non rispettate, delusioni che mi hanno lacerato qualcosa dentro. qualcosa che è stato medicato già troppe volte, ma niente è stato capace di farlo tornare brillante, pulito, come una volta. ero capace di darmi con cuore anima e mente e lanciarmi ad occhi chiusi, sapevo lasciarmi andare, fidarmi fin da subito, sapevo lasciare entrare persone nella mia vita con una facilità, e una felicità, soprattutto, quasi incosciente, quasi masochista, perchè già sapevo che ne sarebbero uscite, prima o poi. però mi manca quella lucente spontaneità, che mi contraddistingueva. mi sento di aver perso una parte bellissima di me. l'ho persa, ma non credo sia irrecuperabile. io ancora spero, io ancora aspetto. perchè vorrei dargli ciò che si merita,vorrei sentimene all'altezza, vorrei spazzare i tuoi limiti, ma prima di tutto vorrei spazzare i miei, e avrò bisogno anche del tuo aiuto, perchè da sola non so se ci riesco, anche se con la mia sorta di autodifesa che non dura mai più di tanto, perchè poi i sentimenti qualcosa attutiscono, ma le cicatrici restano. quello che mi corrode non è la discussione serale, ma è la serie di amare conclusioni a cui mi ha portata.

Mia piccola Amelie, lei non ha le ossa di vetro.
Lei può scontrarsi con la vita. Se lei si lascia scappare questa occasione con il tempo sarà il suo cuore che diventerà
secco e fragilecome il mio scheletro.
Perciò si lanci, accidenti a lei!

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.e forse dovrei lanciarmi ugualmente, sarebbe l'unico modo per reagire, invece di aspettare.

e poi è incredibile come mi sforzo di farmi sentire tranquilla al telefono e tu invece riesci a decifrare le sfumature della mia voce, e a capire.  e io davvero vorrei tanto che fossi tu quella persona pr cui andrei in capo al mondo, ma le cose non sono mai cosi semplici, e io ho tanta paura.


valzi; ; commenti (5)?



niente paura si vede la luna anche da qui
( giovedì, 01 novembre 2007; 14:13 )

si, si vedeva la luna dall'arno. era grande, piena e gialla, sabato sera, e ci spiava tra i palazzi. mi ha lasciato gli occhi umidi, quella luna. mi ha parlato di te.

ferma il tempo finché sei con me io non avrò
paura di andare e tornare
se tu sei con me

si sta bene di piccole cose, si sta bene di un thè caldo alle 5 di pomeriggio, si sta bene di piedi riscaldati sotto le sue gambe, si sta bene di un piumone appoggiato sulle spalle la mattina presto, si sta bene in un fine settimana in due a cantare, si sta bene con un paio di calze a costine e menù speciali, si sta bene a camminare infinitamente per le vie di Pisa alla ricerca di una pizzeria, e poi fa niente che ti fanno male i piedi, sei al caldo. si sta bene persino con l'amarezza dell'affetto perduto.

Che c'è
è ritornato il sole dentro me
e l'aria è più leggera come se
tutto l'amore che cercavi adesso c'è
e non ti manca niente al mondo.

a guardare la torre, in due, io e te, come prima, come sempre. ritrovarci in due nello stupore argentato della notte, con la luna testimone dei nostri pensieri dolci, con il desiderio del calore di braccia lontane, quando due ragazzi stesi sul prato ci fanno un pò invidia.

calmami le rapide del cuore

e il pensiero corre a chi è lontano, a chi si commuove pensando alle mie parole, a chi mi pensa e non si fa sentire mai :), a chi mi fa stare sempre in pensiero, a chi è preso dal lavoro e ritaglia sempre un momentino per me.

Angelo mio saltiamo
        Spaccami il cuore piano
                                          Portami ovunque senza andare via
           Basterà

                   Abbracciami 
                niente ci può sciogliere
                                           Ancora i tuoi sospiri le notti a ridere

non mi ricordo dove ho letto che non puoi dire di conoscere una città se non ne hai visto le strade buie, gli angoli, se non hai visto di che colore sono le sue facciate. e io scopro ogni mattina nuovi colori, in quel letto che rispecchia il cielo e i suoi capricci.

amore dimmelo tu cos'e' quello che ancora ci manca quello che ancora non c'e'

e io finalmente sto bene, perchè la lontananza si stempera e certo c'è, ma si stringono i denti. sto bene guardando una città bellissima che mi scorre intorno, sto bene mentre ascolto musica e cammino sorridendo.

"certo che mi sei mancato, come sempre"

                                                           e io non sapevo dirti che
                                                                solo a pensarti mi da i brividi

sto bene perchè ieri l'ho ritrovato come speravo di trovarlo da settimane, perchè mi ha abbracciata, come desideravo lo facesse da tempo, e il calore si è sciolto, e non c'era più il bisogno, non c'era più l'assenza, perchè erano soddisfatti entrambi. e mi ha baciata tante volte mentre guidava, che è una cosa che fa raramente, ma solo quando è davvero sereno.

in questo gioco di pensieri sporchi sopra a un letto prima di abbracciarti

                      mi connetto e penso insieme a te

i tuoi capelli neri a punta di inchiostro si aggrovigliano ai miei

un cielo che si appoggia sul mare
                                             e tu impari chi sei

                       

ed è stato come la consistenza di un fiocco di neve, come la densità del vento d'estate, come il trasporto delle onde del mare.

è stato magico, è stato semplice, è stato uguale e diverso, è stato sentire in una volta sola la mancanza dei suoi occhi e il ritrovarli lì, sopra i miei.

un maglione a righe che mi piace tanto messo sulle spalle accaldate.

il cuore che trema e i brividi che vengono giù e increspano la pelle, in un nuovo incastro perfetto.

senza parlare a lume basso si riflettono due ombre che si abbracciano

 


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the blog
*loading* piccole stelle. utente anonimo in "meriti il migliore ...
Cecia in lei gli raccontava f...
« Come ci si innamora? Si casca? S'inciampa, si perde l'equilibrio e si cade sbucciandosi il cuore? Ci si schianta per terra? O è come rimanere sospesi oltre l'orlo di un precipizio, per sempre?»
« Senza spiegare nulla, senza dirti dove ci sarà sempre un mare che ti chiamerà »
« Vieni un po' qua, fammi sentire il mare al centro di questa città. »


ti sento
una ragazza distratta, assorta nei suoi pensieri, i capelli sulle spalle, un po di matita nera sotto gli occhi, l'ipod nelle orecchie e parole che hanno voglia di uscire. malinconica come i ricordi che scappano via,romantica come una lettera d'amore, sognatrice come una nuvola, permalosa che pensa e ripensa alle piccole frasi,complicata come un compito di matematica, trasparente come il cielo d'estate, scostante come la pigrizia, ingenua come una bambina, fragile come un fiore, imprevedibile come i temporali estivi,sbadata come una cosa dimenticata, apatica come un pomeriggio senza fare nulla, lunatica come le maree, sensibile come la corda più acuta di un violino, irruenta come un'onda, incapace a mettere via le cose, le belle cose

questa è la mia vita
scrivere.le mie sorelline.la spiaggia d'inverno quando è bel tempo.i pomeriggi coccolosi.i miei ricordi.le foto.le poesie.le serate fino a tardi a chiacchierare.il mio cuscino di Nemo.il rumore delle onde del mare quando è buio.i baci sulla pancia. fare le valigie. tormare a casa. il thè caldo di pomeriggio.il mare.i girasoli. Il verde.le stelle cadenti. la luna piena.i ciliegi. il profumo della pioggia estiva. i fogli bianchi da riempire. poter esprimere un desiderio. la primavera.chi sa farmi arrossire. capirsi con uno sguardo. gli abbracci forti.la mia musica. le piccole cose sussurate. l'arno con il cielo terso. gli attimi indimenticabili. le canzoni smezzate. tenere x mano qualcuno.la mia malinconia.chi sa parlare stando in silenzio. le notti infinite. dormire abbracciando un sogno.

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