![]() |
( domenica, 30 settembre 2007; 09:58 )
è arrivata l'ora di partire. domani inizierà l'università. domani qualcosa sarà diverso. domani qualcosa, simile ad un'emozione, sentirò pulsarmi dentro. arrivederci (a venerdi ma vabbè) e non dirmi poi che sarebbe lo stesso valzi; ; commenti (3)? ![]() ( martedì, 25 settembre 2007; 19:11 )
E tempo di preparare le valigie, comprareleultimecoselavaregliultimipannisistemaregliscaffali. Non vai mica dall’altra parte del mondo. Ed è vero. Ma i bagagli si devono fare, e saranno pesanti. Non ci sarà solo la mia valigia rossa. Ci saranno i bagagli di ricordi, di sguardi, di visi, di baci, di abbracci, di tramonti spennellati di eterno, un bagaglio di dolcezza che sarà il più pesante, ma il più semplice da portare sulle spalle. E sarà il bagaglio che custodirò con più cura. ho paura della fine non ho più voglia di un inizio, E farei qualsiasi cosa per non pensare che entrerò li e ci saranno esclusivamente visi sconosciuti, che non avrò i loro lunghi capelli davanti, che non avrò le loro risate e quando il silenzio tenterà di sfondarmi le orecchie io cercherò riparo nei ricordi che mi legano a voi. E arriva inaspettata e condita da un sorriso bagnato una Canzone, che mai come ultimamente capita tra le mie percezioni auditive per caso, e tutto diventa tangibile e indimenticabile. .e più sarò lontano e più sarò da te. Scrivo ora questo post con il timore di venire soffocata dal tempo che mi sembra poco per tutte le cose ancora da sbrigare. Troppi ricordi mi trattengono qua, troppe sensazioni. Gaeta. Una piccola scatola che contiene tutto quello che amo. Nulla all’infuori di qua. La Piazza del comune sotto un temporale il sabato sera, le vetrine che offrono riparo dal vento sferzante, le sfumature che si colgono da fontania al tramonto, le rondini sul pozzo del diavolo, gaeta vecchia che nei pomeriggi di festa sa di fresco, l’arancione della mia finestra, la spiaggia d’inverno e il grigio perlato del cielo, il mare che brilla e la voglia di primavera che esplode in noi, la domenica mattina che sa di famiglia, la musica che esce da qualche bar, i colori di gaeta vecchia se il cielo è terso, il verde e l’azzurro, il verde del mare quando temporaleggia e la schiuma che scavalca le ringhiere e ti fa scivolare fino a scuola, il sentire le stagioni cambiare. Il nostro limbo. Senza spiegare nulla Senza dirti dove Ci sarà sempre un mare Che ti chiamerà La sensazione che si prova sulle scale della scuola quando il sole ti esplode in faccia e un’altra mattina è passata. Il torpore che scompare. La malinconia di sentirsene esclusi, di vedere come quel meccanismo sia stato rimesso in moto e noi ne siamo fuori. Ora tocca a noi farci spazio. Lascia che ti porti dove ho perso l’innocenza
coprirò le distanze per venire da te E a cinque giorni dal viaggio mi prende la Fretta di fare tutto, i pomeriggi passano vuoti e quasi mi assale la rabbia. perchè non mi rendo conto che in fondo tornerò si, ma sarà sempre tutto troppo veloce, sarò sempre di passaggio. Fretta di non perdere neanche un’ora. Tra le tue braccia calde anche l’ultima paura morì
Queste mattine mi sveglio radiosa, abbracciando a me questa semplice sensazione, con la consapevolezza che non durerà molto, ma che per questi giorni durerà, perchè non voglio saluti soffocati nella tristezza, anche se sembreremo come incollati, come calamite, li voglio sorridenti, calorosi, accompagnati da un odore di ritorno che sa di salsedine. Eppure continuo a sorridere, impazzita, nella solitudine della mia stanza, guidando, camminando, continuo a sorridere con tutto il seguito di nuvolette rosa confetto e occhi a follamo. E non perché sia felice di partire, sia chiaro, solo perché sto vivendo bene e percepisco l’importanza delle persone che mi sono accanto. E mi sento fortunata. Non mi importa chi è distante, chi è vicino. Ora, ho bisogno solo che loro ci siano. Stare qui Io ci sguazzo nelle piccole cose. E non voglio mica la luna. Quelle che mi prometti mi bastano. Perché io mi sveglio nel cuore della notte, mi cullo al ricordo di un sorriso, di un complimento inaspettato, della punta di dita che mi scostano i capelli dal viso, di un messaggio breve ma chiaro. E anche le tue labbra le chiamerò casa. Ho bisogno che ci siano. Ho bisogno che tu ci sia. Promettimi che ci sarà sempre un posto che tieni caldo per me Vivo quest’ultima settimana in uno stato di serenità assoluta e ineffabile in cui persino le canzoni mi vanno bene cosi come vengono nella riproduzione casuale. In cui riesco persino a dire “che bello, piove!”, immune finalmente da sbalzi d’umore dovuti a cambi climatici. E non sto qui a dire che spero che questo stato duri a lungo, in fondo so che mi basterà salire su quel treno per sentirmelo scivolare via sui vestiti. Mi sta bene cosi, perché volevo vivermi questi ultimi giorni proprio in questa dimensione, e già questo mi rende felice. Con una dolcezza che mi ha meravigliosamente stupito e mi lascia un sapore alla menta tra le labbra, si, menta, proprio il sapore delle cose nuove. E mai come ora la felicità mi era sembrata tanto precaria. .lasciami tornare nei tuoi sogni mentre sei distante. Post lungo. Lunghissimo. Come piacciono a me. Come è giusto che sia un post di pre partenza. Post felice, in fin dei conti. Bah, starò impazzendo sul serio.
valzi; ; commenti (9)? ![]() ( sabato, 22 settembre 2007; 19:46 )
Il sentirsi inadeguata. Quante volte ne ho parlato. Mai capito che mi prende. Mi rifiuto di approfondire. Forse perché sarebbe scavare troppo in fondo, forse perché è una sensazione che a volte provo. A volte tanto. A volte spesso. A volte…. quasi sempre. Non è un semplice non piacersi, non accettarsi, forse un non sapersi guardare. Ricordo lucidamente quando quella mattina sono stata catapultata in un corpo che ho detestato perché fonte di dolore. Aprìì gli occhi e tutto era diverso. Quella mattina la ricordo come punto di inizio di molte cose. Da allora sono stata costretta a fare i conti con qualcosa che era sfuggito ai miei ordinari controlli. E da allora mi sono stretta a me per potermi aprire con qualcun’altro. Mi sono chiusa ricostruendomi, facendo leva solo su quello che ero. Ma la totale sfiducia in me stessa è rimasta. La ritrovo nelle sere davanti ad un armadio, nelle crisi di pianto, apparentemente immotivate, nei camerini dei negozi quando gli occhi si gonfiano e io vorrei urlare, quando non riesco a catturare degli occhi che si sporgono dall'ombra per catturarne altri. Forse è solo il bisogno di piacere, perché situazioni analoghe ne ho già vissute fin troppe, e so che vuol dire sentire il peso dell’assenza di parole stupidi ma determinanti, quando ci spesi fiato e carta bianca, quando in una mattina di novembre un kitkat venne annegato da acqua salata ma mi salvò la giornata. Ed è inutile farsi forza. Inutile. Perché c’è sempre qualcuno, a cui a volte tieni anche, che ti butta giù. Si, una battuta. Cosi si dice. Poi non si sa cosa c’è dietro, non si sa cos’è che resta dietro le mie pupille, quante cose non dette, quanta rabbia come magma, quanto passato umido. Ma gli altri non possono capire. Si, mi interessa il giudizio degli altri, se sono altri che contano nella mia vita. E io invece non capisco mai perché tutto mi riporta li. Stringo a me il peso dei miei pensieri, in silenzio, come ho sempre fatto, e cerco di nasconderlo ben bene nelle tasche di questo jeans. forse è solo stress da partenza, ma questo flusso disconnesso e disordinato di pensieri sarà incomprensibile ai più. valzi; ; commenti (3)? ![]() ( mercoledì, 19 settembre 2007; 16:28 )
Eh si ormai stiamo a menodieci, o menoundici. Ormai che differenza fa. E chiudo in un cassetto l’ondata di nostalgia che mi ha investito questa mattina. Colpa di due giorni chiusa in casa, mezza malata. Ma la paura sale, sale e arriva in gola e blocca i pensieri positivi. La partenza è prossima. In fondo non è la fine del mondo. Si cambia aria semplicemente. Ormai dovrei essere abituata ai cambiamenti. Ma ciò che resta qui –spero ad aspettarmi- è speciale. Perché in queste ultime due settimane sono passati nel mio cuore sentimenti contraddittori, in bilico tra la certezza di aver perso e la gioia di risentire quell’odore. Non immagini quanto sia dolce sfiorare E per fortuna ci sono momenti in cui spegniamo la testa e tutto va a finire in una carovana di respiri corti, momenti in cui un tuo bacio mi fa girare la testa. Per fortuna riusciamo come sempre a ritagliarci il nostro –comodo- angolo di perfezione e blocchiamo il tempo in quelle ore in cui non esiste né fuori né prima né dopo, ci siamo solo io & te, le nostre dinamiche e la pelle calda. ora noi siamo già più vicini
E c’è stato talmente tanto traffico emotivo che faccio fatica a ricordare le istantanee nette della giornata.
Ricordo le mani. Quelle le ricordo bene. Il tuo palmo sulla mia schiena, cosciente anche nel sonno della mia presenza. Ricordo le mie ballerine fuori la porta del bagno. Con la tenerezza e la delicatezza delle cose semplici che a tratti mi facevano gli occhi lucidi.
E ricordo anche che, abbracciata a te, nella penombra delle tapparelle abbassate e con gli occhi socchiusi, ho visto il cielo di primavera.
"...e non abbiamo bisogno di sovrapporci per vederci combaciare
E non è mai stato cosi dolce guardare la televisione, e nessuno mai mi aveva fatta sentire cosi. La perfezione del silenzio, la complicità di un abbraccio, fare qualcosa di estemamente banale e sentire di non voler far altro per nulla al mondo semplicemente perché sono lì, su quel divano, ancorata a te e ho il tuo cuore che mi pulsa fortissimo nelle orecchie. Momenti che mi accarezzeranno il cuore quando sarò lontana, che mi faranno sorridere quando in un giorno di pioggia non starò alla mia finestra, che mi riscalderanno le mani se la mattina l'aria sarà gelida mentre attraverserò un ponte. A volte mi sento troppo poco, a tratti inadeguata. Eppure lo so, qui conta solo la sintonia.
Tanto non mi importa quanto cielo dovrò strappare
e tra me e te ce n'è di sintonia. da penderne manciate e spargercene tra i capelli. credo. valzi; ; commenti (3)? ![]() ( sabato, 15 settembre 2007; 11:12 )
Per una magia cosi, dice, vale la pena vivere E ora anche io stringo tra le mani il mio lieto fine. Me lo sento li, fermo al fianco sinistro, stretto alla parte più sensibile di me, stretto in quel luogo dove il varco tra sogno e realtà è un confine sottilissimo e quasi onirico. un bacio che sa di speciale, di ritrovato, di qualcosa che si scioglie dentro e di sollievo, un bacio che sa di musica, e quella musica sa di un ricordo intoccabile, di profumo estivo. L’odore del suo petto. Stringiti al mio cuore in volo e mi sento il sapore di quel bacio fin dentro la testa quando Fed la mattina dopo mi scosta gli occhiali per osservarmi gli occhi, per scrutarmi fin dentro l’anima. come se ormai fosse un rito tra noi due. E quello che ci passa dentro è anche fin troppo chiaro. E poi scappa un sorriso perché è evidente la sintonia, l’armonia che ci scambiamo a sguardi, a intermittenze, ognuna con il proprio carico di serenità. Si,avevano ragione loro. Ehi, tutto ti darei tranne che dolore Un posto che sa di estati smezzate, cinque mura che hanno visto colazioni a base di tielle e pizze, un posto che sa di albe aspettate e condivise, di tramonti trattenuti tra le dita la cui luce filtrava dai nostri occhi, quando eravamo insieme, noi tre. Un posto che sa di asciugamani stese al sole e costumi e ciabatte e sale tra i capelli e voglia di sporcarsi di terra, per rendere più vivo e terreno il gusto che riuscivamo a sentire. Ma era impossibile renderlo concreto, tangibile. Era un qualcosa di astratto, di un barlume mai visto e mai più rivisto. Una terra e una porzione di cielo che sanno di noi, di noi tre. Rivederci li come anni fa, quando tutto era -o forse sembrava- più semplice. Quando i pensieri erano più limpidi e i sogni erano ancora tali e l’idea di fare qualcosa x raggiungerli era ancora lontana e gli amori erano più freschi, quando passare una notte insieme a ridere sembrava potesse svelare ogni ombra, quando condividevamo dei segreti, condividevamo persino un’effimera luce rossa nella notte, strette nel timore di fare qualcosa di sbagliato, affascinate dalle novità. Facevamo invidia al mondo. Comunque rivederci li, nel nostro attimo più puro, a camminare tra l’aria di settembre, eppure siamo cambiate -e parecchio. Altalene che sanno di cielo e sogni e stelle cadenti che ormai sono un ricordo. Quasi di un’altra vita. Siamo come una foto scattata dal tempo stesso, un’immagine impressa nella memoria fuggevole degli esseri umani, ma una delle poche che resta la, immutata. A volte provoca fitte di nostalgia, di amara malinconia, perché le cose cambiano e non puoi far nulla per evitarlo. Con gli occhi pieni di vento Ma oggi ci siamo noi. E magari sarò anche ripetitiva, pesante, ma da un momento all’altro non c’è più quel silenzio che dà alito a pensieri scordati, perché c’è un gran bel gruppo, e quel gruppo siamo noi. E a noi il tempo non ci cambia, perché di nuovo basta un pranzo e siamo come sempre. Insieme, tutte. Tra teglie e piatti infiniti un discorso irripetibile, tra foto impedibili fresche risate e la voglia di stringersi, tra un regalo verde per le pisane lacrime invisibili di commozione, tra la dolcezza di una torta divorata con fretta, “i miei rubini infuocati”...
e ci sarebbero un milione, un miliardo di cose da dire, ma magari non basterebbero, perché poi ci sono giornate vissute cosi in sintonia che ti fanno venire altri mille milioni di motivi per ringraziarle, e allora sono convinta che basti guardarsi negli occhi nel modo in cui sappiamo fare per riscoprire quella speranza, quella magia che quando siamo insieme si stabilisce come un incantesimo da cui nessuna riesce a sottrarsi. Dottore che sintomi ha la felicità?
valzi; ; commenti (4)? ![]() ( lunedì, 10 settembre 2007; 22:04 )
Mi chiedo cosa lascerà giornate di inizio settembre splendenti, con tanta voglia di stare insieme, con una granita e dei muretti, con il racconto di una notte, con degli occhi che finalmente di nuovo brillano, con un pò di mare e sale, con una leggerezza d'animo impropria, tante risate, sentire il fiato spezzarsi in gola a vederlo da lontano con quelle righe sulla pelle, i visi illuminati da un proiettore e mani che si stringono in basso, e complimenti che mi lasciano gli occhi lucidi al buio, e cenare con il mare alle spalle e poi passeggiare instancabilmente e abbracciarsi, amarsi un pò. e questo tiepido primo freddo è perfetto, è bellissimo, rende l'anima asciutta e la prepara all'inverno e tutto è deserto e forse cosi tutto è ancora più bello, più magico. come se dopo tutta la confusione fossero pochi i superstiti. e tu, nella luce ora malinconica dei lampioni, ti senti uno dei pochi. Sai non voglio, non pretendo e sembrava che tutto andasse bene, tutto procedesse alla perfezione. poi tanta confusione, dubbi inaspettati. anche io ne ho avute di delusioni. sai? forse anche di più. ma sarà l'età avventata e irrazionale, io non ho mai smesso di darmi al cento per cento. perchè non puoi negare ad una persona a cui tieni le attenzioni che merita. non si può rischiare di rovinare ciò che potrebbe essere. e forse per questo poi ci resto sempre male, perchè puntualmente mi sono ritrovata a dare qualcosa di più, ma credo che non imparerò mai. in fondo mi piace strappare via un pò d'amore dai cuori più avidi. non pensare? impossibile. in una sequenza amara vari flash. vorrei staccare la spina, spegnere per un attimo il cervello, e persino di notte non mi lasci tranquilla. vorrei solo dormire. poi ti ritrovo. Ti chiamerò solo se chiamerai perchè io sono capace di dare tutto quando una persona mi chiede aiuto, ma più di tutto odio sentirmi di troppo, sentirmi un peso, un dolore. momenti passeggeri. lo dico e vorrei crederci anche io un pò di più. li conosco bene, benissimo questi momenti. ho imparato a controllarli, ora li so gestire, ma spiegare come ci riesco è difficile. io mi rialzo sulle piccole cose, mi isso sui denti che intravedo quando delle labbra si schiudono in un sorriso, mi aggrappo alle spalle delle persone che credono in me, mi rifugio tra braccia conosciute, mi sporco le dita di inchiostro nero e lascio che gli occhi mi brucino. e non è semplice neanche per me oggi. sai? ho fatto delle scelte e ho una paura fottuta che non siano quelle giuste. eppure non riesco a buttare giù in una sera il castello che mi sono costruita, perchè allora si che mi sentirei totalmente persa. persa e sola. bisognerebbe semplicemente circondarsi di chi ci fa stare bene. di chi è in grado di curarci le ferite. lasciarsi andare se si è troppo stanchi, senza paure, senza riserve, perchè qualcuno pronto ad accudirci c'è, e non si può, non si può aver paura di un dolore lontano e non sicuro. sono qui per sovvertire i pronostici. valzi; ; commenti (7)? ![]() ( sabato, 08 settembre 2007; 13:42 )
a volte non so che mi prende sono brava a rendermi insopportabile eh. Forse sarà e, come diceva qualcuno, certe volte bisogna fare tutto.
tranne pensare. ma poi perché
_l'amore è un rogo, vieni a salvarmi_ valzi; ; commenti (3)? ![]() ( martedì, 04 settembre 2007; 14:37 )
.No non temere tu non sarai preda dei venti. è arrivato settembre. un settembre a lungo aspettato, forse da anni. è sempre stato come una meta lontana e con i contorni da sogno. e ora è qui, e l'Estate è passata veloce e fulminea come uno scorcio di cielo azzurro in un temporale.
e... vado via per difendermi qui sembra che si possa vivere nel mezzo per sempre. a metà tra questa non-estate e questo non-autunno, finte osservatrici dei giorni che sul calendario scorrono, ma scorrono sul serio. ma questo è un settembre fatto del primo odore di pioggia estiva e cielo terso e un mare che brilla come se tutti i diamantini che possiede la sabbia al sole si fossero rivesati su esso, un settembre fatto di foglie gialle per terra che scricchiolano quando ci cammini sopra, fatto di magliette sulle spalle e un vento rigeneratore che ti accarezza i capelli, fatto di poesia effimera e abbracci che riscaldano il cuore e in cui nascondersi per non incombere in prospettive future. il primo settembre della mia vita che voglio e posso godermi fino alla fine, in cui non fa paura il rientro a scuola,
il primo in cui non mi interessa neanche la data in cui quei cancelli si riapriranno, perchè li dentro ci ho chiuso troppe cose.
ma ovunque andrò so che io ti penserò ed è vero che bisogna perdere tutto per ritrovare ciò che veramente è importante. e io ora lo so. perchè ho con me tutto quello che conta. via le inutilità, le menzogne, i dubbi, l'affetto versato a litri e mai ricambiato nel modo giusto, o almeno non nel modo che chiedevo io. sperando che per te sia identico e ci sono pratiche da sbrigare, un'iscrizione, già fatta, un contratto, già firmato, mettere firme che contano, chiudere maglioni in delle buste da rintanare in un armadio che non conosco, ma che mi apparterrà presto. Sembra perfetto e continuo a rigirarmi tra le mani quel libretto blu con la copertina plastificata e una foto, che come al solito, non mi piace. valzi; ; commenti (10)? ![]() |
![]() |
the blog
*loading* piccole stelle.
utente anonimo in "meriti il migliore ...Cecia in lei gli raccontava f... « Come ci si innamora? Si casca? S'inciampa, si perde l'equilibrio e si cade sbucciandosi il cuore? Ci si schianta per terra? O è come rimanere sospesi oltre l'orlo di un precipizio, per sempre?» « Senza spiegare nulla, senza dirti dove ci sarà sempre un mare che ti chiamerà » « Vieni un po' qua, fammi sentire il mare al centro di questa città. » ti sento
una ragazza distratta, assorta nei suoi pensieri, i capelli sulle spalle, un po di matita nera sotto gli occhi, l'ipod nelle orecchie e parole che hanno voglia di uscire. malinconica come i ricordi che scappano via,romantica come una lettera d'amore, sognatrice come una nuvola, permalosa che pensa e ripensa alle piccole frasi,complicata come un compito di matematica, trasparente come il cielo d'estate, scostante come la pigrizia, ingenua come una bambina, fragile come un fiore, imprevedibile come i temporali estivi,sbadata come una cosa dimenticata, apatica come un pomeriggio senza fare nulla, lunatica come le maree, sensibile come la corda più acuta di un violino, irruenta come un'onda, incapace a mettere via le cose, le belle cose
questa è la mia vita
scrivere.le mie sorelline.la spiaggia d'inverno quando è bel tempo.i pomeriggi coccolosi.i miei ricordi.le foto.le poesie.le serate fino a tardi a chiacchierare.il mio cuscino di Nemo.il rumore delle onde del mare quando è buio.i baci sulla pancia. fare le valigie. tormare a casa. il thè caldo di pomeriggio.il mare.i girasoli. Il verde.le stelle cadenti. la luna piena.i ciliegi. il profumo della pioggia estiva. i fogli bianchi da riempire. poter esprimere un desiderio. la primavera.chi sa farmi arrossire. capirsi con uno sguardo. gli abbracci forti.la mia musica. le piccole cose sussurate. l'arno con il cielo terso. gli attimi indimenticabili. le canzoni smezzate. tenere x mano qualcuno.la mia malinconia.chi sa parlare stando in silenzio. le notti infinite. dormire abbracciando un sogno.
archivio: oggi dicembre 2009 ottobre 2009 settembre 2009 agosto 2009 luglio 2009 giugno 2009 maggio 2009 aprile 2009 marzo 2009 gennaio 2009 dicembre 2008 novembre 2008 ottobre 2008 settembre 2008 agosto 2008 luglio 2008 giugno 2008 maggio 2008 aprile 2008 marzo 2008 febbraio 2008 gennaio 2008 dicembre 2007 novembre 2007 ottobre 2007 settembre 2007 agosto 2007 luglio 2007 giugno 2007 maggio 2007 aprile 2007 marzo 2007 febbraio 2007 credits
template creato da Irene
distribuito qui e su 1 2 3 4 5 | ![]() |
![]() |
![]() |