( mercoledì, 29 agosto 2007; 18:56 )

Dallo scattare del primo minuto di questo 2007, già eravamo coscienti di quanto questo anno sarebbe stato rivoluzionario. Perché il disegno che ogni anno abbiamo visto snodarsi sempre simile, o quasi, quel disegno che abbiamo quasi detestato per la sua monotonia, da ora cambia le sue costanti, i punti fissi si spostano e i colori base si sfumano.     Cambierà ogni cosa.     E ora siamo qui, a un mese dall’inizio dei corsi e questo sole sta tramontando su quello che si ama definire uno degli ultimi giorni d’estate. Chissà perché tradizione vuole che l’estate finisca con il finire di agosto [Agosto è il mese più freddo dell’anno] I colori sono accesi, passionali, forti. È un qualcosa che ci sta dicendo addio. E questa estate è stata movimentata, inaspettata, sorprendente.

Perché era iniziata per tutti ma per noi no, noi che restavamo chini sulle scrivanie a colorare appunti con l’evidenziatore mentre fuori il sole già colorava la pelle.

 La sua prefazione sono stati libri, penne, litigate, pianti, notti insonni, insulti.  E poi come è giusto che sia, gli esami sono arrivati e sono passati.

Subito dopo sembrava di camminare tra le macerie, dove è appena passato un uragano.

Cadaveri, resti di mobilia, polvere, qualche fuoco ancora acceso, polvere, silenzio, rassegnazione, disperazione, lacrime, freddo.

A poco a poco abbiamo ricostruito il nostro nucleo, ci siamo ricostruite. Aggrappandoci a noi, alla forza che avevamo covato dentro, aggrappandoci anche alla rabbia e alla disperazione, a quello che eravamo, a quello che siamo da un bel po’.

La forza di rialzarsi tra le macerie.

E cosi ci siamo strette. Ancora una volta.

Qualcuna illesa, perché fortunata ha osservato tutto dietro una finestra, chi ne è uscita con qualche graffio per difendersi da parole taglienti, chi è sopravvissuta anche se con qualche ferita sanguinante perché di suo ci ha rimesso fin troppo.

[che non è il male né la botta ma purtroppo il livido].

 

Qualche scelta forse avventata, per fuggire via, semplicemente.

E poi il sole ci è entrato dentro. Anche se in ritardo abbiamo dato inizio ad una nuova estate, fatta di sale e libri da raccontarsi, fatta di passeggiate sempre più rare e bagni sempre più a vecchia, fatta di caffè brasiliani e aperitivi da brio, fatta di persone che mancano e segreti e confidenze,

fatta di continue vicinanze, instancabili presenze, interminabili racconti..

E poi c’è stata una “vacanza” con tanto di virgolette che ci ha spaccato i piedi ma ci ha ricostruito i cuori.  Erano ancora scettici, loro.

unirsi, e diventare qualcosa di unico, un enorme pietra fatta di sabbia lacrime briciole di biscotti letti smezzati suoni colori odori musiche bracciali foto pagine strappate corde vocali messaggi abbracci polpastrelli con unghie colorate e di tutte le sfumature della vita che vengono riempite da quello che siamo noi.

Un 21 luglio che mi ha lasciato sorridente e mi ha fatto passare l’entusiasmo di fuggire via. I primi momenti di una cosa nuova e bellissima. Che non mi capitava da troppo tempo.  Perché si perde il senso dell’aria pulita, quando in giro, di aria sporca, ce n’è troppa e finisce per tarparti i polmoni.  E poi scopri che erano sensazioni solo assopite.   Un condizionatore che non raffredda. Tenere dentro di me il rumore del suo respiro e accorgermi che la musica era sparita.

Le cene sul mio balcone e poi davanti alle puntate, i corsi di doppiaggio, i tormentoni, i nomignoli, le notti infinite, i messaggi concatenati, le esperienze, le conchiglie, gli appuntamenti serali da little, le corse in macchina, gli amori, i record, le classifiche battute e quelle invincibili, e le paure.

                           Già, le paure. Il timore di perdersi.

Intrecciato ad ogni alba, ad ogni tramonto, ad ogni sorriso. È sempre rimasto li, dietro i nostri occhi, appoggiato come una foto lasciata capovolta appositamente perché fa troppo male guardarla ancora. E non è semplice da evitare il discorso.

Ci sono 500 km che ci dividono. Ma ci sono anche mille miliardi di cose che ci uniscono.

E questo è ciò che conta adesso.

Ancora una volta dobbiamo issarci su quello che abbiamo costruito in questi ultimi anni, anni fatti di banchi di scuola e fili del telefono e bigliettini e risate soffocate e riunioni su un banco di quella fila destra tutta al rosa e cellulari nascosti e starnuti e sguardi e pizzichi e baci e battute e corse per i corridoi e pianti in bagno e lotte con i cancellini condite da urla, le nostre. E passami la matita di fronte a quello stesso specchio e accompagnami giù e hai studiato? e non so niente e che ti metti stasera e vi siete baciati? anni fatti di andiamo in cortile che c’è il primo sole, che è quasi estate, anni fatti di parole tra un’ora e l’altra e sogni e ci vediamo alle 5 da brio, anni fatti di dove andiamo in gita? E in vacanza quest’estate? Anni fatti di che cuciniamo stasera e ti piace questa canzone, anni fatti di non sopporto più questa che parla e passami un foglio per l’ennesimo compito di italiano, fatti di non è giusto e di sono contenta per te.   

Anni fatti di mi dai una mano.   Perché abbiamo diviso e condiviso tutto. le ore con un giornale in mano e scambiarsi opinioni e raccontare le proprie esperienze, sempre con una risata in bocca, perché c’è sempre quella punta di malizia e quella splendida complicità. Perché ci capiamo con uno sguardo, a distanza e anche senza parlare.          

Ci capiamo ecco. e questa è la cosa più bella che possa esistere nell' amicizia. Il semplicemente capirsi. E quest’estate è stata nostra, come ci eravamo promesse.

                           Ancora una volta dobbiamo issarci su quello che siamo, su quello che creiamo: arte.

   È stata un’estate fantastica. Sorprendente.

Speciale.

Che torna ad essere la parola più semplice ed immediata per descrivere questa enorme pietra fatta di

vacche e di bottane.

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( sabato, 25 agosto 2007; 11:48 )

basta guardarsi e poi..
                                          e poi ogni volta che ti vedo brucio,
                                       lo so che amore tra due estranei è follia
ma alzati e andiamo via,

saluta lui, sei mia
".

un caldo soffocante. asfissiante. impedisce di distinguere i pensieri, le parole, le azioni. attanaglia i movimenti celebrali e li fa rotolare nella parte alta della mia testa, provocando dolori che rendono tutto più difficile. e il nervoso scorre a fiotti, e si sbagliano parole, e si fraintendono espressioni. e poi non ci capiamo. e poi ho la sensazione di star sbagliando qualcosa. ma forse sono solo mie paure. le mie solite paure. e bisogna imparare a conoscersi, imparare a capirsi, per parlare un linguaggio che sia il più simile possibile, un linguaggio fatto di ritmi, non solo orizzontali, ma anche affettivi, un linguaggio fatto di modi di essere e divenire.

smettila di parlare avvicinati un pò

e sono difficile da gestire situazioni mai vissute, verrebbe facile alzare di una tacchetta il mio freno a mano per non finire di dare di più, di dare troppo. come sempre. tenermi qualcosa per me, qualcosa che può servirmi come ancora di salvezza,qualche riserva. però...no. però stringo i denti, e non lo faccio, per non risultare più fredda, diversa. perchè non sarei più me stessa. io ci voglio provare. e mi lascio andare, dimentico il freno, e cerco spiegazioni, per non continuare a sbagliare, a fraintendere. sperando che le mie speranze siano condivise, sperando che la volontà di migliorarsi non resti da sola. sperando che ci sia quella personcina che la pensa come me.


Io so due modi per toccarti,
uno soltanto è fisico,
sai cosa posso e voglio farti,
l'altro è sfiorarti le corde di quegli archi
arrivare fino all'anima
e sfiorare tutti i tasti.

e anche questo è un flusso discontinuo e disordinato di pensieri. ma scrivere è la mia cura.

 


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uffi
( lunedì, 20 agosto 2007; 18:46 )

Da adesso in poi ci proverò
a farti avere il meglio che ho
il peggio
lo troverai
da te


perchè quasi più di tutto a me frena il timore di non piacere alle persone a cui tengo. e lo so, sono tutta strana, forse a tratti sbagliata. troppo ingenua, avventata, limpida, troppo instabile, troppo un sacco di cose.

// sei diventato un’idea ricorrente
nella mia mente
~L’ho capito perché se ti penso
sorrido di più

una sorpresa. bellissima. un viaggio in macchina. a parlare ridere e cantare. qualche confidenza. con lui potrei stare anche a guardare l'erba crescere. con lui sarebbe stato comunque splendido. sarebbe stato bellissimo lo stesso. un paio di occhi a cui voglio appartenere. e poi il cielo che traboccava di stelle, un buio pieno di luce scordata, luce sopravvalutata, luce amata. _c'è qualche stella è come un disegno spezzato_  e nel crepuscolo dei fiati noi siamo stati amanti ancor prima di conoscerci.                       passare dal sesso a fare l'amore.

{...E quanto ci fa male la delicatezza che ci usiamo
per non farci male
ma se guardassi dentro quel che dico
mi vedresti urlare quanto son contento.}

ricordo quando rimasi di stucco, era una giornata di sole e lui sorrideva e aveva occhiali da sole e io più dietro morivo dalla voglia di scoprire i suoi occhi. stupefatta. poi finì lì, nel dimenticatoio. fino ad un mese fa.

porti addosso qualche segno provero' a tirarteli via
posso solo questo sogno scusa per la mia fantasia

ma sono solo parole. inutili. perchè c'è stata una frase sbagliata, inadeguata. ci sono state frasi che volevano essere pungenti e taglienti, quasi urlate. e poi un silenzio assordante. _guardami bene gli occhi, deciderai poi_  e poi un abbraccio, perchè non c'era più nulla da dirsi e non c'era null'altro da fare. che mi ha sciolto qualcosa dentro. sollievo forse. nascosta sul suo petto avevo urgenza di tirarmi dentro l'odore della sua testa. sono rotolate poche perle dai miei occhi che dovevano essere trattenute ma a volte il nodo è talmente pesante che si deve lasciare che si sciolga da solo, quando vuole. anche se non è il momento opportuno. <qua nessuno che ha il libretto di istruzioni>

Se cadiamo, come inevitabilmente sarà, lo faremo insieme

il 24 settembre inizieranno i corsi. una data detestabile. una data da aspettare.

Anni come giorni son volati via
brevi fotogrammi o treni in galleria
è un effetto serra che scioglie la felicità
delle nostre voglie e dei nostri jeans che cosa resterà.
Noi siamo sempre più soli singole metà
anni sui libri di scuola e poi a cosa servirà.
Anni di amori violenti litigando per le vie
sempre pronti io e te a nuove geometrie
anni vuoti come lattine abbandonate là
ora che siamo alla fine di questa eternità

anni allegri e depressi di follia e lucidità


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divagazioni
( giovedì, 16 agosto 2007; 14:36 )

il patto è stringerci di più prima di perderci

già. perdersi. perderCI. perchè non resistiamo per più di poche ore con i cell staccati che già la mancanza è forte, già l'assenza è pesante. e io non so come farò. potremo iniziare un nuovo conto alla rovescia, ma questo sarebbe davvero troppo pericoloso per i nostri sistemi nervosi, già messi a dura prova da quello pre-maturità. e poi sarebbe davvero troppo triste. due mesi fa sapevamo che ci sarebbero stati altri e due mesi per essere praticamente inseparabili. e cosi è stato, e cosi è. tutte con le proprie sommosse interiori, con le proprie felicità e le piccole esplosioni di gioia, tutte con racconti sempre freschi, sempre nuovi, sempre con esperienze da condividere, sempre per far ridere, far riflettere, che insieme si pensa meglio, tutte con i propri dubbi, le proprie insicurezze, e anche con le sicurezze, le passioni e le abitudini, le solite frasi e le prese in giro, i tormentoni, i libri le canzoni e ombrelloni da dividersi.  e tanto c'è il noi wind che è per sempre, e c'è brio, e ci saranno tanti sabati pomeriggio quando alle 5 sarà già buio e noi li dentro davanti ad una tazza di thè fumante e biscottini che nessuno vorrà mai chiedere.proprio come sempre.

ma quel giorno arriverà. anche se sembra lontano anni. in treno ci aspetteranno lunghi silenzi, magari qualche lacrima che cercheremo di far passare disinvolta e inosservata sotto le lenti scure mentre si finge di guardare il paesaggio. ma ci conosciamo troppo bene. sapremo guardare oltre quelle lenti scure e restare comunque in silenzio tutte con lo stesso nodo alla gola. e vi stringerò col pensiero. ci saranno sguardi di complicità, perchè ci dividiamo a gruppi e dobbiamo stringerci per essere più forti. in treno ci saranno guance umide dalla sera prima, quando ci ritroveremo, magari in qualche posto e ci abbracceremo forte. in qualche posto di questo limbo tanto amato e tanto odiato che ha fatto da scenario alla trama dove le nostre storie si sono intrecciate, e dove ancora si intrecceranno. in treno ci sarà il pensiero di un letto che lasci vuoto e di quello che occuperai, ci sarà una punta di vaga eccitazione, quella che ti prende alla bocca dello stomaco e nella contentezza di cambiare, ti insinua al tempo stesso un lieve timore. perchè sarà tutto nuovo. tante paure. tanti pensieri dolci, dolcissimi, per due stanze a Roma e ancora più dolci per chi resta qui. vivremo insieme. saremo un bel gruppo, una bella barzelletta.

con in testa un pò di sole ed in bocca una canzone

e poi ci sei tu. e ora ci sei tu. E poi c’è Liga. E se è la colonna sonora della mia vita lo riesce ad essere perfettamente per momenti cosi. Cosi perfetti. Miscuglio di emozioni. Musica sapori e pelle. E una giornata intera passata al sole. Una trapunta azzurra, tanti abbracci, tante foto. Cercare quell’ incastro -per dormire- e trovarlo.

.Tu mi accendi.

voglio sentirmi ancora così, come se nel cielo leggero ed impassibile sopra di me ci fossero solo nubi leggere color rugiada e raggi di sole impazziti tra le foglie. e riflessi dorati.

 

voglio dormire su un cuscino di petali di soffione il primo giorno di primavera.

E io sul serio vorrei dimostrarti che sto bene con te.

I  think you might be mine.

 Non voglio che le sere inizino in quel modo, ma vorrei sempre che finissero cosi, non voglio incomprensioni, fraintendimenti. Perché sembra che io le parole me le sappia giocare bene, e invece no, io le parole, non le so controllare. Manco un po’. Mi entrano dentro e mi girano tra le dita. E poi vengono giù. sono solo un mezzo. sono una penna con un'anima, decidono tutto loro. Sono come bambine capricciose, se non hanno ciò che pretendono urlano e fanno a modo loro, sbagliano, ma crescono.

e invece è il tuo profumo che resta sulle mani
ed io ti sento accanto anche quando ti allontani

A volte è difficile capirmi. [io sono come te] E non è semplice stare con me. Non lo è mai stato per nessuno. Soprattutto all’inizio. La testa tra le nuvole, sorrisi immotivati, sbalzi d’umore sempre meno lievi, parole a casaccio, silenzi inteminabili, frasi che corrono a duecento all’ora. Poi divento un fiume di acqua limpida, basta leggermi gli occhi e tutto è svelato. Non riesco più ad avere per me neanche il più sporco tra i miei segreti. ti ho detto tutto credo, o forse come sempre ho detto troppo. che io con le parole non ci so fare. avrei dovuto solo abbracciarti e avresti capito tutto il dolore. perchè io con la pelle so dire qualcosa di più. so trasmettere. le epidermidi parlano tra di loro molto meglio di quanto possiamo mai fare noi a voce. e la tua mi ha detto che potevo fidarmi. E io voglio che tu sappia che l'ho ascoltata, perchè io, delle tue braccia, mi sono fidata fin da subito.

Ma se ci tieni tanto puoi baciarmi ogni volta che vuoi.


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.temporale di stelle.
( venerdì, 10 agosto 2007; 20:44 )

Sotto un cielo di stelle c'eri tu nella mia mente
quando nel buio un tuo abbraccio cerca me
un bacio lentamente
questa sera tra noi un brivido

giornata all'insegna di corse e risate. di complicità e indipendenza. di pioggia che sa di estate. di un profumo che adoro e che mi si annoda nello stomaco. di mare alto a sfoglie di tonalità bluastre. di asciugamani sulle spalle e gocce di acqua che si mischiano tra i capelli. e occhiali da sole. e poi il sole. le ciabatte in mano. stendersi. poi correre di nuovo via. un clima barcollante, che miracolosamente non ha intaccato il mio umore. difficile intaccarlo ultimamente.

DSCN2129

I wanna kiss you underneath the stars

e ieri di stelle ce ne erano. ce ne erano un mare. ce ne erano a manciate. da spargersi sugli occhi, da imprimersi sulla pelle. talmente tante che ognuno può scegliersi la sua e giocarci a proprio piacimento, talmente tante che nessuno si offende se qualcuno guarda con insistenza la tua. tanto sta li e brilla. comunque vadano le cose. e può regalarti un desiderio. anche più di uno. smezzarsi porzioni di cielo. la testa sul petto. il pudico limite della luce solare. 

e mi attacco alle stelle che altrimenti si cade.
almeno, loro, la sicurezza di trovarle sempre li, te la danno.e mica è cosa da poco.

ci si aspettava una pioggia di stelle. 4 a 2. ero distratta da qualcos'altro. qualcos'altro che brillava alla stessa maniera.

perchè qui le stelle contano.

e scusa il mio solito entusiasmo, vorrei fare tutto e non vorrei fare niente. perchè mi prende allo stomaco l'ansia e la fretta di non avere tempo. e cosi brucio tutto. perchè non c'è una sola volta in cui quella donna vestita di asfalto torrido si risparmia qualche mia storia. la distanza. sempre, non se ne perde una. stavolta però sono io che vado via. e non vorrei. ora non vorrei doverlo fare.

certe cose accadono
Soltanto quando sembra chiaro
Che a te non può succedere

Tu portami via
Dalle spine del mondo


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.pensieri effimeri.
( mercoledì, 08 agosto 2007; 14:03 )

mi si è instaurato un mal di testa becero in questi ultimi giorni. sarà il caldo. sarà il pensiero fisso di Pisa. forse la stanchezza accumulata, forse uno sbaglio, sarà bo.

*___Sei un'altra cosa che ho perso,
che mi e' scivolata, che mi e' caduta
io c'ho provato ma non ti ho tenuto___*

Una festa. qualche sera fa. convinta che sarebbe andato tutto bene. E invece no. Proprio nulla di buono. Guardo con la coda dell’occhio tra diversi tessuti quella fantasia che ho sfilato con le mie stesse mani. Non riuscire più a ridere. sorriso tirato e falso. Circondata da visi che non mi appartengono più. O forse non mi sono mai appartenuti. Eppure a volte mi sono sentita parte di quel qualcosa, di quella classe, di quel gruppo. Illusione.

°°__in fondo e' solo una scommessa che ho perduto
una promessa a cui ho creduto e che non hai mantenuto...

È dura fare i conti con il passato, ancora di più se sono conti in difetto, se sono conti in nero, in cui qualcosa non torna, se di buono in quel pezzo di passato non c’è proprio nulla. Se è l’unico pezzo di passato che vorresti cancellare con tutta te stessa, perché ha mietuto troppe vittime. È dura fare i conti con categorie che le persone ti appiccicano sulla faccia e in cui non ti ritrovi per niente. E non puoi opporti, non puoi far nulla, perché quelle persone non sanno, non possono sapere. Hai scelto tu che tutto andasse cosi, e ti zittisci di fronte a quella definizione perché tu hai lasciato che la ponessero sul tuo viso. Anche se era umido per le lacrime appena scorse, anche se era contratto e disperato, quella maschera ti si è modellata perfettamente, senza scivolare via negli anni e nelle vicende. E ora te la tieni. e ora chi non sa, vede solo quei colori nei tuoi occhi. E resta solo tanta rabbia muta. Tante cose non dette. Tante richieste di aiuto urlate, a loro tempo alcune ascoltate, altre disperse.


~ e ci siamo mischiati la pelle, le anime, le ossa
ed appena finito ognuno ha ripreso le sue
tu che dentro sei perfetto, mentre io mi vado stretta
tu che sei così bravo a rimanere mania
forse ti ricordi, sono roba tua

non va più via l'odore del sesso che hai addosso

 


mi piace sentirla a suo agio tra di noi, perchè era una delle poche cose che volevo da sempre, e correre in suo aiuto, misurare attraverso la voce in un telefono la sua forza. Ha una forza incredibile. La stessa forza che avrei voluto avere io tante volte. E mi lascia un sorriso - nel racconto logicamente triste - nel pensare alle cose che ho perso anche io, dolce nostalgia. Perché mai direi _avrei preferito non incontrarlo._ 

è una diretta trasmissione di passione e antica gelosia
mai uguale al giorno prima e con paura di non domani


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.conosci un altro modo per fregar la morte.
( lunedì, 06 agosto 2007; 20:04 )

                                                             [on air: everything / michael buble]

un'altra serata di quelle magiche. ormai si susseguono in una sequenza incantata, come se tutta la morbidezza che non ho mai avuto ora si snoda sotto i miei occhi come una colorata matassa di lana. come se tutto quello che non ho mai avuto ora fluisce in un rivolo d'acqua che sembra possedere la portata e la bellezza di tutte le cascate e i mari e i fiumi del mondo. acqua per chi ha sete.

When you smile at me you know exactly what you do.

conoscere posti nuovi, conoscerli con lui e vederli in un'altra prospettiva. la suggestione che certi angoli ti incollano addosso, il desiderio di un bacio appoggiati ad una ringhiera. conoscere posti nuovi, fisici e non. conoscere posti nuovi di me stessa. perchè succede anche questo. le stelle, il mare, le luci, la musica e tutto il resto. un resto composto da ciò che siamo io e te. ciò che potremmo diventare. io non ho più paura. io voglio stare con te. le canzoni giuste che passano alla radio in momenti inopportuni e mi lasciano a sorridere al buio. coinvolta in qualcosa di grande. un coinvolgimento consistente. che si avverte negli intrecci di mani e sguardi.una miriade di stelle. le solite testimoni silenziose. belle e silenziose. l'immancabile nota magica.

 ce ne sono alcune, di stelle, che stasera brillano di più, perhè sono più vicine tra loro di altre.

e ci siamo mischiati la pelle le anime e le ossa

e lui è un pò la mia medicina magica. perchè ultimamente la stanchezza dilaga, come il nervosismo, come l'ansia. e poi mi bastano le sue mani,  e il sorriso non mi si leva più. e va bene cosi. ha un sorriso contagioso. la serenità che emana si impiglia nella rete della pelle, e non si sradica mai. e meno male.

se distanza ti farai
io sarò asfalto
impronta sui tuoi passi
senza stringere mai.

 

la pelle sensibile, e le gambe che tremano.

And You’re the perfect thing to see.


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la mia seconda casa
( venerdì, 03 agosto 2007; 14:09 )

.un posto da chiamare casa.

 

Forse troppo lontano dalla mia vera casa. Ma va bene cosi. È splendida. Finestroni enormi, luce che irrompe prepotente nella nostra nuova vita, stanze grandi e ariose, da dividere per due. Un salotto. Da smezzarsi con persone che hai accuratamente scelto.

Fosse stato per me le avrei volute tutte loro li dentro. Le vorrei nei cassetti, nel lavello, sul divano letto, sul balcone, nei cd e nella radio, in quell’unico letto da una piazza e mezzo, le vorrei nella credenza, nei barattoli di miele dorato o di cioccolata calda, o nei cartoncini del thè. Con i loro profumi, le loro solite domande, le nostre cazzate, i loro libri e le loro penne, con i loro capelli, le loro mani, i loro smalti, la tessitura della loro pelle. Una casa non potrà mai essere chiamata tale se non ci sono pezzi di loro. Pezzi di oro. E allora colleziono foto, ci accontentiamo di ritagli di vita stampati su carta lucida da attaccare con un po di scotch quando le pareti saranno troppo bianche.

Perché l’ansia è tanta, ora che il futuro è più concreto e c’è la sensazione di non poter più tornare indietro, l’irrimediabilità di un avvenimento prossimo, un trasloco che sarà pesante, ma non solo per il carico di panni e mobilia da portarsi dietro. Per tutti gli arrivederci. E poi post come quelli di Fè che mi fanno rimane con la speranza viva nella trachea. Pulsante e nitida. Autentica. Perché lei è una di quelle che sembra che lascio qui. E invece no, a lei me la porto dentro.

 

A lei che ritrassi con le parole mesi fa, ma le parole per lei non bastano mai, per la solarità che si porta dietro, per il raggio di sole claustrofobico che stringe tra i pugni e schizza e saetta e inonda ovunque passa, che a volte dovrebbe urlare più forte per attutirmi quel pensiero antico, perché con te è più bello ridere, alla compagna di banco e non solo,che 8 anni fa si presentò a scuola con miriadi di treccine, che mi si conficcarono tutte nella memoria, con gli estremi colorati e danzanti, e che non ricordo invece 13 anni fa perchè era tutto nuovo e spaventoso, che è rimasta la mia compagna di banco fino alla maturità, scoprendoci i difetti e i talenti, curandoci accuratamente a vicenda, disinfettandoci i tagli, incollando i bordi delle crepe, io e lei che condividevamo lettere e quadernini nelle ore di lezione, astucci anni prima, e poi sensazioni, consigli, sorrisi, e lacrime, particolari che sembrano banali e invece non lo sono per niente. Sono pur sempre emozioni. E le emozioni sono la cosa più preziosa che abbiamo, che ci ricordano che siamo vivi. E poi mi porto anche lei, quella matta con i capelli mutevoli e dalle punte arancioni, che mi trovo sotto l’ombrellone e stravolge tutto, come in un turbine impazzito, arriva e tutto è diverso, perché abbiamo una complicità assurda ed è bello stare li ad ascoltarla anche per ore intere, e doveva nascere maschio, e con lei ho fatto il viaggio più bello della mia vita, esattamente un anno fa, e ora ogni cosa è legenda, ogni cosa è mito, ogni cosa è per sempre.

 

Fed, Ari e Lau. Quel trio che in prima media odiavo perché sembravano unitissime e piacevano a tutti e dicevano di saperne parecchio, e avevano un banco a tre e tutto girava con loro. Quelle tre personcine fantastiche che ora sono diventate tre delle persone più importanti della mia vita.

Ma salgo su con altrettante persone splendide. C’è Sil che è un po’ la mia famiglia, e che sono felice di come il nostro rapporto stia di nuovo andando a gonfie vele, c’è Mary, che non condividerà la nostra casa, ma con cui ho sempre condiviso tanti momenti impedibili, c’è Ale, che un po’ tutte abbiamo scoperto tardi e che ora adoriamo, perché sprigiona una forza assurda, nonostante ne abbia avute di delusioni e la volontà di animo la spinge sempre a riprovarci e rare, speciali volte, riesce a lasciarsi andare, e poi c’è Miri. Gli eventi ci hanno allontanato, non ce lo siamo mai dette. Ora basta con le chiacchiere, vivremo insieme. E io ti rivoglio. rivoglio quello che eravamo.

 

E da un po’ c’è una preoccupazione in più, l’ennesimo diamantino che lascio qui a risplendere, ma mai da solo. Mi ero ripromessa di non crearmi legami prima della partenza. Ma è arrivato. Bello e improvviso. Non me ne sono neanche resa conto. E non ho mai provato un coinvolgimento tale dopo cosi poco tempo. Ma è arrivato. E mi piace. E di certo non mi va di negarmelo. Io ci proverò. L’ho reso partecipe dei miei dubbi e mi ha saputo ascoltare e confortare esattamente nel modo in cui ne avevo bisogno. Ora va meglio.

Non ci sarà distanza.


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( mercoledì, 01 agosto 2007; 20:53 )

“io abbandono tutto”

portami con te


valzi; ; commenti ?



the blog
*loading* piccole stelle. utente anonimo in "meriti il migliore ...
Cecia in lei gli raccontava f...
« Come ci si innamora? Si casca? S'inciampa, si perde l'equilibrio e si cade sbucciandosi il cuore? Ci si schianta per terra? O è come rimanere sospesi oltre l'orlo di un precipizio, per sempre?»
« Senza spiegare nulla, senza dirti dove ci sarà sempre un mare che ti chiamerà »
« Vieni un po' qua, fammi sentire il mare al centro di questa città. »


ti sento
una ragazza distratta, assorta nei suoi pensieri, i capelli sulle spalle, un po di matita nera sotto gli occhi, l'ipod nelle orecchie e parole che hanno voglia di uscire. malinconica come i ricordi che scappano via,romantica come una lettera d'amore, sognatrice come una nuvola, permalosa che pensa e ripensa alle piccole frasi,complicata come un compito di matematica, trasparente come il cielo d'estate, scostante come la pigrizia, ingenua come una bambina, fragile come un fiore, imprevedibile come i temporali estivi,sbadata come una cosa dimenticata, apatica come un pomeriggio senza fare nulla, lunatica come le maree, sensibile come la corda più acuta di un violino, irruenta come un'onda, incapace a mettere via le cose, le belle cose

questa è la mia vita
scrivere.le mie sorelline.la spiaggia d'inverno quando è bel tempo.i pomeriggi coccolosi.i miei ricordi.le foto.le poesie.le serate fino a tardi a chiacchierare.il mio cuscino di Nemo.il rumore delle onde del mare quando è buio.i baci sulla pancia. fare le valigie. tormare a casa. il thè caldo di pomeriggio.il mare.i girasoli. Il verde.le stelle cadenti. la luna piena.i ciliegi. il profumo della pioggia estiva. i fogli bianchi da riempire. poter esprimere un desiderio. la primavera.chi sa farmi arrossire. capirsi con uno sguardo. gli abbracci forti.la mia musica. le piccole cose sussurate. l'arno con il cielo terso. gli attimi indimenticabili. le canzoni smezzate. tenere x mano qualcuno.la mia malinconia.chi sa parlare stando in silenzio. le notti infinite. dormire abbracciando un sogno.

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