forti come una verità
( lunedì, 08 giugno 2009; 17:39 )

moofushi_-mani

Un salto nel passato per ritornare bambine, i nostri luoghi erano a volte confusi a volte così chiari e nitidi nei ricordi e nelle parole da sembrare successi poco tempo fa, e non sei, sette anni fa. La cosa più bella è che noi siamo sempre le stesse, quelle pronte a bagnarsi gli occhi per ridere di gusto e quelle capaci di passare una serata assurdamente bella per la sua semplicità sedute nella penombra di un muretto. Casa, casa.

 


 


Per tutto il tempo che ci è sempre stato negato
che per averlo abbiamo spesso rapinato
per le mie dita nella tua bocca per la tua saliva
per le tue mani
per il mio tempo che nei tuoi occhi è imprigionato
per l'innocenza che cade sempre e solo a lato
per i sussuri mischiati con le nostre grida
ed i silenzi

"E' stata la settimana più bella di sempre, la più bella da quando siamo insieme"

E come darti torto, è stata una settimana densa ed intensa, ci siamo divertiti, abbiamo riso di gusto, abbiamo fatto tutte quelle cose prive di senso che gli amanti fanno, il cielo su Torino era bellissimo e luminoso e sereno visto al tuo fianco, mi sono sentita a mio agio tra la tua famiglia, mi sono sentita a casa...
Sono stati giorni colmi di piccole cose, giorni colmi di premi, ci siamo ritagliati la nostra intimità, in quella camera tutta nostra con quel lettone comodissimo e tutto quel silenzio da riempire di noi, di quelle piccole attenzioni quotidiane che ti rendono la vita migliore, tu che mi aiuti a farmi la piega ai capelli la mattina del matrimonio, le nostre mani una sull'altra e my life is in your hand, le frasi e i tormentoni nostri e basta, la dolcezza nelle tue mani che mi accarezzano i capelli, farti sentire quanto calore c'è, farti sentire quanto colore, quel guardarmi intorno e sognare il mio matrimonio, immaginarne i dettagli, i girasoli, lo strascico, la musica, la scelta dei testimoni, e prenderti in giro quando anche tu ne parli, ma al plurale. Con te acquista un senso persino vedere la tv stretti sotto il lenzuolo, quel Bolero mentre preparo il caffè, restare immobili incastrati nel campo di fuoco che brucia quell'introduzione, le coccole mattutine che appena svegli sono ancora più belle, quello sguardo muto seguito da un bacio mentre in sottofondo Nada canta "Ma questa vita cos'è, se manchi tu", perchè così funziona tra me e te, in un attimo seguiamo lo stesso pensiero e non c'è bisogno di cenni, nè di parole, basta guardarsi e l'incantesimo nasce. perchè ricambi il mio sguardo in un modo che tutte le volte mi toglie il fiato.
E indimenticabile è quel perdere i sensi che ti fa andare fuori di giri, le lotte con il solletico e le risate soffocate, quando mi spieghi mille volte sempre le stesse cose perchè siamo uguali io e te, e tutti e due vogliamo sempre averla vinta e poi prenderti in giro perchè vinci subito tu, ma solo perchè io non ho pazienza e finisco per assecondarti...
A dir la verità è tutto il periodo che è meraviglioso, che forse è davvero il migliore tra quelli che abbiamo diviso finora.
Tu, tu sei la cosa più bella di sempre. E nessuno mi ha mai amata così.

Per il tuo amore che è in tutto ciò che gira intorno
acquista un senso questa città e il suo movimento
fatto di vite vissute piano sullo sfondo
Un altro giorno un'altra ora ed un momento
dentro l'aria sporca il tuo sorriso controvento
il cielo su Torino sembra muoversi al tuo fianco
tu sei come me
Un altro giorno un'altra ora ed un momento
perso nei miei sogni con lo stesso smarrimento
il cielo su Torino sembra ridere al tuo fianco
tu sei come me

Fermi sotto quel cielo, come qualcosa che ti si propone d'incanto senza lacerazioni, senza fatica. Siamo in una felicità fatta di nulla, profonda, inaspettata. Perchè siamo insieme, siamo in due, e ogni tappa sarà superba.

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La città che non ti aspetti, o forse è stata così sorprendente solo perchè l'ho vissuta al tuo fianco, con la smania per le foto, e le mani che si intrecciano, il tuo braccio a cingermi le spalle e tu che vuoi sempre prendere la strada che dici tu, puntualmente diversa da quella che dico io, ma tanto poi portano entrambe allo stesso posto. Capisci, le nostre due strade che inevitabilmente convergono in uno stesso punto, che è la meta del cammino. Quindi le inevitabili discussioni, perchè so che dietro di te ci perderemo per le strade di questa città con piazze e strade e spazi enormi, ed è una cosa che ho imparato fin dalla prima volta. Abbiamo riso quelle risate che non cantano l'allegria, ma la pura e inimitabile felicità.
Cosa fai quando me ne vado? Cosa ti lascio?


Per il tuo corpo altare ed unica dimora
ti sto cercando
per ritrovare tutto il possibile del mondo
ora e dovunque per spingere sempre più a fondo
senza pensare senza timori nè domani
tra queste mani


E così vai via.
Stringo i denti e respiro a fondo. Sai, se è vero che più sali e più ti farai male cadendo ora non ho più paura, perchè so che abbiamo un progetto noi due, un progetto insieme. Ne abbiamo parlato tante volte, per telefono, davanti ad una birra, a bassa voce dentro ad un letto, perchè sotto le coperte si fanno i discorsi migliori, forse complice la magia del buio, forse solo noi due siamo quelli ad essere magici.
Sarà difficile, ci saranno giorni in cui sarà insostenibile, perchè saranno così amari da non finire più, ma sto riempiendo il mio bagaglio di ricordi con granelli di zucchero, con miele selvaggio, il tuo lato del letto tiepido e stropicciato appena ti alzi, le tue mani sulle mie ginocchia mentre guidi e i tuoi occhi su di me e quel ridere per gli stessi motivi, senza bisogno di dirselo, ma capirsi, e frasi e delizie. Saranno come il mio libro preferito, come quelle vecchie pellicole da far scivolare tra le mani, come un vecchio album di foto da riaprire nella penombra di un abat-jour quando non riuscirò a dormire e la notte mi sembrerà troppo buia e solitaria. Dimmelo che solo con me ti torci, solo con me hai il coraggio di morire.
Ma io so quello che voglio e so mantenere un progetto. Mi fai venire voglia di guardarti crescere, sai?Perchè i miei sogni sono più belli se sono stretti tra le mie mani, e se le tue mani stringono poi le mie. Tu che conosci il mio odore, il mio passo e il mio passato, il modo in cui tocco le cose, la voce priva di equilibri, conosci i lati morbidi del mio carattere e quelli ostili, talmente irritabili da diventare indifendibli, conosci le pieghe del mio collo, i miei sbalzi d'umore, il modo in cui mi arriccio i capelli tra le dita, e il modo in cui ti guardo e mi sporgo per un bacio.
Sarà una prova, perchè ogni storia d'amore ha bisogno di prove, sarà un'ulteriore conferma, che ci renderà forti e uniti più che mai. Perchè io lo so che non è la fine, sì che lo so.

Io non mi stanco no
E vengo a cercarti
In un sogno amaranto


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...pesa esattamente come te
( sabato, 23 maggio 2009; 16:12 )

QUINDI CI sono nei tuoi progetti a lungo termine, QUINDI CI saremo ancora in un futuro sognato, QUINDI CI credi anche tu come ci credo io?

E se mi dici sì, mille volte sì, ancora sì, sai una cosa? Oggi ti Amo QUINDICI volte più del normale.


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siamo una squadra
( domenica, 05 aprile 2009; 16:44 )


A fine giornata quando tiriamo le somme, l’unica cosa che vogliamo davvero, è stare vicino a qualcuno. E cosi scegliamo le persone a cui vogliamo stare vicino, e una volta fatta la nostra scelta quelle persone non le lasciamo più, anche se facciamo loro del male. Le persone che sono ancora con te alla fine della giornata, sono quelle che vale la pena tenersi strette… certo a volte la vicinanza può diventare eccessiva …ma a volte quell’invasione dello spazio privato può essere proprio quello di cui abbiamo bisogno. 





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voglio fare con te ciò che la Primavera fa con i ciliegi
( mercoledì, 25 marzo 2009; 23:04 )

Balliamo in questa Primavera 
Non fermarti mai 
Scivola ancora 
Sciogliamo questa neve dura 
Con un bene forte 
Senza dirci una parola 
Io vorrei portarti via 
E vorrei non aspettare piu’
 

Tutto di un tratto minuscoli, soffici, candidi batuffoli di cotone presero a ruzzolare giù dal cielo regalando un po' di magia a chi non ha mai assistito alla loro incantevole danza.
Così ci ha salutato il primo giorno della mia attesa Primavera. Con un manto bianco e il tempo che si è meravigliosamente fermato coccolandoci sul letto sognando una cioccolata calda.
È stata la nevicata che ho sempre immaginato da quando ero bambina e guardavo quei film sulle famiglie che trasmettevano in tv il giorno di Natale, quelli in cui le persone che si vogliono bene si stringono guardando fuori la finestra, e si sentono perfettamente felici.
E sarò prevedibile, e scontata -per te sicuro- ma non può non meritare un post.
Non può perchè mi ha commosso, ed ogni cosa degna di commuovermi merita di essere scritta e non dimenticata. Come quei due robottini dove uno insegna l'amore all'altra, dove uno dona la vita all'altra. Insieme imparano cosa sia l’amore, la musica e la potenza di semplici gesti, imparano la danza di due mani che si sfiorano e si offrono riparo l’un l’altra. Mi ha fatto piangere come una bambina davanti alla sua prima storia d'amore vista al cinema, con i lacrimoni gonfi e pesanti che ho cercato di nasconderti prendendomi in giro, e ancora dopo mi ha commosso guardando i tuoi occhioni e trovando vivida la straziante sensazione della paura di perdersi nelle grida con cui si cercavano, e poi la gioia di riconoscersi.
L’amore può essere un gesto, un suono, una parola. Può essere un profumo, un ricordo, una canzone.
E' stato bellissimo e non c'entra niente il fatto che lo abbia visto abbracciata a te sul letto (o forse un pochino sì)WALLEve

L'amore può essere anche svegliarmi nel tuo letto e la Primavera che si nasconde sotto le coperte con noi, è mangiare un cornetto caldo ancora in pigiama, è restare in macchina a guardare la neve che nel silenzio più assoluto ruota turbolenta nell'aria, è stringerti le mani nel sonno, sono le tue emozioni che mi nutrono e il mio corpo che si addolcisce, è quando si crea quel circuito tra di noi, un dare e ricevere di piacere e di tenerezza. Sono quei piccoli gesti di cui parlavo prima di quando nel silenzio mi baci la testa o mi tieni la mano, e non c'è bisogno di dire altro, di quando facciamo quei piccoli sogni insieme, di quando ci raccontiamo spezzoni di vita passata e poi ci confidiamo e ci rassicuriamo a vicenda, e di quando ci baciamo le labbra in quel modo che è interminatamente nostro e ridicolo e bellissimo e tenero tutto insieme.
Siamo a tredici, e io mai, mai, l'avrei creduto possibile.

Dire che sono felice è un efeumismo. Dire che ti amo, è minimizzare.
Giura che il tempo non ci cambierà.

Non voglio scrivere oltre.
Queste parole imprigionano in uno spazio finito qualcosa che non ha limiti e i miei sentimenti limiti non ne hanno, e mai ne avranno.

Scaldiamo questa Primavera 
Con il fuoco che sei 
Bruciami ancora
 


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stamattina cercavo qualcosa di te
( giovedì, 12 marzo 2009; 00:32 )

Non mi stanco ancora a stare sotto il sole,
a prenderti la mano a dirti che ti amo

giorno dopo giorno, ora dopo ora
siamo diventati forti come una verità

dove ogni inverno che vivrò ti scalderò.
(che ogni giorno sia un giorno d'amore
e ogni luna una luna di miele)

Mi chiedo se farò mai l'abitudine a questo via vai, a questo lasciarti andare così impotentemente senza poter rincorrere quel treno con i capelli al vento e le guance rosse.
Se farò mai l'abitudine a voltare le spalle e sentire quel lancinante morso nel petto, nella zona che dovrebbe corrispondere al
cuore, e, puntualmente, gli occhi che si fanno lucidi. Giusto per un po'. Poi prepotentemente si fa spazio la felicità accesa e vivida che mi ricorda che anche se non ci sei, tu ci sei.

Non so se farò mai l'abitudine al non essere più in grado di scegliere parole come prima per me e per te e per noi, non sapere mai da dove iniziare, di cosa parlare, cosa mantenere segreto, cosa rendere prezioso.
È da un po' che non scrivo, aprivo e riaprivo questa pagina insistentemente, aspettando la fantasia giusta, il filo giusto da seguire per iniziare un nuovo capitolo.
Mi sono bastati due giorni, due giorni con te, per riacquistare la serenità necessaria. Per scacciare le delusioni, le amarezze che per un motivo o per un altro ho accumulato nell'ultimo mese. La verità è che quei dieci giorni non sono riusciti dove sono riusciti questi ultimi due.
Sono stati i dieci giorni più belli più intensi più veloci di tutta la mia vita. È stata una breve convivenza colorata ed affettuosa, senza farci mancare momenti di nervosismo e di silenzi.
Ho pensato a lungo, nei giorni a seguire, a quel
ventitrèfebbraio. Il nostro primo anniversario.
Avrei voluto fosse stato perfetto, con una mezzanotte perfetta, con le parole perfette e gli sguardi perfetti. Forse mi aspettavo troppo.

23022009186

Dal Bacio Perugina di quel pomeriggio:
amami, perchè, senza te, niente posso, niente sono.
P. Verlaine

È stato perfetto nelle piccole cose, anche se ricacciavo indietro i pensieri cattivi nella testa e facevo risalire su quella lacrima capricciosa. Non volevo piangere se non di gioia. Perchè Siena era bellissima, sotto la pioggia e sotto le ultime luci del giorno, e sembrava brillare solo per noi e io non trovavo le parole per descriverla. Siena, che per un giorno è stata la nostra Firenze.
Il nostro amore immenso che non puoi raccontare, e che da fuori sembrerà normale

Perfetti sono stati i tuoi baci tra le mie lettere, perfetto è stato quel plaid che ci ha nascosto dal mondo per lasciarci abbandonare. Nel freddo, stringerti. Negli anni, stringerti.   E i
l resto lo sappiamo noi due, e c'è stata una notte a telefono a parlare con la voce impastata di dolci lacrime disperate per cercare di spiegarsi ciò che non c'era stato, e perchè non era nato.
Non ho mai provato qualcosa di così bruciante in vita mia.
Ma in quei giorni, nonostante tutto, ho davvero scoperto che è meravigliosa, la vita con te, e che possono esserci incomprensioni, rabbie e gelosie, ma noi restiamo sempre gli stessi, stessa è la reazione chimica che fa la tua pelle a contatto con la mia, stesse sono le vibrazioni del cuore e che nulla, nulla, può intaccare ciò che sentiamo. Anche se a volte si commettono errori, io non sbaglio più, se rischio di perderti.

Non m'importa della luna non mi importa delle stelle
tu per me sei luna e stelle tu sei per me sei sole e cielo
tu per me sei tutto quanto tutto quanto voglio avere.
E dopo dieci giorni vissuti così è impensabile tornare a casa e riuscire a dormire senza averti accanto. Senza poter allungare una mano per accarezzarti, senza le botte di allegria, senza farsi il solletico prima di mettersi sotto le coperte, senza svegliarmi con la stanza satura dell'odore di te.
Quando ami per davvero, non ti basterà il futuro
Vuoi svegliarti la mattina, respirare il suo cuscino

Fisso sul soffitto dire piano
è tutto vero, è tutto vero.

Ma poi sono tornata a casa, ho saziato la tua assenza con le loro presenze, perchè una sera ero lì a chiedermi cosa sarei io senza loro. Senza i loro occhi innamorati, le loro speranze, i sogni e le paure. E so che non sarei nulla, trasparente sarebbe la mia pelle dura, vuoti sarebbero i miei abbracci, incolore i miei sorrisi, sorde le mie parole. Perchè loro sono la musica, il colore, la sostanza e la forza della mia vita.
Loro sono la vita.
Prendiamo il sole che c'è.
Perchè più volte mi hanno chiesto una nuova pagina e mi sto davvero impegnando, perchè so che in parte gliela devo.
So che la devo anche a te, e alle tue parole che mi hanno fatto compagnia nella settimana in cui siamo stati distanti. Perchè sei tornato quello di sempre, o forse non sei mai cambiato, ma sei tornato a dirmi ciò che provavi senza più trattenerti. E forse è stata quella la vera parola
fine
sulle nostre incomprensioni passate. Sono quelle cose che le senti e basta, non c'è molto da dire sono cose che non meritano spiegazioni.
E vedere che prendi il treno e vieni, senza guardare gli impegni, è stata la dimostrazione di ciò. Ne avevamo bisogno, e sono stati quello che mi aspettavo, quello che speravo che fossero.
Amore, fai presto, io non resisto...
se tu non arrivi non esisto.

Ed è inutile che continuo a star qui a blaterare cose sconnesse, in quasi due mesi ne son successe di cose e devo smetterla di provare a comprimerle tutte in un solo intervento, vorrei solo urlare che sono felice di aver ricominciato a scrivere e felice di riaverti come sei.

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Nella luce dorata di una Pisa preprimaverile, di quando la primavera che arriverà la senti sulla pelle, ho riso tanto sotto il sole morente e ti ho stretto a me, per non farti allontanare più.
E i tuoi occhi scrivono una canzone sulla mia pelle.
Una sera passata a ricordare, con le altre. Non ti ho mai parlato di così tante cose, chissà perchè non ti avevo mai raccontato delle mie figuracce, dei miei esami, di ricordi che condivido con loro e che ancora ci fanno ridere.
È così bello sentirti ridere,
vederti prendermi in giro e divertirmi con te.
Sai perchè non te ne avevo mai parlato? Perchè per me
tu c'eri, tu tutte quelle cose le dovresti sapere già perchè te le ho mostrate in chissà quale momento, perchè donandomi a te ti ho donato tutti i ricordi, tutte le esperienze e le risate e le lacrime e mi sembrava così assurdo che tu non avessi mai sentito quelle battute, quegli episodi. Tu eri con me
nell'ostello scalcinato di Frontignan, nella casetta ponzese e nella 601 di Barcellona, eri con me sopra la Torre Eiffel e sotto la pioggia berlinese. Eri con me tra i banchi di scuola e nelle righe di un compito in classe, eri con me nelle prove d'orchestra e nelle giornate di spiaggia. Eri con me nei miei migliaia di posti diversi, in migliaia di situazioni con tutti quei piccoli particolari che poi ci restano impressi in mente.
C'eri molto prima che ci conoscessimo per davvero. Ed è per questo che è bastato solo riconoscersi.

In un momento solo conoscerti, amarti
e già sapere che devi andare via
che devi andare via lontano.


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( venerdì, 23 gennaio 2009; 21:15 )

E voglio giocare a nascondino e darti i miei vestiti e dirti che mi piacciono le tue scarpe e sedermi sugli scalini mentre fai il bagno e massaggiarti il collo e baciarti i piedi e tenerti la mano e andare a cena fuori e non farci caso se mangi dal mio piatto e incontrarti da Rudy e parlare della giornata e battere a macchina le tue lettere e portare le tue scatole e ridere della tua paranoia e darti nastri che non ascolti e guardare film bellissimi e guardare film orribili e lamentarmi della radio e fotografarti mentre dormi e svegliarmi per portarti caffè brioches e ciambella e andare da Florent e bere caffè a mezzanotte e farmi rubare tutte le sigarette e non trovare mai un fiammifero e dirti quali programmi ho visto in tv la notte prima e portarti a far vedere l’occhio e non ridere delle tue barzellette e desiderarti di mattina ma lasciarti dormire ancora un po’ e baciarti la schiena e carezzarti la pelle e dirti quanto amo i tuoi capelli i tuoi occhi le tue labbra il tuo collo e sedermi a fumare sulle scale finché il tuo vicino non torna a casa e sedermi a fumare sulle scale finché tu non torni a casa e preoccuparmi se fai tardi e meravigliarmi se torni presto e portarti girasoli e andare alla tua festa e ballare fino a diventare nero e essere mortificato quando sbaglio e felice quando mi perdoni e guardare le tue foto e desiderare di averti sempre conosciuta e sentire la tua voce nell’orecchio e sentire la tua pelle sulla mia pelle e spaventarmi quando sei arrabbiata e hai un occhio che è diventato rosso e l’altro blu e i capelli tutti a sinistra e la faccia orientale e dirti che sei splendida e abbracciarti se sei angosciata e stringerti se stai male e aver voglia di te se sento il tuo odore e darti fastidio quando ti tocco e lamentarmi quando sono con te e lamentarmi quando non sono con te e sbavare dietro ai tuoi seni e coprirti la notte e avere freddo quando prendi tutta la coperta e caldo quando non lo fai e sciogliermi quando sorridi e dissolvermi quando ridi e non capire perché credi che ti rifiuti visto che non ti rifiuto e domandarmi come hai fatto a pensare che ti avessi rifiutato e chiedermi chi sei ma accettarti chiunque tu sia e raccontarti dell’angelo dell’albero il bambino della foresta incantata che attraversò volando gli oceani per amor tuo e scrivere poesie per te e chiedermi perché non mi credi e provare un sentimento così profondo da non trovare le parole per esprimerlo e aver voglia di comperarti un gattino di cui diventerei subito geloso perché riceverebbe più attenzioni di me e tenerti a letto quando devi andare via e piangere come un bambino quando te ne vai e schiacciare gli scarafaggi e comprarti regali che non vuoi e riportarmeli via e chiederti di sposarmi e dopo che mi hai detto ancora una volta di no continuare a chiedertelo perché anche se credi che non lo voglia davvero io lo voglio veramente sin dalla prima volta che te l’ho chiesto e andare in giro per la città pensando che è vuota senza di te e volere quello che vuoi tu e pensare che mi sto perdendo ma sapere che con te sono al sicuro e raccontarti il peggio di me e cercare di darti il meglio perché è questo che meriti e rispondere alle tue domande anche quando potrei non farlo e cercare di essere onesto perché so che preferisci così e sapere che è finita ma restare ancora dieci minuti prima che tu mi cacci per sempre dalla tua vita e dimenticare chi sono e cercare di esserti vicino perché è bello imparare a conoscerti e ne vale di sicuro la pena e parlarti in un pessimo tedesco e in un ebraico ancora peggiore e far l’amore con te alle tre di mattina e non so come non so come non so come comunicarti qualcosa dell’assoluto eterno indomabile incondizionato inarrestabile irrazionale razionalissimo costante infinito amore che ho per te.

(A volte penso che sarebbe bello tornare bambini, quando bastava guardarsi, promettersi di non litigre più, intrecciare i mignoli e canticchiare una filastrocca per far pace, e poi, sul serio, non litigare più.)


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niente ci può sciogliere, ancora i tuoi sospiri le notti a ridere
( sabato, 10 gennaio 2009; 13:32 )

A volte succede qualcosa di dolce e fatale, come svegliarsi e trovare la neve, o come quel giorno che lei mi sorrise, ma senza voltarsi e fuggire. Vederla venirmi vicino fu quasi morire:
trovare per caso il destino e non sapere che dire.

 

 

Il 2009 non poteva iniziare nel modo migliore.

Giuro, non avrei potuto chiedere di più, perché più di quello che ho avuto, dubito esista.

Più di questo amore, dubito esista qualcosa.

Non so da dove iniziare, forse dovrei iniziare dai ringraziamenti, dalla fine.

Forse è la cosa più semplice, ma è anche la più importante da fare.

E allora grazie per le rose, per la neve, per le rose nella neve, grazie per quel libro di poesie di carta, grazie per aver fatto diventare attimi sparsi della nostra storia piccole poesie e piè di pagina.

Grazie per quel viale di abeti con i rami pesanti e stanchi sotto il carico della neve e per quell’atmosfera irreale.

 

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Forse è stato in questo momento che ho iniziato a credere veramente che non te ne saresti andato mai.

Era come se per la prima volta i miei piedi affondassero in quella glassa candida e morbida e sotto l’accecante colore della neve ho riconosciuto i prati e le distese che nei miei ricordi estivi sono la scenografia ad una giovane storia.

Grazie per tutti quei pacchetti, ma il dono più bello me l’hai già fatto tempo fa.

Trovandomi.

Ti sento e parlo di profumo, t'infili in un pensiero e non lo molli mai. 

Grazie per quel panorama da smettere di respirare: Perugia che si srotola nella notte in quell’atmosfera fiabesca tra dorato e blu notte.

Grazie per i sogni rinchiusi nelle braccia tue, addormentarmi cullata dal suono della tua voce mentre legge un libro è una delle cose più semplicemente belle che mi siano mai capitate.

Ti sento passarmi nella schiena.

Quante volte quel cielo ci ha visti arrivare, partire, scaricare bagagli, sorridere, abbracciarci, piangere e arrossire. Eppure bello come quella notte non l’avevo mai visto. Senza le luci della città, torna la confidenza delle stelle, in quel silenzio irreale che se sei solo riesce quasi a diventare assordante, fa quasi paura. È al tempo stesso dannatamente buio e denso di luce dimenticata.

Ma nel condividerlo con te non può che rivelarsi magia. E persino quella stella cadente birichina e ribelle, messa lì, nell’ultima notte dell’anno, non può non essere un segno.

E anche la prima canzone dell’anno ascoltata alla radio, non può non essere stata un segno.

Mentre qui manchi tu.

Grazie per la capacità che hai di farmi ridere, grazie perché in quel bar pieno di gente stramba per qualche minuto mi hai fatto dimenticare la partenza opprimente.

Perché con te amarsi si traduce in un intreccio di intesa e di follia.

E ti amo ti amo davvero, e ti amo ti amo lo giuro.

Grazie perché hai sempre la risposta giusta, perché mi dici le parole che solo nei sogni ho osato immaginare dettate da labbra sconosciute.

Ora so che forma hanno quelle labbra, ne so anche il sapore, ne conosco il coraggio e la semplicità disarmante con cui mi raccontano favole.

E sentire i tuoi passi che arrivano, il ticchettare del tuo buonumore, quando aprivi la porta il sorriso ogni volta mi entrava nel cuore.

Ho una voglia di viverti che non mi è mai appartenuta, voglia di viaggiare e poi restare senza altri pensieri che non quelli relativi a te.

Sarebbe più semplice poi risalire sul treno, perché quell’eterna partenza, alla lunga, spezza veramente il cuore.

Sarebbe più semplice vederti splendere come una goccia di sole e assecondare con te le contrarietà di questa vita che semplice non lo è stata mai.

E nei giorni di pioggia potrei regalarti la luce del sole che brilla.

E poi nel silenzio abbassare gli occhi cercando nuovi angoli da baciare.
Mi sembra di amarti con quell’ansia tipica dei sedici anni, di quando hai ancora il cuore inesperto e nessun livido sulla pelle.

"Eppure ci sono momenti nella vita che varrebbe la pena spendere mondi interi per acquistarli, momenti così carichi, così densi di emozioni che in qualche modo diventano senza tempo"

E infatti ci sono mille altre cose che mi andrebbe di dirti, che ovviamente ho già scritto e che non ho riportato perché questo posto mi inizia ad andare stretto e proprio non riesco a scrivere cose che meriterebbero una certa luce e certi sguardi che conosciamo bene. A volte le parole nero su bianco risultano asettiche, senza calore. Preferisco non correre il rischio e colorare quei caratteri con la mia voce.

 

 

Con tutto il sangue andato a male, e poi di colpo questo andarsi bene, un solo sole che forse basterà.
Con tutto il sangue andato a male, e poi di colpo questo andare insieme, in una vita che forse basterà.
Questo andarsi bene qua.


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forse non sarei come sono adesso
( sabato, 27 dicembre 2008; 21:36 )

Il più bello dei nostri mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello che vorrei dirti di più bello,
non te l'ho ancora detto.

Nazim Hikmet

 

Natale è già finito. È arrivato, tra i profumi delle candele e dei dolci fatti in casa, del cioccolato sciolto e delle frittelle immerse nello zucchero. E poi è passato, divorato dall’ansia dell’ “è Natale, dobbiamo per forza far qualcosa”. Poi in fondo non è stato niente di speciale. Lo immaginavo diverso, forse migliore, ma non potevo pretendere altro. Forse è stata solo l’assenza di qualcuno.

Forse è che questo posto mi sta stretto.

Non ci sarà quest’anno una lista di fineanno, forse perché è stato un anno molto più lineare, sereno e rassicurante.

Basti dire che ho pianto di meno per dolore e molto, molto di più per la felicità.

Basti dire che ho sorriso più spesso e urlato di meno, e che il cielo finalmente è diventato pieno.

Ci sono date che non dimenticherò mai, perché mi hanno cambiato la vita, ci sono panorami che non ridipingerò mai, perché mi hanno colorato l’anima, e ci sono canzoni che mi sono talmente entrate dentro che quelle parole son diventate mie.

Ho scritto di meno, perché si sa che quando metti tutto in ordine non hai più nulla da analizzare e sistemare. Semplicemente quest’anno ogni cosa ha preso il proprio posto. Persino io ho trovato il mio.

Ho viaggiato di meno verso casa, ho viaggiato molto verso le sue braccia.

Mi sono lasciata andare e mi è andata bene. Ho rischiato e mi è andata molto più che bene.

Ho lottato, e ho vinto.

Io ho creduto quando nessuno ci avrebbe mai scommesso un centesimo, e son diventata ricca.

Ho avuto Lui, il punto cardine di quest’anno. Il punto di riferimento. Il motivo, la ragione.

La mia più dolce caduta.

E tutto improvvisamente aveva i colori più vivaci.

Tutto il caos e le stranezze del mondo hanno acquistato un senso semplicemente perché c’è lui.

In ogni cosa lui.

Mi sono sentita come se tutto il pianeta fosse sotto la mia pianta dei piedi.

L’anno è iniziato con una sua telefonata e finirà con la sua presenza.
Chi l’avrebbe mai detto che la cosa che più aspettavo sarebbe stata la più inaspettata.

Mi sono sentita per la prima volta un corpo solo con un’altra persona.

Ho visto luoghi diversi e li ho amati, ho sentito odori diversi e li ho chiamati casa.

Il mio treno ha viaggiato per valli, distese verdi, palazzi, campi di girasoli, ha superato fiumi e circondato laghi.

E il sole mi è entrato dentro.

Mi sono ricreduta su diverse cose, ho riacquistato fiducia, ho avuto diverse soddisfazioni.

Ho condiviso di tutto.

Sto imparando a conoscermi, e ho capito di non sopportare la mia parte intollerante e resto quella alla ricerca costante di certezze.

Non mi sono mai sentita sola e ho cercato di vincere una per una tutte le mie paure, ci sono solo dei giorni sbagliati in cui tornano a galla, ma poi ci sei tu che mi getti una fune per volare più in alto.

Sono cresciuta e a tratti son stata bambina. Perché è quello che ti fa l’amore, ti rende bambino.

Ho riso in faccia ad una strada di asfalto mettendole di fronte ciò che avevamo costruito e che nulla, nulla, può intaccare.

Ho avuto un’estate splendida, per le brevi fughe che mi sono concessa, per il mare nero condiviso, per i segreti spartiti, per quell’entrare nella vita di un altro che te lo senti sotto la pelle, come se tante cose fossero capitate direttamente a te.

Ho vissuto Pisa nel pieno del movimento studentesco, l’ho vista ridente e meravigliosa sotto il sole di ottobre e ho cercato di viverla fino all’ultima goccia di quell’Arno che sembrava potesse inondare il mio cuore.

Ho conosciuto delle persone splendide, e ho rinforzato le amicizie del primo anno.

Noi siamo state testimoni in ogni nuovo incontro di una nuova saldatura, nonostante oggi ci somigliamo sempre meno, nonostante abbiamo vite sempre più diverse, c’è sempre qualcosa che resta in comune a tutte: il nostro legame e la sua straordinaria forza. Non credo ci sia molto altro da dire in proposito, basta leggere i nostri sguardi.

Ho compiuto venti anni, ed è stata una notte meravigliosa.

 

Ho ringraziato tante volte in silenzio, di notte, per tutti questi miracoli, ho chiesto tante volte, in silenzio, di notte, una manciata di serenità da regalare a certe persone. E a tratti ho vinto anche in questo, capendo che sono stessa io a poterla regalare, la serenità.

E a volte è bastato fare un biglietto e correre dietro un treno.

E poi ci sono state un milione, un miliardo, di altre cose.

Che però voglio tenere segrete, che tanto son ben sicura che dimenticarle non è possibile.

 Sono felice. Questo conta.

Il modo in cui l’ho raggiunta è un segreto alla portata di tutti.

Oggi, sono una donna felice.

E felicità è stata la parola chiave di questo duemilaotto.

Anche oggi, ringrazio chi ha reso possibile tutto questo.

Ora so quanto è bello ciò che aspettavo un anno fa.

 

Quest’anno per me il Natale inizierà in ritardo, inizierà lunedì mattina, e la prima alba dell’anno sarà luminosa come non mai, con una promessa di dolcezza che odora di petali di rosa e di allegria frizzante come bollicine di spumante.

 

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eggià
( lunedì, 22 dicembre 2008; 18:59 )

"L’amore più grande lascia senza parole"


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per essere felici ci vuole coraggio
( sabato, 13 dicembre 2008; 16:38 )

Ridiamo come le montagne non appena gli voltiamo le spalle, ogni volta che sono sicure che nessuno le veda.
Come il mare che si ostinano a chiamare furioso mentre le tempeste non sono che i suoi sghignazzi. 
Come le nuvole che se piangono pioggia è solo per il gran ridere.
Come il vento che non fa che sganasciarsi e soffia soltanto perché deve riposare il respiro.
Ridiamo come il cielo che deve avere tutti i motivi per ridere di noi ma anche con noi.
Ridiamo come non potranno mai fare gli animali che non sanno cosa si perdono.
Ridiamo come solo i più fortunati riescono a fare.
Ridiamo di cuore.


(Ligabue-La neve se ne frega)

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e si amarono l’un l’altro sospesi su un filo di neve
( mercoledì, 03 dicembre 2008; 19:12 )

Voglio farti un regalo
Qualcosa di dolce
Qualcosa di raro
Non un comune regalo
Di quelli che hai perso
Mai aperto
O lasciato in treno
O mai accettato
Di quelli che apri e poi piangi
Che sei contenta e non fingi
 
 
Devo partire però so nel cuore
La tua presenza è sempre arrivo
E mai partenza

Vorrei mi facessi un regalo
Un sogno inespresso
Donarmelo adesso
Di quelli che non so aprire
Di fronte ad altra gente
Perché il regalo più grande
È solo nostro per sempre

 

L’amore dato amore preso amore mai reso
Amore grande come il tempo che non si è arreso
Amore che mi parla coi tuoi occhi qui di fronte
Sei tu sei tu sei tu sei tu sei tu
Il regalo mio più grande

 

Ho pianto. L’ho fatto per la gioia, per l’emozione, per la casa vuota, per l’assenza improvvisa, per lui, per loro.

E’ stata una giornata meravigliosa. Dal primo minuto all’ultimo.

È iniziata con la sua voce, è finita con le loro.

È iniziata con un suo bacio, è finita con i loro.

È iniziata con le sue parole, è finita con le loro.

È stato il compleanno più bello che potessi chiedere, sappiatelo.

 

Fin da quando ero piccola, una volta finita la festa, che fosse il duedicembre, o il Natale, avrei voluto dormire con i regali che mi erano stati fatti. È sempre stata una mania tra le tante che ho. Ovviamente molto raramente è stato possibile, ma mi è sempre rimasto questo pallino non concretizzato.

E invece per questi venti anni è stato proprio così.

Ho dormito con lui prima, ho dormito con loro dopo.  

Ed è stato questo forse il regalo più grande.

Siete voi il  regalo mio più grande, il regalo di sempre.

Il mio regalo è stato girare l’angolo e trovare quegli occhi che mi stavano aspettando, è stata una notte di grandine e tuoni, il vapore dell’acqua calda, e il mondo chiuso fuori. Tutto il mondo chiuso fuori. Dopo tante notti piovose e solitarie trascorse immaginando di non esserlo, il mio regalo è stato il nostro abbraccio durato fino all’alba.

Eravamo insieme, tutto il resto del mondo l'ho scordato [W. Withman]

Il mio regalo sono stati i suoi occhi al risveglio, e nei tuoi occhi io mi salverò, è stata la neve sul ciondolo, è stato l’Arno che sembra mare per quanto si è alzato di livello, è stato quell’aspettare la mezzanotte tra una bottiglia di spumante, ed io non ne avevo mai aperta una, ed i bottoni delle camicie, il mio regalo è stato il corallo e le bollicine.

Trecento di questi giorni. Spero che siano proprio di questi.

Il mio regalo sono stati i loro messaggi. Dal primo all’ultimo ho pianto e ho sorriso insieme.

Siete meravigliose, amiche mie.

Mi fate sentire così speciale, e temo sempre di non meritarmi quelle parole. Ma voi siete perfette, siete tra le cose più belle che ho. Tra le più pure. Tra le più giuste.

Mi avete fatto sentire a casa il primo compleanno in cui a casa non ci sono stata, perché non è mancato nessuno all’appello, anche se non eravate qui fisicamente, ed è stato il compleanno più bello proprio perché non vi avrei potuto sentire più vicine neanche se vi avessi avuto accanto. Dovrei ringraziarvi ogni giorno per ciò che fate per me, per ciò che fate di me, per esserci, e per esserci con me.

Il mio regalo è stato un messaggio di Miri, alzare le serrande e trovarla con Giù sotto il balcone.

Il mio regalo è stato il buon compleanno Amore all’unaequaranta, sono stati quei pacchettini a rate e le confezioni con i cuoricini argentati fatte in casa, e l’ho notato quanto erano accurate.

Anche io vorrei viverci con te.

Il mio regalo è stato notare la scelta dei miei regali, tutti visti, scelti, pensati, pensando a me.

Il mio regalo è stato quella frase sussurrata nella notte un attimo prima di addormentarmi.

Anche vent’anni fa fu una notte piovosa e tempestosa, e con tutto quell’amore, sai?

Il mio regalo è stato la neve. No no, non ha nevicato. Parlo di altro.

Una volta mi raccontasti com’era la neve. Mi dissi che nonostante la bufera era silenzio, candore, magia, era il calore di un camino familiare, era casa, era la pausa dagli impegni, una fuga dalla realtà, una variabile nella vita di tutti i giorni.

La sai una cosa?

Credo che in questa stanza, la notte del mio compleanno, sia caduta la neve.

Perché la neve non cade solo dal cielo.

In fondo l’amore è un funambolismo.
Come scrivere. Come dipingere. Come vivere.
E non aspettate la neve.
Perchè la neve non cade solo dal cielo.

Quando sei ripartito sono stata sola tra le mie cose, a scrivere e ripensare.

Gli abbracci dentro casa sono stati qualcosa da togliere il fiato. Avrei voluto abbracciarle e non smettere. Siamo andate a cena fuori e vi assicuro che non eravamo solo noi cinque. C’eravate anche voi. C’eravate anche quando siamo tornate a casa e intorno ad un tavolo mi hanno cantato quella canzone che mi mette in imbarazzo più di ogni altra cosa. Non mi è mai piaciuto essere al centro dell’attenzione, ma avevo quel desiderio da esprimere, più importante di me stessa ed avevo fretta, prima che scattasse la mezzanotte [poi ci sono i segreti, ed è lì che si va a nascondere la felicità] e finisse anche questo giorno. [La sera, come tutte le sere, venne la sera. Succede e basta. Non importa che razza di giorno arriva a spegnere. Magari era stato un giorno eccezionale, ma non cambia nulla. Arriva e lo spegne.]

Ci siete state nella sorpresa e nella commozione celata dietro un brindisi di troppo. E poi ci siete state in quella stanza, che eravamo solo in tre, ma vi assicuro che non eravamo solo noi tre, per me.

 

Grazie per avermi fatto sentire al centro, per essere stata l’epicentro delle vostre attenzioni.

È solo un post di ringraziamento.

A chi è vicino.

E a chi è lontano.

Sei stato perfetto.

Siete state perfette.

Persino a distanza.

Persino a distanza.


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...aspetta il momento giusto...
( domenica, 16 novembre 2008; 19:40 )

 

Amore e' un termine troppo debole. Ecco, io ti straamo, ti adamo, ti abramo

 

È da tanto, troppo, tempo che non aprivo questa pagina e vi rimanervo interdetta a fissare il quadratino bianco.

Faccio la spavalda, rido, banalizzo, ma in fondo Gaeta mi manca. Mi sono ritagliata il mio spazio a Pisa, le amicizie non mancano, neanche le risate, loro quattro restano la mia solida famiglia pisana e riesco a respirare anche quando scende la nebbia. Le notti sono meno buie e nelle giornate di pioggia il sole lo trovo dentro di me. È ormai da un mese che non torno a casa e mi ritrovo spesso a fissare quelle foto sulla parete, e a pensare a quella lingua di terra che nasce sul mare, alle persone che sono lì, che ogni tanto si ritrovano a prendere un caffè senza di me. Perché la mia vita ha preso una piega strana, che mai mi sarei immaginata, mi ritrovo grande o quasi e con il cuore spezzato tra quattro città e un corpo solo che tenta di dividersi come può. Devo averti vicino, e vicino non è ancora abbastanza.

Ci sono tante cose che mi mancano di una vita ormai talmente lontana che non sembra la mia, ma ad oggi mi sento fiera di me stessa, mi sento diversa e migliore, sento che finalmente ho trovato un equilibrio, il mio equilibrio, e che tantissime cose sono andate al proprio posto.

Oggi tutto è come deve andare, oggi tutto è un po’ più giusto, oggi tutto è perfetto.

Aspetta il momento giusto, mi hai detto. E’ sempre il momento giusto per parlare di noi. Anzi, le parole sono tante e al tempo stesso mi sembrano poche. Tante ma scarne. Ciò che mi lascia disarmata davanti ad un foglio è trovare il modo con cui devo scriverne.

In fondo se scrivo, non riesco a non scrivere di te. Scriverti da qui, che è anche terra tua è come farti respirare quello che respiro.

È iniziato Novembre, ormai è già a metà. Sono stati giorni di ombrelli colorati contro il grigio della città nelle prime lacrime di un nuovo inverno, erano giorni di valzer informatici contro il grigiore di un’autostrada. Un modo come un altro per combattere la distanza.

Volami addosso se questo è un valzer,  volami addosso,  qualsiasi cosa sia.

Poi finalmente quei valzer sono diventati realtà, come è diventato realtà un cielo azzurro e quella sensazione vertiginosa nello stomaco.

Come si fa a classificare certe emozioni?

Ti ringrazio per avermi stupito, per avermi giurato che è vero.

Sono tornata da poco, la borsa era più pesante, sarà che non c’erano le tue mani in stazione ad attendermi, sarà che ho cercato di metterci dentro più cose possibili. Lo faccio perché poi so che ne avrò bisogno per sopportare un altro giorno di pioggia.

Ho portato fin qui quel riempirci silenzioso e totale ma concitato e frenetico, ho portato quel restare a sussurrarci meraviglie per ore e ore al buio e al caldo di un piumone, ho portato quella sensazione di sicurezza e protezione perché adesso so che posso restare bambina, ed è una certezza troppo calda e confortante, la luce della notte che entra invadente e bellissima nella tua macchina, il bagliore della luna, simile a quello delle perle, che rende tutto più fiabesco, ho portato le frasi che nessuno mai aveva avuto il coraggio di dirmi, quel raggiungere insieme le stelle, quel riscoprire momenti passati che credevamo di aver dimenticato ed è come riviverli un’altra volta, un’altra volta insieme.

E più ti guardo e più mi innamoro. Tra i tuoi fiocchi di neve, le tue foglie di tè. E il freddo chiuso fuori.

E tutto il mondo chiuso fuori.

Ho accartocciato tra i panni quel sentirmi migliore accanto a te, e quell’essere talmente tanto vicini emotivamente ed affiatati che non lo so spiegare, questi progetti per una vacanza che se non ne parlo è solo per scaramanzia. Ho piegato in qualche tasca quel non aver limiti, quel ridere sciocco ed infantile mentre ci prendiamo in giro e a volte mi sento tanto stupidina, ma spero di non smettere mai di sentirmi così, se stupidina coincide con felice e leggera. Già, leggera. Come se fossi una candida nuvola di Primavera. Io non sapevo come fare per guardare ciò che tu mi fai vedere.
Ma non è sempre così, non si può vivere solo di te. Purtroppo. C’è sempre qualcosa che turba la nostra magia, problematiche che ci passano accanto, sfiorando il nostro nucleo ma senza intaccarlo mai. Noi due siamo più forti di tutto questo: più delle batoste, più della paura di perdersi, più delle delusioni, più della tristezza, più delle notti nere, e più degli amori sbagliati. I put millions of miles under my heels and still too close to you I feel.

Posso solo provare ad immaginare un percorso fatto ad ostacoli ed a mine esplosive. Vorrei riuscire ad essere un sorriso che esplode, una luce nella notte più buia, quella corda che ti tira su mentre tutto intorno sta per crollare. E il nodo siamo noi, uniti più che mai.

È tutto nel riuscire a conservarsi un uscio per uscire son qua se vuoi son qua la chiave ce l'hai.
Ed è ovvio che non è solo questo, ci sono tante cose che non scriverò qui, altre per cui parole non esistono, c’è quell’amarsi nelle cose belle, e quell’amarsi più intensamente nelle situazioni difficili. Perché quando due persone costruiscono qualcosa di talmente bello e forte, sentono il bisogno di condividere anche le lacrime, e i panni sporchi, e i mal di schiena, e non fa differenza se capitano a te, o a me, è come se accadessero ad un’unica persona.

Hai dato alla mia vita un significato che non avevo il diritto di pretendere....

Perché c’è qualcosa che viene prima dell’Amore, c’è l’amicizia, c’è l’intesa, ma c’è la stima, prima di tutto.

È questione di punti saldi, e io cercherò di esser degna di essere il tuo punto saldo. Farò di tutto, e lo sai, lo sentirai.

E appoggiati a me che se ci dovesse andar male cadremo insieme, e insieme sapremo cadere…

Io te la sto dando tutta, la vita che posso possedere.

Chissà se sai che ti sto dando tutta me stessa.

Che mi sto facendo amare senza riserve, né difese.

Chissà se sai quanto ti amo.

Chissà se ne riesci a cogliere l’intensità.

 

nodo

…ho tutto il tempo che ci serve.

 


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un sole dentro al cuore
( domenica, 26 ottobre 2008; 22:24 )

E sto abbracciata a te
senza chiederti nulla,
per timore che non sia vero
che tu vivi e mi ami.

(Pedro Salinas -
tratto da
"La voce a te dovuta")


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l'autunno caldo
( mercoledì, 15 ottobre 2008; 21:04 )

È strano viversi Gaeta senza di loro. Fa un po’ meno Casa, fa un po’ meno ritorno.

 

Ma è bellissimo ritrovarsi a casa, svegliarsi e sentire rumori in cucina, la colazione pronta, e la sicurezza delle mura familiari, chiacchierare e ridere, perdersi nei colori del mercato, assaporare il calore delle mie strade e la consistenza di quella striscia di terra che appare come un miraggio dopo la galleria.

 

Credo di aver fatto qualcosa di meraviglioso in qualche mia vita precedente per meritarmi tutte le emozioni di quest’ultimo periodo, per meritarmi la persona eccezionale che ho al fianco.

Non credevo di poter essere poesia per qualcuno, sai? Non mi sono mai creduta così Speciale, non mi sono mai sentita abbastanza, ora è tutto diverso. Ora ci sei te.

 

Un po’ di invidia c’è per chi è rimasto ad urlare il nostro diritto allo studio, il nostro diritto ad uno studio che sia alla portata di tutti, soprattutto. Perché Pisa in questi giorni era più bella che mai, soleggiata ed euforica, giovane e piena di ideali. Perché è così che dovrebbe sempre essere, docenti e studenti tutti sullo stesso fronte, dietro lo stesso striscione, per poi scoprire la commozione che si cela dietro ad un paio di occhiali e ad un volume di Dante ingiallito, quando un’aula strapiena di alunni riporta indietro a quaranta anni fa i ricordi di un accanito professore.

Non ci sono parole da riportare per chi accetta un decreto simile, che va contro i propri interessi e contro i sogni di una nazione intera che dovrebbe riporre nei giovani e nella ricerca ogni aspettativa.


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c'è un principio di ironia nel tenere coccolati i pensieri più segreti e trovarli già svelati
( martedì, 07 ottobre 2008; 17:45 )

 

La sconcertante scoperta di quanto sia silenzioso, il destino, quando, d'un tratto, esplode.

Come ci si innamora? Si casca? S'inciampa, si perde l'equilibrio e si cade sbucciandosi il cuore?
Ci si schianta per terra? O è come rimanere sospesi oltre l'orlo di un precipizio, per sempre?
So che ti amo quando ti vedo, lo so quando ho voglia di vederti. Non un muscolo si è mosso.
Nessuna brezza agita le foglie. L'aria è ferma.
Ho cominciato ad amarti senza fare un solo passo.
Senza neanche un battito di ciglia.
Non so neppure quando è successo.
Sto bruciando. E' troppo banale per te?
No, e lo sai. Vedrai. E' quello che capita, è quello che importa.
Sto bruciando.
(C.Schine)

Ora lo so come ci si innamora. E non sarà MAI passato.


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the blog
*loading* piccole stelle. fererica in forti come una verit...
Lolle410 in forti come una verit...
« Come ci si innamora? Si casca? S'inciampa, si perde l'equilibrio e si cade sbucciandosi il cuore? Ci si schianta per terra? O è come rimanere sospesi oltre l'orlo di un precipizio, per sempre?»
« Senza spiegare nulla, senza dirti dove ci sarà sempre un mare che ti chiamerà »
« Vieni un po' qua, fammi sentire il mare al centro di questa città. »


ti sento
una ragazza distratta, assorta nei suoi pensieri, i capelli sulle spalle, un po di matita nera sotto gli occhi, l'ipod nelle orecchie e parole che hanno voglia di uscire. malinconica come i ricordi che scappano via,romantica come una lettera d'amore, sognatrice come una nuvola, permalosa che pensa e ripensa alle piccole frasi,complicata come un compito di matematica, trasparente come il cielo d'estate, scostante come la pigrizia, ingenua come una bambina, fragile come un fiore, imprevedibile come i temporali estivi,sbadata come una cosa dimenticata, apatica come un pomeriggio senza fare nulla, lunatica come le maree, sensibile come la corda più acuta di un violino, irruenta come un'onda, incapace a mettere via le cose, le belle cose

questa è la mia vita
scrivere.le mie sorelline.la spiaggia d'inverno quando è bel tempo.i pomeriggi coccolosi.i miei ricordi.le foto.le poesie.le serate fino a tardi a chiacchierare.il mio cuscino di Nemo.il rumore delle onde del mare quando è buio.i baci sulla pancia. fare le valigie. tormare a casa. il thè caldo di pomeriggio.il mare.i girasoli. Il verde.le stelle cadenti. la luna piena.i ciliegi. il profumo della pioggia estiva. i fogli bianchi da riempire. poter esprimere un desiderio. la primavera.chi sa farmi arrossire. capirsi con uno sguardo. gli abbracci forti.la mia musica. le piccole cose sussurate. l'arno con il cielo terso. gli attimi indimenticabili. le canzoni smezzate. tenere x mano qualcuno.la mia malinconia.chi sa parlare stando in silenzio. le notti infinite. dormire abbracciando un sogno.

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