( giovedì, 17 dicembre 2009; 23:14 )

Ho imparato ad essere razionale, a piangere, tremare, poi respirare calmarmi e ragionare.
Cerco spiegazioni che non facciano grinze, cerco dosi di tranquillanti da inettarmi nei pensieri.
Se poi mi dici che non mi vedi sorridere da tanto, dico che forse è vero, perchè si è felici per brevi istanti, ero felice quando ho verbalizzato un ventotto e poi un ventinove, ero felice quando hai detto che mi ami molto, ero felice quando ridevo e ci facevamo le foto da brille, ma è la serenità che spesso manca, quella quotidiana, omogenea, che scorre come una lenta colata di lava.
Quando mi sento grigia, spenta, demotivata.
Mi sento tesa come una corda di violino e al primo pizzico la corda salta.
Forse bastava respirare
solo respirare un po’
Fino a riprendersi ogni battito e non cercare l’attimo
per andar via
Non andare via

Perché non può essere abitudine Dicembre senza te
chi resta qui spera l’impossibile
Ma ora non voglio parlare di questo, ora è Natale, e magari c'è pure la neve a Pisa, ora tutto è caldo e luce, ora tutto profuma di buono, non è tempo per i cattivi pensieri. Ora tra pochi giorni torni tu.
Non ho voluto fare il conto alla rovescia, come ho fatto un mese fa.
Anche se so che sei triste di tornare, e ciò involontariamente mi ferisce, cercherò di fare di questi giorni il Natale più bello che hai mai vissuto, e non voglio contare quanti ne mancano perchè voglio che il tuo ritorno sia una sorpresa, voglio che sia come un pacco di Natale, come svegliarmi e trovare i regali sotto l'albero, come aprire gli occhi e scoprire che è già domenica, come girarmi e vederti fermo sul binario, che aspetti me.


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"meriti il migliore dei compleanni"
( domenica, 06 dicembre 2009; 20:41 )

 "Che significa Ohana?"

“Ohana significa famiglia e famiglia significa che nessuno viene abbandonato o dimenticato”

"Basta allora, che tanto io non ti abbandono e non ti tradisco"

Vi guardo, una per una, ed è come sentire un fluido caldo dentro, quella consapevolezza di avervi in tutti gli anni che verranno.
Ce l'avete messa tutta a inventarvi per me un compleanno speciale, dal primo secondo all'ultimo, e ci siete riuscite.
Voi che siete la mia Coscienza, che in certi giorni siete il mio unico stimolo per sorridere, voi, che confidarmi con voi è come parlare alla parte più vera e profonda di me stessa con la possibilità però di imparare sempre qualcosa di più.
Io vi amo, davvero, avete organizzato tutto alla perfezione, i cornetti il regalo la cena, non mi avete dato il tempo di smettere di sorridere, per non permettere alla malinconia, facile in un giorno così, di infiltrarsi.
Con le vostre battute sempre pronte, le risate, quell'atmosfera complice che si crea quando siamo tutte insieme, e basta uno sguardo e ci capiamo subito come subito nasce un sorriso, un abbraccio.
Mi siete state vicino in un modo che non riesco a spiegare, perchè è andato oltre quel messaggio alle due di notte, è andato oltre quell'abbraccio vicino al lavandino, è andato oltre quell'accarezzarsi i capelli. Mi avete dato il vostro tempo e le vostre attenzioni anche se non dovevate, anche se non ve l'avevo chiesto, l'avete fatto per me.

S5030694E io non avrei potuto chiedere nulla di più come regalo per il mio compleanno.
Siete state le migliori amiche che si potrebbero desiderare.
Siete le migliori-amiche migliori al mondo.
E anche voi che -fisicamente- non c'eravate, con tutti i vostri dolci pensieri mi avete fatta sentire stretta in un abbraccio millenario e chilometrico, dove c'era solo luce e calore e la tristezza e la nostalgia erano ricordi lontani tanti anni, perchè voi eravate lì, le vostre mani nelle mie, e le vostre braccia circondavano le mie spalle.

Lo so: sono sdolcinato, stucchevole e patetico, ma non posso farci niente. Credo sia la conseguenza naturale di quando si incontra finalmente il piede che calza alla perfezione la scarpetta che tengo in mano da anni.

Ho pianto come una bambina abbracciata a quei fiori, come se fossero la cosa più bella del mondo, e un po' lo erano, per il messaggio che portavano con sé.
Tu c'eri. E volevi farmi sentire che eri lì, accanto a me.
Tu mi fai stare su una nuvola morbida e profumata anche quando non ci sei.Quando un gesto così semplice e bello sembra possa ripagarti di tutto, dei giorni neri, dei giorni in cui ti senti esausta, senza più forze e credi di essere arrivata al capolinea, di quando proprio non ne puoi più, quando sei esausta dalle notti che non dormi e dagli incubi che fai quando invece ci riesci, di quando non mi chiedi come sto ed io sono ad un passo dal crollare e poi non voglio farti pesare nulla, di quando credo di non avere più denti da stringere né unghie per combattere.
Poi, accadono cose simili, e ti senti come... rinata ed in un attimo ogni screzio passato scompare e conta solo quel profumo e quei colori.

Foto0209

E ho cercato tutte le parole negli orizzonti aurore luci e stelle, ma non c’è niente che possa esprimere vagamente quello che provo per te.
Per me che ti guardo col fiato sospeso come quella prima volta che incontrandoci per caso il destino ci ha sorpreso, sentirai guardandomi negli occhi che non è cambiato niente in quel riflesso ci sei sempre tu.

E io avevo bisogno di quelle parole e di quelle labbra tese ed arricciate pronte a spedire un bacio che sia abbastanza resistente da arrivare a tremila chilometri da lì.


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Occorre somigliarsi un po' per comprendersi, ma occorre essere un po' differenti per amarsi?
( martedì, 01 dicembre 2009; 18:01 )

 [Scusate per il post lungo, e patetico, avevo bisogno di rimettere al proprio posto un po' di cose]

E' come se improvvisamente mi si fossero risvegliati tutti i cattivi pensieri, tutte le angosce passate, il nonamore, il nonrispetto, la nonfedeltà, e mi si siano riversati addosso confondendomi e spaventandomi.
Chi sono io per meritarmi l'unica eccezione?

Questo mi preoccupa, perchè per combattere queste sensazioni negative emerge la parte peggiore di me, a volte emergono sfumature di me che neanche esistono nella realtà di tutti i giorni.
E che tu non meriti.
Forse neanche io mi sopporterei, perchè io non sono così.
Io sono la donna che ha fatto tre ore d'aereo con tutto il carico di ansie che ciò comporta, e che tu ben sai, e l'ha fatto per stringerti di nuovo, ne avevamo bisogno più di ogni altra cosa.
Perchè te l'avevo detto che ti avrei raggiunto ovunque fossi andato.
Era bello. Che fosse lui a stringermi, a lasciar perdere le parole.
Sono la donna che hai aspettato e che poi hai baciato in aeroporto, ed eri emozionato, e lo eravamo entrambi, sono quella che hai preso per mano e hai portato fuori, in quello che è diventato il tuo mondo.
Quando l'emozione è talmente tanta che ti confonde, quando non riesci a renderti conto di quello che sta per succedere e non c'è modo di diluire quello sfarfallio nello stomaco e credi di poter esplodere da un momento all'altro. Quando è strano ritrovarsi all'improvviso l'uno accanto all'altra dopo tutti i giorni lontani, ma poi a poco a poco torna la familiarità di certi tuoi sguardi.
Sono la donna che hai emozionato e sorpreso quando spingendo una porta l'hai condotta in un dolce buio acceso da grappoli di candele, sono quella che è venuta lì, dove finisce il mare e che in quella camera ha vissuto uno dei momenti più belli di questa storia.
Nessuno aveva mai fatto per me qualcosa del genere.
[...] Ho pensato che avrei voluto fare solamente quello nella vita. Stargli addosso il più possibile.
Sono colei che è rimasta a guardarti dormire per attimi interminabili sotto il suono della pioggia e si è sentita a casa.
Abbiamo scoperto Porto insieme, e l'abbiamo resa nostra, Porto dai giardini incantati, dai palazzi colorati come pacchi da regalo uno accanto all'altro, dal Natale precoce e dalla pietra scura, cupa e intensa.
Sono quella che ha diviso con te il sapore dolce di un buon vino Porto e albicocche, e il sapore della felicità senza sconti, e che hai portato sull'oceano, dove la bellezza era talmente tanta da non riuscire ad entrare tutta negli occhi, che hai portato dove tutto è più grande e più imponente, persino le conchiglie, persino il dolce rumore delle onde che arrivano a destinazione diventa un rimbombo, un tuono.
E così, per una volta, stasera ci siamo anche noi. Stasera so dove sono i tuoi abbracci e dove vanno a finire i tuoi occhi. Stasera li hai riportati a casa. Abbracciamoci, cara. Per quanto tempo è stato acre il sapore del vino e miserabile il banchetto. Stasera soltanto è festa, ed è perché ci siamo che è così dolce e compiuta questa notte.
Resta, resta ancora, cara. Finché ce ne usciremo abbraccio, sottobraccio, sotto gli occhi lucenti del cielo.
Sono quella che si è sentita a disagio per una lingua che non sapeva, che si è sentita inadeguata e si è nascosta dietro di te.
Avevamo sottovalutato entrambi due mesi, e ritrovarsi in un contesto completamente diverso dall'ordinario
ci ha un po' destabilizzato. Ci siamo persi nel labirinto delle domande e invece sarebbe bastato stringersi un po' di più. Dedicarsi a questi cuori che se stanno soli troppo a lungo poi devono rimparare le dinamiche, rileggere le mappe segrete. Ci siamo reinventati anche lì e abbiamo reinventato un posto che fosse nostro e basta.
Sono quella a cui non hai mai fatto sentir fredde le mani, né di giorno né, soprattutto, di notte.
Posso stringerti le mani come sono fredde tu tremi no, non sto sbagliando mi ami dimmi che e' vero dimmi che noi non siamo stati mai lontani.
Sono la donna che si è commossa quando ha sentito che avevi ancora bisogno di lei per vivere meglio negli scorci di un pittoresco e rossastro autunno ritardatario.
Sono quella che sorride nelle foto al tuo fianco, e che al tuo fianco è passata con le scarpe sulle foglie morte dorate e scricchiolanti, e sotto quelle ancora in attesa appese ad un albero, e sorridendo ha sovrapposto alla malinconia d'ottobre i fiori primaverili che sbocciavano nella sua testa.
E mai nessuna foto renderà giustizia al tuo sorriso quando esplode all'improvviso sul tuo viso.
Non sarei mai voluta ripartire, non vorrei mai perdere l'abitudine a te, vorrei ripartire con te.
Ho cercato poesia e buona musica dietro ogni nuovo angolo, ho seminato rose rosse nel tuo letto, e rose bianche sulle tue labbra.
Sono quella a cui hai giurato che era tutto vero, che tu sei vero.
Mi lasci perplessa ma è un modo elegante per dirti ti amo
Non ho padronanza dei termini adatti ma godo al contatto
Trattami come se fossi una dea
Sfiorami lentamente
Lasciami il fiato per dirtelo ancora lasciami il fiato per fartelo ora
Mi piace giocare sembrarti indecente parlarti all'orecchio dicendoti niente.
Ma sono anche una donna che ti ha scelto e ti ha dato l'opportunità di aggiustare ciò che altri hanno manomesso, anche se ciò comporta responsabilità e scoprire dietro tende luoghi inesplorati, siamo ricompensati però dalla creazione di un legame indissolubile.
Sono una donna che si conosce, che sa capire il motivo di ogni sua reazione, ma che poi non riesce a spiegarlo. E sa quanto sia semplice rassicurarla perchè non ho bisogno di grandi gesti o di frasi da oratore, ma basterebbe una frase sincera che arrivi dritta al cuore.
Sono una donna forte nelle scelte ma fragile nell'attuarle, che però non si tira indietro, ma che si piega per un nome abbreviato, per un suono sotto le sue parole, per una minima omissione che immagina, per i pizzichi sotto la pelle.
Che a volte è pesante ed opprimente, ma ha la mania del controllo, del sapere che tutto scorre come dovrebbe.
Sono una donna che è vero, ha bisogno di attenzioni e di sentirsi corteggiata, che teme di non essere più desiderabile, ma che quando opportuno sa mettersi da parte e scendere a compromessi, sa passeggiare verso te per ritrovarsi a metà strada.
Che ha bisogno di emozioni speciali.

Sono una donna imperfetta, con dei limiti molto forti perchè a volte la guarigione è lenta e dolorosa, ma che sta cercando di cambiare e migliorarsi per la persona che ama.
Ci sono persone che non riescono a costruirsi l'armatura e altre che non riescono più a liberarsene.
È vero, a volte sono una bambina capricciosa, forse anche demente, ma sono una bambina che ti ama con l'avventatezza e l'entusiasmo del suo primo amore.
Respiri l'aria pura e te lo senti dentro che è diversa dal fumo, che sa di buono... e capisci che è l'aria pura che vuoi.
E nonostante a volte abbia sbagliato, nelle reazioni e nelle parole istintive, e abbia fatto cose che non dovevo e per cui ho chiesto scusa, mi sento ugualmente degna di orgoglio e di comprensione perchè sono consapevole del coraggio che ho avuto di rischiare e sacrificare il pensiero più bello che ho, e perchè so che non tutti l'avrebbero fatto, e che non tutti lo capirebbero.
E allora scusatemi se ci sono giorni così difficili che sembra non finiscano mai, se scatto per impeti di gelosia e dico cose di cui mi pentirò – e sfido chiunque a non farlo-, scusatemi se piango nervosa e se non tutti i giorni sono la perfetta fidanzata e per me non tutto è bello e colorato, perchè sono imperfetta, sono una donna che ama, e che a volte ha paura, che ha messo in gioco troppe cose e che in certi giorni ha bisogno solo di essere cullata nelle braccia di chi ama.
Avrei voluto essere quell'abbraccio in cui desiderava perdersi. Protetta e libera di lasciarsi andare, perché tanto c'ero io a prendermi cura di lei, a difenderla dal freddo e dal male.
E io non sono cambiata, sto solo lottando per difendere qualcosa di troppo importante per me, e mi sto ancora facendo spazio per imparare le modalità corrette per farlo e perciò metto in conto sbandamenti e lividi.

Tu sei la mia emozione speciale. Tu sei il mio domani. Tu mi arricchisci.
Perchè quando ti sono accanto tutto sembra più semplice.
Cercherò di viverla più serenamente, con la certezza di trovarti alla fine di ogni vicolo cieco senza doverti chiamare a gran voce, ma solo con uno sguardo.
E se è tutto quello che sono è ciò che vuoi, allora ci saranno solo cuoricini e risate e smorfie buffe.
Arcobaleni e magia.
E' tutta una serie infinita di pensieri che si accavallano l'uno sull'altro come a voler fare l'amore senza un minimo di pudore.
La verità è che nonostante gli alti e i bassi e le volte in cui non ci capiamo e le volte che non ci incontriamo, sembri davvero il principe azzurro di quei sogni che fai a tredici anni, con tutti i gesti e le parole che facevo dire a Ken nei miei pomeriggi sdraiata a pancia in giù sul pavimento freddo e inventavo storie e favole.
E sono anche questo ora, una donna che fa sogni da bambina ma con la consapevolezza di oggi.
E in questi mesi mi hai insegnato che devo smetterla di cercare la sicurezza nella ripetizione dei ritmi quotidiani e nel mio rassicurante equilibrio e che non devo temere il cambiamento perchè non sempre è sinonimo di abbandono.
Probabilmente il nervosismo è normale, ma ogni discussione ci toglie qualcosa, dalla più banale alla più pesante, e io voglio che restiamo puri ed intatti, come siamo sempre stati.
Devo imparare -e mi sta insegnando anche questo- a cercare la sicurezza dove le cose cambiano e noi restiamo sempre gli stessi.
La sicurezza si nasconde proprio qui, nei cambiamenti, a cui giorno dopo giorno, noi sopravviviamo.

Difo è un uomo intelligente, che ama il suo lavoro, ma soprattutto sua moglie Natura. È molto geloso, ma nonostante ciò i due sono una coppia molto unita che affronta sempre insieme le difficoltà.


Domani è un giorno importante, e lo passerò con voi. Solo un dolore leggero sotto la pelle che un poco smorza l'entusiasmo. Ne parlerò dopo, perchè voi meritare un post a parte, meritate lo stesso posto che voi date a me.
Un posto unico


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lei gli raccontava favole lui le insegnava a volare
( lunedì, 12 ottobre 2009; 23:20 )

È proprio necessario che parta?

No.

E allora perché?

Io non posso fermarlo.
E se lui vuole andare laggiù, io posso solo dargli

una ragione in più per tornare.”

 

Pisa che cade nell'autunno, autunno che sa di prime piogge, di pozzanghere, di umidità e ombrelli colorati, un autunno che odora di inverno. Noi quest'anno non vedremo né l'autunno, né l'inverno, ma ad attenderci ci sarà una nuova - scintillante- Primavera.
Non te ne sei accorto perchè sono stata brava.
Ma ieri ti ho mangiato.
Con gli occhi.
Sai di felicità.
È incredibile come a volte il tempo riesca a diventare qualcosa di totalmente soggettivo, di come la durata di un mese possa sembrare diversa. Perchè qualche tempo fa mi sarebbe sembrato insostenibile, invece ora manca un mese, solo un mese, e mi sembra di dover partire domani.
Sono serena, una serenità che inizia un po' a vacillare, che ancora si mantiene in piedi ma che inizia ad essere un po' appannata per via del respiro che in certi momenti della giornata si affretta. È passato il tempo limite, il tempo giusto per iniziare a sentire questa mancanza. Forse sono solo le prime piogge, forse è stata solo Firenze, con la sua solita luce magica e le stupide coppiette a sbaciucchiarsi su Ponte Vecchio.
Anche a me dispiace che tu sia lì a veder quel mondo senza di me. Non poterlo condividere fino in fondo. E allora stà attento, perchè sono cose che forse io non vedrò mai, e tu hai il compito di guardarle anche per me in modo che io, guardando gli occhi tuoi, possa vedere tutto ciò che hanno guardato e che forse hanno trovato diverso perchè accanto non c'erano gli occhi miei. Perciò cogli ogni particolare come farei io, ed inventa una storia o anche solo una parola su ognuno di essi, e trova qualcosa che sappia di noi. Gli scrittori, o i presunti tali, hanno una predisposizione naturale a notare i dettagli e a fissarli nella mente, lo sapevi? Quelle cose che i più neanche notano, o che dimenticano velocemente quanto veloce vi si posa il loro sguardo, per gli scrittori quelle cose possono essere le radici di un racconto nuovo.
Dove ogni inverno che vivrò ti scalderò
Ogni cosa di questa città mi ricorda di te, mi ricorda che mi manchi, e ci sono momenti in cui bussi dentro più forte del solito. Da quel posto che conosci solo tu. E porti arcobaleni capogiri e desideri, lacrime di cristallo, anelli come catene da qui a lì. Mi manchi quando dopo le lezioni di Portoghese vorrei chiamarti e leggerti queste poesie che nominano quella città tanto lontana che respiri, per farti sentire quanto, anche esse, mi parlano di noi. Di come mi allontanano dalla lezione e mi spingono a pensarti con gli occhi che improvvisamente si fanno lucidi in un modo a tratti imbarazzante. Mi manchi, mi manchi quando ti sedevi e pazientemente mi spiegavi dieci volte la stessa cosa, quando ti lagnavi che mi approfitto sempre di te, perchè sono pigra persino per versarmi un bicchiede d'acqua e tagliarmi una fetta di pane. Mi mancano i tuoi massaggini e le lotte con il solletico, mi manchi mentre mi spieghi qualcosa che non so fare, mi manchi per i film che non abbiamo visto, mi manchi persino quando ti stizzivi mi rispondevi male e mettevo il muso. Mi sei mancato quando Fed mi ha guardato e ha detto “Ti manca così tanto? Io non ce la farei” perchè a volte, più di tutto, vogliamo solo sentirci meno stupidi e meno fragili, vogliamo solo che qualcuno ci dica che è normale sentirsi come se mancasse la terra sotto i piedi e che cinque mesi no, non passerranno tanto velocemente. Mi manchi quando fai qualcosa di bello, e io non posso essere lì con le manine concitate e i sorrisini emozionati. Mi manchi quando mi giro e non ho nessuna mano da stringere e mi sento comprimere il cuore. Mi manchi quando mi parli delle tue idee, dei tuoi progetti, mi fai credere che qualcosa di migliore sia davvero possibile e mi piace che tu abbia così chiaro il mio ruolo accanto a te. E mi manchi per tutta questa scarica di ricordi che arriva, ma che sono talmente nostri da non riuscire neanche a scriverli a parole ma non mi lamento per questo.
Magari toccasse a me
prendermi cura dei giorni tuoi
svegliarti con un caffè
e dirti che non invecchi mai
sciogliere i nodi dentro di te
le più ostinate malinconie... magari
Mi manchi soprattutto quando ti affidi a me, e ti lasci andare a confidenze che non immaginavo. Vorrei riuscire a spiegarti quanto sei perfetto per me, come ti vedo io, come ti sento dentro, come ti conosco io, per farti sentire migliore, per farti vedere che sei davvero migliore di quello che pensi. Vorrei riuscire a dirti che ogni giorno c'è una piccola cosa che mi fa capire che andrà tutto bene. Questo amore immenso mi lascia incredula ogni giorno che passa, perchè ancora non ci credo che stia capitando proprio a noi e che riusciamo ad essere così diversi da tutto ciò che c'è intorno.
Kiss the rain Whenever you need me
Kiss the rain Whenever I'm gone, too long.
If your lips Feel lonely and thirsty
Kiss the rain And wait for the dawn.
Keep in mind We're under the same sky
And the nights As empty for me, as for you

Vorrei potermi sedere accanto a te, allungare una mano sul tuo ginocchio, con la punta delle dita pizzicarti il naso, sfiorare la tua nuca. La tua nuca. Il tuo collo.
Quanto mi manca.
La sua curva, il suo odore, la sua morbidezza.
No le tue mani, no la tua bocca, anche quelli, ma dopo. Dopo la tua nuca.
Fatta a misura per la mia testa, per farmi dormire al sicuro, per farmi sentire protetta.
Come si sente un pulcino sotto l'ala della madre.
Fatta per consolarmi nelle stazioni degli abbracci.
Fatta per contenere i miei sospiri quando esplode il cielo.
Fatta per ammansire i miei impeti.
Fatta per sussurrarti favole per deliziarti con baci per spingerti giù in un brivido per soffiarti via la malinconia.
E piovono baci dal cielo

Io non ho mai avuto con nessuno questa complicità, non ho mai avuto questa intimità, non ho mai avuto tanto Amore da spartirsi. Invece tu sei il mio DiFo e io la tua Natura, tu sei il mio Wall-e e io la tua Eve. Anche se a volte sono io quella sbadata e romantica proprio come Wall-e ma è solo perchè tu mi confondi.
E ormai ho già scritto talmente tanto di te che ho sempre paura di cadere nella banalità, ho paura di annoiare perchè ormai tutti l'hanno capito che sei tanto speciale e che sono tanto innamorata, eppure continuo a riempire pagine di noi.


Questa volta lasciate che sia felice, non è successo nulla a nessuno, non sono da nessuna parte, succede solo che sono felice fino all’ultimo profondo angolino del cuore. Camminando, dormendo o scrivendo, che posso farci, sono felice. Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia, tu canti e sei canto. Il mondo è oggi la mia anima canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca, lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia essere felice, essere felice perché sì, perché respiro e perché respiri, essere felice perché tocco il tuo ginocchio ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo e la sua freschezza. Oggi lasciate che sia felice, io e basta, con o senza tutti, essere felice con l’erba e la sabbia essere felice con l’aria e la terra, essere felice con te, con la tua bocca, essere felice.”

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you are my wonderwall
( mercoledì, 30 settembre 2009; 12:13 )

Mi conosci bene
conosci bene le mie pene
le mie ambizioni
quando ho bisogno delle tue attenzioni
quando mi sfiori
quando dilago coi pensieri
quando mi sveglio
quando non dormo

Ci sono stati giorni che sembravano non finire più, costantemente in bilico costantemente alla ricerca di qualcosa che non vedevo, qualcosa che la cieca paura annebbia e nasconde. Ci sono state le gelosie, l'insicurezza, l'inadeguatezza. Poi ci sono state le prime riprese, c'è stata Pisa, e poi di nuovo giù, e poi di nuovo sù.
Ci sono stati mille motivi per non sorridere, un viaggio non fatto un esame non andato un risultato -ancora- non arrivato una distanza non percorribile ma ci sono state loro, che sono state i miei sorrisi in quei giorni.
Hanno avuto la costanza del mare, di tornare ancora una volta da me a chiedermi come stavo, a mostrarmi il lato positivo delle cose, hanno avuto la sua pazienza nel restare mille volte ad ascoltare i miei sfoghi le mie farneticazioni, e mille volte a spiegarmi, consigliarmi, districare con me l'incasinata matassa dei miei pensieri, delle mie angosce.
Avevo dentro tante domande senza risposta, tante domande che avevano voglia di urlare perchè non mi sentivo una priorità, perchè il mio prezzo da pagare per questo sogno era troppo alto, perchè non mi sentivo abbastanza speciale per rimanere.
Vedi cara, è difficile spiegare, è difficile parlare dei fantasmi di una mente.
E' bastato parlare parlare parlare, perchè non ero sola, perchè noi due siamo fatti l'uno per l'altra, il nostro legame è forte e solidissimo, perchè infondo se migliora la tua vita, migliorerà anche la nostra vita, e banalmente, se sei felice lo sono anche io. Sono felice, sì, anche se un pò di meno, perchè non lo sei con me.
Insegnami a crescere con te anche da qui, a vedere con gli occhi tuoi, a condividere anche ciò che mi fa male.
Ho deciso di lasciarmi andare, perchè non ho bisogno di spie accese e di uscite di sicurezza spalancate. Voglio chiuderle perchè non voglio scappare. Voglio restare. Ora basta stare male.
Ci sono tante cose che qui non possono essere trascritte, perchè rischiano di essere fraintese, che meritano carte private, ma adesso so di cosa è capace veramente l'Amore, e spero di averlo trasmesso anche a te, e sapere questo già mi basterebbe.

Mi conosci bene
conosci tutte le mie cose
quelle segrete
e quelle più pericolose
i miei abbandoni
le mie reazioni
i miei ormoni
le mie lune storte
le voglie di lambrusco
cosa mi ferisce
cos'è che non mi riesce
quando non so dirti
davvero cosa sento io

Ero arrivata ad un punto di non ritorno, e ho davvero toccato il fondo.
Me ne sono accorta quando sono vacillate due delle cose che non si dovrebbero rischiare mai.
Ma quando tocchi il fondo, poi puoi solo risalire su, e se ci sono le persone giuste intorno è tutto sempre molto bello, perchè piano piano ricominci a vedere il cielo e i polmoni si riempiono di aria pura.
Ed è stata l'aria pura di Firenze, a farmi tornare il colorito e a normalizzarmi il battito del cuore.
Ne avevo bisogno di staccare la mente, di tornare nel mio luogo dell'anima, lì dove è nato il bagliore che vive ancora oggi nei miei occhi.
Ti ho trovato nel marciaPPiede stretto dove ti hanno detto che la donna deve salire, per educazione, ti ho trovato ferma a quel semaforo che porta la tua data di nascita, ti ho trovato in quella cartina che non abbiamo preso e in quella panchina in stazione con te che mi fissavi le labbra. Eri bello sul muretto della tua ex e su quello della tua migliore amica, eri meraviglioso in quell'angolo famoso a tutti, e immortalato in ogni foto, eppure eternamente nostro.
Siamo stati pazzi, Amore mio. Siamo stati pazzi e siamo stati fortunatissimi. Perchè tu sei tutto quello che ho sempre voluto, e più di te non può esistere. Ma questo te l'ho detto già tante volte, ma non sono mai troppe.
Ho ritrovato in quel piccolo arco di ferro battuto il mio rossore che tanto ti colpì e quel "La mia previsione più rosea non prevedeva questo".  Frase che a rileggerla e a ricordarla adesso fa ridere, a crepapelle.
Ti ho ritrovato nei colori di un tramonto, di quando quella giornata che finiva era solo l'anticipazione di quando, una settimana più tardi, avrei risposto "Mai più" a chi mi scriveva "Quando torni a casa?"

Mi conosci bene
conosci bene le mie cene
il mio sapore
quando mi annoio con un film d'amore
se fuori piove
mi piace stare a immaginare qual è il confine
dov'è la fine

Tanto mi conosco, sei lontano, e io divento sempre così dannatamente nostalgica, mi piace rifugiarmi nelle pagine calcate e segnate, mi piace restarti a guardare, fissare la curva del collo, la pelle tesa, fingere di sentire l'odore e invece sto spingendo il naso a fondo nella tua maglietta di Bart, fingere un grattino sulla nuca, pizzicarti il naso con la freccetta del mouse, mi manchi, mi ritrovo davanti ai Griffin a piangere e ridere insieme, mi ritrovo a giocherellare con il tuo anello, mi ritrovo davanti allo schermo che penso che sei così bello da far venire voglia di piangere, e quando faccio qualcosa di bello, o vedo qualcosa di divertente l'idea di non potertelo dire subito un pò mi rattrista, ma adesso va bene così, ho imparato a stare bene, e a fronteggiare questi momenti. E sai una cosa? Non vedo l'ora di recuperare.
Io ho bisogno di poesia e di certezze, di conti che tornino, e queste chiacchierate sono pennellate di acquarello color arcobaleno lungo la strada che ci divide ed adesso stiamo vincendo, giorno dopo giorno.
Dove non siamo affini noi ci scopriamo complementari, ci siamo tirati via il muro a vicenda, a vicenda ci siamo strofinati via la ruggine.
Io non ho mai avuto niente che fosse solo mio, non ho mai avuto nulla di tanto esclusivo.
Vorrei essere la persona che più di ogni altra al mondo è capace di renderti felice.
E se è vero che dentro abbiamo cento volte la distanza tra la luna e il sole, allora ecco perchè ti sento così vicino.

Mi conosci bene
conosci bene il mio passato
cos'è mancato
cos'è che spesso mi ha bloccato
per stare bene
per non cadere
ti va di uscire?
Le mie sere storte
la voglia di castagne
cosa mi commuove
cos'è che mi fa male
quando non so dirti
nemmeno cosa sento io

In un fine settimana autunnale Noi siamo state come una vecchia fotografia sbiadita che abbiamo strappato dal muro per ridipingerla con gli amori di oggi ma in fondo di tutta una vita, le piccole cose, i nostri mai cambiati sorrisi. Sono solo due righe, in realtà dentro me è un flusso continuo di parole e pensieri. Grazie per essere venuta per me, o per poco più, grazie per avermi ricordato le cose belle, per aver fatto sì che riprendessi a respirare come ho sempre preteso di fare.
Siamo Noi, sempre Noi, in un moto eterno di Felicità.


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Ti guardo per l'ultima volta mentre vai via
( giovedì, 10 settembre 2009; 17:43 )

Entrerò dentro ad un sogno, quando è già mattino
e per quel giorno tu mi porterai con te


Ho mangiato con avidità ogni dettaglio, ho faticato a staccarmi da quella nuca, ho dovuto inscatolare aria piena del tuo odore per far sì che mi bastasse almeno per due mesi. Ho spinto il naso a fondo. Nel tuo odore c'è la tua storia, la tua infanzia e tutto il resto, c'è la paura e la trepidazione, ci sono i piccoli dolori e le soddisfazioni, il sudore buttato per salire quegli scalini che ti hanno reso l'uomo che sei. Ci sono persino io, nel tuo odore. C'è il mio cuore che batte impazzito, c'è la mia paura e la mia trepidazione, c'è la preoccupazione di una mamma e l'amore di una donna e il desiderio di un'amante. C'è tutta la nostra storia nel tuo odore, e c'è già tutto quello che sarà.
E mentre i metri da te aumentavano e sorridevo seduta dietro un vetro mentre ti giravi più volte per darmi un ultimo sguardo, sentivo già il vuoto della caduta nel pozzo, la crepa sotto i piedi. 
Ho sempre visto questa partenza lontana, poche volte in questi mesi ho creduto che potesse arrivare sul serio. Che male che fa.

Non si può sempre perdere, per cui giochiamoci, certe luci non puoi spegnerle.

Avrei voluto che quei giorni si fossero dipanati nel tempo come una colorata matassa di lana che rotola lungo una piccola pendenza. Invece sono stati piuttosto un tessuto di seta tra le dita, sono stati i granelli di sabbia in una clessidra, sono stati una grandinata mentre aspettavo la neve. Sono corsi via veloci senza lasciarmi neanche il tempo di stringerli un pò, odorarli, imprimerli.
Resta l'odore di magnolia, l'odore della tua pelle che a modo mio ho portato via, l'odore della prima pioggia estiva e della pelle nella frescura, resta l'odore del sale delle lacrime di un mercoledì sera in discesa.
Sento un pizzico sotto la pelle ogni volta che cerco di misurare quanto mi fidi di te, come se servisse per ricordarmi di quella cosa fuori posto, di quel dito di polvere, di quella macchia su un tappeto proprio mentre aspettavo ospiti per cena.
Ma non era il momento di rinfacciare nè di distruggere, c'era solo da starsi vicino, il resto te l'hanno detto i miei occhi liquidi e persi. Io che odio già solo il battibeccare con te, la delusione è un sentimento che non voglio che mi appartenga, non voglio che si accosti a noi, che siamo così puri, nemmeno lontanamente, ma non nego che mi ha scavato dentro. Siamo molto più belli quando somigliamo ad una puntata di Love Bugs. La sincerità è l'unica cosa che ci può difendere, l'altra metà di una mezza verità è una bugia stupida. E io odio le bugie stupide, soprattutto quando credo che non le riceverò mai.

Supererò dentro di me gli ostacoli, i miei momenti più difficili, per te.
Vincerò per te le paure che io sento, adesso io ti sento.

Pensavo fosse più semplice, e anche se i primi due giorni mi hanno buttata già giù e mi sono sentita fragile esattamente come due mesi fa quando dovevo fare i conti con una questione che mi sembrava più grande di me, ora so che ho bisogno solo di sentirti, e di sentirti vicino. Questo è il segreto. Solo così scompariranno le ombre della notte, questo magone nello stomaco e potrò dormire senza sentirmi soffocare.

Grazie di questo amore
Senza paura piu’ forte di noi


valzi; ; commenti (3)?



perchè nel nostro caso non c'è voluto niente, per innamorarmi di te.
( giovedì, 27 agosto 2009; 14:16 )

Mi trovo a fine estate e sono diminuite in modo esponenziale le mattine in cui mi sveglio con quel magone assurdo nello stomaco. Forse perchè quell'equilibrio che tanto cercavo, l'ho raggiunto.

 

Le cose più belle stanno in equilibrio così come la storia di noi due

Che profuma e che punge e non ci da tregua

A meno che non lo scegliamo noi

E ti scappo e ti inseguo e poi ci raggiungiamo

E' un tango inesorabile la nostra melodia

 

E' strano ritrovarci di nuovo qua, a distanza di un anno, dopo quell'estate in cui tutto sembrava potesse finire da un momento all'altro, dove il mio mare è stato la scintilla affinchè ciò non succedesse. Mi guardo indietro e ripenso che quei giorni ci hanno uniti come non mai, per via di tutte quelle dimostrazioni implicite che ci siamo dati, giorno dopo giorno, con in sottofondo il fragore delle onde che si schianatavano contro le rocce, dove l'amore era pù intenso perchè aveva qualcosa del naufragio. E questa spiaggia sembrava che per un anno non avesse aspettato che noi per mostrarsi in tutta la sua magia. Ripenso a tutto quello che è successo quest'anno, a quanto siamo cresciuti insieme, a ciò che abbiamo costruito solido e sicuro come una roccaforte, a quante cose sono cambiate e a quante, ne sono sicura, non cambieranno mai. Perchè dopo diciotto mesi, non c'è stata una sola volta in cui ti ho guardato e non ho avuto i crampi allo stomaco e non ho pensato che sei bellissimo, e che potrei stare ore a guardarti, o a sentirti parlare. Di qualsiasi cosa. Non ti ho mai detto di come mi incanti.

E sono solo scemenze, ma le scemenze ci commuovono sempre un pò.

 

Con te che io voglio riempire i miei giorni

Te che io voglio far veri i miei sogni

Questo viaggio ha porti sicuri, chiari contorni.

 

Ed è proprio vero che a volte i momenti più belli sono quelli più semplici ed inaspettati. Quel dolce imbarazzo iniziale che non passa mai, di quando non sai che dire, non sai come far nascere un bacio, quel bacio, e condividere un panorama su una sdraio troppo piccola per due, tuffi, rincorse, quando mi hai accarezzato i capelli e mi hai lasciato prender fiato perchè senza una parola di più avevi avvertito tutto il mio nervosismo, trovarci sempre d'accordo, divertirci anche nelle situazioni che non fanno per noi, i colpetti di intesa sotto al tavolo, prendermi cura di te in quella camera troppo piccola, e preoccuparmi di darti un bacio che ti bastasse per tutta la notte, insegnarti a nuotare e tu che mi ricambi insegnandomi a parcheggiare. E sembri un bambino che ha appena combinato un pasticcio, e sei così speciale che se lo scrivo troppo spesso ho paura che svanisca. E' bello ridere con te, di te, di me, di noi.

Se rimaniamo insieme nelle diversità
insieme scopriremo la nostra unicità
se noi si resta insieme saremo la continuità
se rimaniamo insieme sarà vera libertà

 

Ti ho mostrato questo lato di me che ancora non avevi visto, ti ho fatto vivere nei miei luoghi, nei miei orari, nelle abitudini che ho se non ci sei tu, e un passo del genere io non l'avevo mai fatto. Non eri mai entrato qui, ma era come se non ci fossi mai uscito. Non riesco a non guardarti, penso che tutte le parole che avrei potuto dirgli per descriverti non sarebbero bastate per fargli capire davvero che uomo sei. E' impossibile non notare i miei occhi, il mio sorriso.

Tornare a casa con te è stato sempre diverso, sempre magico, ho scoperto che persino il mio mondo è sorprendente accanto a te.

 

Troverei energie, le mie ultime risorse le userei per tornare ogni volta da te

o raggiungerti dall'altra parte del mondo

tra i vapori e nebbie di fuliggine

tra milioni di persone e oceani blu china

io sarò là dove sei tu

 

Io non so vestirmi, non so truccarmi, non so valorizzarmi, se mai dovesse esserci in me qualcosa da valorizzare. Non so parlare, sbaglio sempre la connessione tra stato d'animo e tono della voce, mi agito e confondo le parole, a malapena so scrivere. Non vesto in modo appariscente, faccio di tutto per non essere notate, e con buoni risultati. Eppure tu mi dici sopra ogni cosa. Anche se sono isterica, permalosa, polemica da prendermi a sberle, ansiosa da far venire l'orticaria, e testarda. Non c'è di meglio, per te.  Ti ringrazio per avermi stupito, per avermi giurato che è vero. Resto nel buio di una cornetta a crogiolarmi nel pensiero di quanto sono fortunata. E se ti circondavo la schiena con un braccio tanto spesso era solo per far capire al mondo che tu sei mio, e che sei il mio orgoglio.

 

Nella buona sorte e nelle avversità,

nelle gioie e nelle difficoltà

se tu ci sarai

io ci sarò.

 

E allora grazie, Amore mio. Ciò che voglio ora è trovarti in ogni giorno della mia vita. E voglio amarti sotto il cielo nevoso di una Perugia natalizia, e sotto il cielo stracolmo di stelle cadenti di una nuova estate gaetana, voglio amarti persino a Vigo, con i piedi nell'acqua gelida dell'oceano.

 

Giuro ti prometto che io mi impegnerò

io farò di tutto però se il mondo col suo delirio

riuscirà ad entrare e far danni

ti prego dimmi che combatterai insieme a me.

 

Tra pochi giorni ti rivedo, mi spaventa questa serenità, questa smania di rivederti.

Ho paura della voragine che lascerà.

E non so neanche se sperare che il 29 arrivi presto, o sperare che arrivi il più tardi possibile.


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Vuoi svegliarti la mattina, respirare il suo cuscino, fisso sul soffitto dire piano è tutto vero
( giovedì, 16 luglio 2009; 00:14 )

 Crescendo impari che la felicità e' fatta di cose piccole ma preziose...
...e impari che il profumo del caffe' al mattino e' un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.
E impari che la felicità e' fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi, e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverno, e che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.
E impari che l'amore e' fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore, e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.
E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.
E impari che tenere in braccio un bimbo e' una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami...
E impari che c'e' felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c'e' qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.

A volte mi sveglio prima, la mattina, per guardarti.
Sai che vuol dire aprire gli occhi, appena all'alba, e restare a guardarti, attenta a non muovermi troppo perchè inevitabilmente siamo intrecciati e se mi sposto rischio di svegliarti con i miei movimenti goffi e rompere l'incanto.
Restare a guardarti e pensare che è il tuo il viso che vorrei vedere accanto al mio ogni mattina, voglio poterti guardare per tanto tanto tempo ancora.
E poi evitare di commuovermi perchè inevitabilmente dovrei far salire una mano sul viso a raccogliere una lacrima, ma quella mano è poggiata sul tuo petto e non ho mai voglia di lasciare quell'alone tiepido di noi.
Anche quando vivremo chissà dove e saremo solo due umili coltivatori di conchiglie io lo so che ci sarà sempre quel nostro rituale la mattina: il buongiorno, il rigirarci su un fianco contemporaneamente e pesarci addosso, abbracciarci in quelle scomposte posizioni che solo un risveglio sa creare, e poi lasciarmi avvolgere dalle tue braccia e io lo so che ti amerò anche quando non ti sopporterò.
Perchè qualsiasi giornata stia per iniziare, se c'è un tuo bacio ad aspettarmi appena apro gli occhi, allora è degna di essere vissuta.


Ha la barba della notte, i capelli in disordine gli sporcano la fronte. Durante il giorno è sempre a posto. Quel disordine è solo per me, e mi sembra una delle nostri parti migliori, forse la più odorosa e segreta... quella di quando facciamo l'amore e poi ci sediamo nudi e spettinati a guardarci. Eppure quando gli dico che mi ha salvato la vita scuote la testa, diventa rosso, e dice che non è vero.” (M.M)


Sarebbero diecimila volte più belle queste parole se solo riuscissi a sussurrartele guardandoti negli occhi.
Scusami, ma scrivere è il mio modo di sorvegliarmi.
Lo so che pensi, che quando si svelano queste piccole e segrete cose poi rischiano di perdere la loro spontaneità. Ma noi sappiamo non farlo succedere.
Le scrivo in piccolo per sicurezza, così magari passano inosservate.
Lascerò parlare gli sguardi socchiusi, i sorrisi pigri, i baci onirici, le nostre voci accordate tra loro, mentre aspetto una nuova giornata da iniziare insieme.


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forti come una verità
( lunedì, 08 giugno 2009; 17:39 )

moofushi_-mani

Un salto nel passato per ritornare bambine, i nostri luoghi erano a volte confusi a volte così chiari e nitidi nei ricordi e nelle parole da sembrare successi poco tempo fa, e non sei, sette anni fa. La cosa più bella è che noi siamo sempre le stesse, quelle pronte a bagnarsi gli occhi per ridere di gusto e quelle capaci di passare una serata assurdamente bella per la sua semplicità sedute nella penombra di un muretto. Casa, casa.

 


 


Per tutto il tempo che ci è sempre stato negato
che per averlo abbiamo spesso rapinato
per le mie dita nella tua bocca per la tua saliva
per le tue mani
per il mio tempo che nei tuoi occhi è imprigionato
per l'innocenza che cade sempre e solo a lato
per i sussuri mischiati con le nostre grida
ed i silenzi

"E' stata la settimana più bella di sempre, la più bella da quando siamo insieme"

E come darti torto, è stata una settimana densa ed intensa, ci siamo divertiti, abbiamo riso di gusto, abbiamo fatto tutte quelle cose prive di senso che gli amanti fanno, il cielo su Torino era bellissimo e luminoso e sereno visto al tuo fianco, mi sono sentita a mio agio tra la tua famiglia, mi sono sentita a casa...
Sono stati giorni colmi di piccole cose, giorni colmi di premi, ci siamo ritagliati la nostra intimità, in quella camera tutta nostra con quel lettone comodissimo e tutto quel silenzio da riempire di noi, di quelle piccole attenzioni quotidiane che ti rendono la vita migliore, tu che mi aiuti a farmi la piega ai capelli la mattina del matrimonio, le nostre mani una sull'altra e my life is in your hand, le frasi e i tormentoni nostri e basta, la dolcezza nelle tue mani che mi accarezzano i capelli, farti sentire quanto calore c'è, farti sentire quanto colore, quel guardarmi intorno e sognare il mio matrimonio, immaginarne i dettagli, i girasoli, lo strascico, la musica, la scelta dei testimoni, e prenderti in giro quando anche tu ne parli, ma al plurale. Con te acquista un senso persino vedere la tv stretti sotto il lenzuolo, quel Bolero mentre preparo il caffè, restare immobili incastrati nel campo di fuoco che brucia quell'introduzione, le coccole mattutine che appena svegli sono ancora più belle, quello sguardo muto seguito da un bacio mentre in sottofondo Nada canta "Ma questa vita cos'è, se manchi tu", perchè così funziona tra me e te, in un attimo seguiamo lo stesso pensiero e non c'è bisogno di cenni, nè di parole, basta guardarsi e l'incantesimo nasce. perchè ricambi il mio sguardo in un modo che tutte le volte mi toglie il fiato.
E indimenticabile è quel perdere i sensi che ti fa andare fuori di giri, le lotte con il solletico e le risate soffocate, quando mi spieghi mille volte sempre le stesse cose perchè siamo uguali io e te, e tutti e due vogliamo sempre averla vinta e poi prenderti in giro perchè vinci subito tu, ma solo perchè io non ho pazienza e finisco per assecondarti...
A dir la verità è tutto il periodo che è meraviglioso, che forse è davvero il migliore tra quelli che abbiamo diviso finora.
Tu, tu sei la cosa più bella di sempre. E nessuno mi ha mai amata così.

Per il tuo amore che è in tutto ciò che gira intorno
acquista un senso questa città e il suo movimento
fatto di vite vissute piano sullo sfondo
Un altro giorno un'altra ora ed un momento
dentro l'aria sporca il tuo sorriso controvento
il cielo su Torino sembra muoversi al tuo fianco
tu sei come me
Un altro giorno un'altra ora ed un momento
perso nei miei sogni con lo stesso smarrimento
il cielo su Torino sembra ridere al tuo fianco
tu sei come me

Fermi sotto quel cielo, come qualcosa che ti si propone d'incanto senza lacerazioni, senza fatica. Siamo in una felicità fatta di nulla, profonda, inaspettata. Perchè siamo insieme, siamo in due, e ogni tappa sarà superba.

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La città che non ti aspetti, o forse è stata così sorprendente solo perchè l'ho vissuta al tuo fianco, con la smania per le foto, e le mani che si intrecciano, il tuo braccio a cingermi le spalle e tu che vuoi sempre prendere la strada che dici tu, puntualmente diversa da quella che dico io, ma tanto poi portano entrambe allo stesso posto. Capisci, le nostre due strade che inevitabilmente convergono in uno stesso punto, che è la meta del cammino. Quindi le inevitabili discussioni, perchè so che dietro di te ci perderemo per le strade di questa città con piazze e strade e spazi enormi, ed è una cosa che ho imparato fin dalla prima volta. Abbiamo riso quelle risate che non cantano l'allegria, ma la pura e inimitabile felicità.
Cosa fai quando me ne vado? Cosa ti lascio?


Per il tuo corpo altare ed unica dimora
ti sto cercando
per ritrovare tutto il possibile del mondo
ora e dovunque per spingere sempre più a fondo
senza pensare senza timori nè domani
tra queste mani


E così vai via.
Stringo i denti e respiro a fondo. Sai, se è vero che più sali e più ti farai male cadendo ora non ho più paura, perchè so che abbiamo un progetto noi due, un progetto insieme. Ne abbiamo parlato tante volte, per telefono, davanti ad una birra, a bassa voce dentro ad un letto, perchè sotto le coperte si fanno i discorsi migliori, forse complice la magia del buio, forse solo noi due siamo quelli ad essere magici.
Sarà difficile, ci saranno giorni in cui sarà insostenibile, perchè saranno così amari da non finire più, ma sto riempiendo il mio bagaglio di ricordi con granelli di zucchero, con miele selvaggio, il tuo lato del letto tiepido e stropicciato appena ti alzi, le tue mani sulle mie ginocchia mentre guidi e i tuoi occhi su di me e quel ridere per gli stessi motivi, senza bisogno di dirselo, ma capirsi, e frasi e delizie. Saranno come il mio libro preferito, come quelle vecchie pellicole da far scivolare tra le mani, come un vecchio album di foto da riaprire nella penombra di un abat-jour quando non riuscirò a dormire e la notte mi sembrerà troppo buia e solitaria. Dimmelo che solo con me ti torci, solo con me hai il coraggio di morire.
Ma io so quello che voglio e so mantenere un progetto. Mi fai venire voglia di guardarti crescere, sai?Perchè i miei sogni sono più belli se sono stretti tra le mie mani, e se le tue mani stringono poi le mie. Tu che conosci il mio odore, il mio passo e il mio passato, il modo in cui tocco le cose, la voce priva di equilibri, conosci i lati morbidi del mio carattere e quelli ostili, talmente irritabili da diventare indifendibli, conosci le pieghe del mio collo, i miei sbalzi d'umore, il modo in cui mi arriccio i capelli tra le dita, e il modo in cui ti guardo e mi sporgo per un bacio.
Sarà una prova, perchè ogni storia d'amore ha bisogno di prove, sarà un'ulteriore conferma, che ci renderà forti e uniti più che mai. Perchè io lo so che non è la fine, sì che lo so.

Io non mi stanco no
E vengo a cercarti
In un sogno amaranto


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...pesa esattamente come te
( sabato, 23 maggio 2009; 16:12 )

QUINDI CI sono nei tuoi progetti a lungo termine, QUINDI CI saremo ancora in un futuro sognato, QUINDI CI credi anche tu come ci credo io?

E se mi dici sì, mille volte sì, ancora sì, sai una cosa? Oggi ti Amo QUINDICI volte più del normale.


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siamo una squadra
( domenica, 05 aprile 2009; 16:44 )


A fine giornata quando tiriamo le somme, l’unica cosa che vogliamo davvero, è stare vicino a qualcuno. E cosi scegliamo le persone a cui vogliamo stare vicino, e una volta fatta la nostra scelta quelle persone non le lasciamo più, anche se facciamo loro del male. Le persone che sono ancora con te alla fine della giornata, sono quelle che vale la pena tenersi strette… certo a volte la vicinanza può diventare eccessiva …ma a volte quell’invasione dello spazio privato può essere proprio quello di cui abbiamo bisogno. 





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voglio fare con te ciò che la Primavera fa con i ciliegi
( mercoledì, 25 marzo 2009; 23:04 )

Balliamo in questa Primavera 
Non fermarti mai 
Scivola ancora 
Sciogliamo questa neve dura 
Con un bene forte 
Senza dirci una parola 
Io vorrei portarti via 
E vorrei non aspettare piu’
 

Tutto di un tratto minuscoli, soffici, candidi batuffoli di cotone presero a ruzzolare giù dal cielo regalando un po' di magia a chi non ha mai assistito alla loro incantevole danza.
Così ci ha salutato il primo giorno della mia attesa Primavera. Con un manto bianco e il tempo che si è meravigliosamente fermato coccolandoci sul letto sognando una cioccolata calda.
È stata la nevicata che ho sempre immaginato da quando ero bambina e guardavo quei film sulle famiglie che trasmettevano in tv il giorno di Natale, quelli in cui le persone che si vogliono bene si stringono guardando fuori la finestra, e si sentono perfettamente felici.
E sarò prevedibile, e scontata -per te sicuro- ma non può non meritare un post.
Non può perchè mi ha commosso, ed ogni cosa degna di commuovermi merita di essere scritta e non dimenticata. Come quei due robottini dove uno insegna l'amore all'altra, dove uno dona la vita all'altra. Insieme imparano cosa sia l’amore, la musica e la potenza di semplici gesti, imparano la danza di due mani che si sfiorano e si offrono riparo l’un l’altra. Mi ha fatto piangere come una bambina davanti alla sua prima storia d'amore vista al cinema, con i lacrimoni gonfi e pesanti che ho cercato di nasconderti prendendomi in giro, e ancora dopo mi ha commosso guardando i tuoi occhioni e trovando vivida la straziante sensazione della paura di perdersi nelle grida con cui si cercavano, e poi la gioia di riconoscersi.
L’amore può essere un gesto, un suono, una parola. Può essere un profumo, un ricordo, una canzone.
E' stato bellissimo e non c'entra niente il fatto che lo abbia visto abbracciata a te sul letto (o forse un pochino sì)WALLEve

L'amore può essere anche svegliarmi nel tuo letto e la Primavera che si nasconde sotto le coperte con noi, è mangiare un cornetto caldo ancora in pigiama, è restare in macchina a guardare la neve che nel silenzio più assoluto ruota turbolenta nell'aria, è stringerti le mani nel sonno, sono le tue emozioni che mi nutrono e il mio corpo che si addolcisce, è quando si crea quel circuito tra di noi, un dare e ricevere di piacere e di tenerezza. Sono quei piccoli gesti di cui parlavo prima di quando nel silenzio mi baci la testa o mi tieni la mano, e non c'è bisogno di dire altro, di quando facciamo quei piccoli sogni insieme, di quando ci raccontiamo spezzoni di vita passata e poi ci confidiamo e ci rassicuriamo a vicenda, e di quando ci baciamo le labbra in quel modo che è interminatamente nostro e ridicolo e bellissimo e tenero tutto insieme.
Siamo a tredici, e io mai, mai, l'avrei creduto possibile.

Dire che sono felice è un efeumismo. Dire che ti amo, è minimizzare.
Giura che il tempo non ci cambierà.

Non voglio scrivere oltre.
Queste parole imprigionano in uno spazio finito qualcosa che non ha limiti e i miei sentimenti limiti non ne hanno, e mai ne avranno.

Scaldiamo questa Primavera 
Con il fuoco che sei 
Bruciami ancora
 


valzi; ; commenti (1)?



stamattina cercavo qualcosa di te
( giovedì, 12 marzo 2009; 00:32 )

Non mi stanco ancora a stare sotto il sole,
a prenderti la mano a dirti che ti amo

giorno dopo giorno, ora dopo ora
siamo diventati forti come una verità

dove ogni inverno che vivrò ti scalderò.
(che ogni giorno sia un giorno d'amore
e ogni luna una luna di miele)

Mi chiedo se farò mai l'abitudine a questo via vai, a questo lasciarti andare così impotentemente senza poter rincorrere quel treno con i capelli al vento e le guance rosse.
Se farò mai l'abitudine a voltare le spalle e sentire quel lancinante morso nel petto, nella zona che dovrebbe corrispondere al
cuore, e, puntualmente, gli occhi che si fanno lucidi. Giusto per un po'. Poi prepotentemente si fa spazio la felicità accesa e vivida che mi ricorda che anche se non ci sei, tu ci sei.

Non so se farò mai l'abitudine al non essere più in grado di scegliere parole come prima per me e per te e per noi, non sapere mai da dove iniziare, di cosa parlare, cosa mantenere segreto, cosa rendere prezioso.
È da un po' che non scrivo, aprivo e riaprivo questa pagina insistentemente, aspettando la fantasia giusta, il filo giusto da seguire per iniziare un nuovo capitolo.
Mi sono bastati due giorni, due giorni con te, per riacquistare la serenità necessaria. Per scacciare le delusioni, le amarezze che per un motivo o per un altro ho accumulato nell'ultimo mese. La verità è che quei dieci giorni non sono riusciti dove sono riusciti questi ultimi due.
Sono stati i dieci giorni più belli più intensi più veloci di tutta la mia vita. È stata una breve convivenza colorata ed affettuosa, senza farci mancare momenti di nervosismo e di silenzi.
Ho pensato a lungo, nei giorni a seguire, a quel
ventitrèfebbraio. Il nostro primo anniversario.
Avrei voluto fosse stato perfetto, con una mezzanotte perfetta, con le parole perfette e gli sguardi perfetti. Forse mi aspettavo troppo.

23022009186

Dal Bacio Perugina di quel pomeriggio:
amami, perchè, senza te, niente posso, niente sono.
P. Verlaine

È stato perfetto nelle piccole cose, anche se ricacciavo indietro i pensieri cattivi nella testa e facevo risalire su quella lacrima capricciosa. Non volevo piangere se non di gioia. Perchè Siena era bellissima, sotto la pioggia e sotto le ultime luci del giorno, e sembrava brillare solo per noi e io non trovavo le parole per descriverla. Siena, che per un giorno è stata la nostra Firenze.
Il nostro amore immenso che non puoi raccontare, e che da fuori sembrerà normale

Perfetti sono stati i tuoi baci tra le mie lettere, perfetto è stato quel plaid che ci ha nascosto dal mondo per lasciarci abbandonare. Nel freddo, stringerti. Negli anni, stringerti.   E i
l resto lo sappiamo noi due, e c'è stata una notte a telefono a parlare con la voce impastata di dolci lacrime disperate per cercare di spiegarsi ciò che non c'era stato, e perchè non era nato.
Non ho mai provato qualcosa di così bruciante in vita mia.
Ma in quei giorni, nonostante tutto, ho davvero scoperto che è meravigliosa, la vita con te, e che possono esserci incomprensioni, rabbie e gelosie, ma noi restiamo sempre gli stessi, stessa è la reazione chimica che fa la tua pelle a contatto con la mia, stesse sono le vibrazioni del cuore e che nulla, nulla, può intaccare ciò che sentiamo. Anche se a volte si commettono errori, io non sbaglio più, se rischio di perderti.

Non m'importa della luna non mi importa delle stelle
tu per me sei luna e stelle tu sei per me sei sole e cielo
tu per me sei tutto quanto tutto quanto voglio avere.
E dopo dieci giorni vissuti così è impensabile tornare a casa e riuscire a dormire senza averti accanto. Senza poter allungare una mano per accarezzarti, senza le botte di allegria, senza farsi il solletico prima di mettersi sotto le coperte, senza svegliarmi con la stanza satura dell'odore di te.
Quando ami per davvero, non ti basterà il futuro
Vuoi svegliarti la mattina, respirare il suo cuscino

Fisso sul soffitto dire piano
è tutto vero, è tutto vero.

Ma poi sono tornata a casa, ho saziato la tua assenza con le loro presenze, perchè una sera ero lì a chiedermi cosa sarei io senza loro. Senza i loro occhi innamorati, le loro speranze, i sogni e le paure. E so che non sarei nulla, trasparente sarebbe la mia pelle dura, vuoti sarebbero i miei abbracci, incolore i miei sorrisi, sorde le mie parole. Perchè loro sono la musica, il colore, la sostanza e la forza della mia vita.
Loro sono la vita.
Prendiamo il sole che c'è.
Perchè più volte mi hanno chiesto una nuova pagina e mi sto davvero impegnando, perchè so che in parte gliela devo.
So che la devo anche a te, e alle tue parole che mi hanno fatto compagnia nella settimana in cui siamo stati distanti. Perchè sei tornato quello di sempre, o forse non sei mai cambiato, ma sei tornato a dirmi ciò che provavi senza più trattenerti. E forse è stata quella la vera parola
fine
sulle nostre incomprensioni passate. Sono quelle cose che le senti e basta, non c'è molto da dire sono cose che non meritano spiegazioni.
E vedere che prendi il treno e vieni, senza guardare gli impegni, è stata la dimostrazione di ciò. Ne avevamo bisogno, e sono stati quello che mi aspettavo, quello che speravo che fossero.
Amore, fai presto, io non resisto...
se tu non arrivi non esisto.

Ed è inutile che continuo a star qui a blaterare cose sconnesse, in quasi due mesi ne son successe di cose e devo smetterla di provare a comprimerle tutte in un solo intervento, vorrei solo urlare che sono felice di aver ricominciato a scrivere e felice di riaverti come sei.

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Nella luce dorata di una Pisa preprimaverile, di quando la primavera che arriverà la senti sulla pelle, ho riso tanto sotto il sole morente e ti ho stretto a me, per non farti allontanare più.
E i tuoi occhi scrivono una canzone sulla mia pelle.
Una sera passata a ricordare, con le altre. Non ti ho mai parlato di così tante cose, chissà perchè non ti avevo mai raccontato delle mie figuracce, dei miei esami, di ricordi che condivido con loro e che ancora ci fanno ridere.
È così bello sentirti ridere,
vederti prendermi in giro e divertirmi con te.
Sai perchè non te ne avevo mai parlato? Perchè per me
tu c'eri, tu tutte quelle cose le dovresti sapere già perchè te le ho mostrate in chissà quale momento, perchè donandomi a te ti ho donato tutti i ricordi, tutte le esperienze e le risate e le lacrime e mi sembrava così assurdo che tu non avessi mai sentito quelle battute, quegli episodi. Tu eri con me
nell'ostello scalcinato di Frontignan, nella casetta ponzese e nella 601 di Barcellona, eri con me sopra la Torre Eiffel e sotto la pioggia berlinese. Eri con me tra i banchi di scuola e nelle righe di un compito in classe, eri con me nelle prove d'orchestra e nelle giornate di spiaggia. Eri con me nei miei migliaia di posti diversi, in migliaia di situazioni con tutti quei piccoli particolari che poi ci restano impressi in mente.
C'eri molto prima che ci conoscessimo per davvero. Ed è per questo che è bastato solo riconoscersi.

In un momento solo conoscerti, amarti
e già sapere che devi andare via
che devi andare via lontano.


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( venerdì, 23 gennaio 2009; 21:15 )

E voglio giocare a nascondino e darti i miei vestiti e dirti che mi piacciono le tue scarpe e sedermi sugli scalini mentre fai il bagno e massaggiarti il collo e baciarti i piedi e tenerti la mano e andare a cena fuori e non farci caso se mangi dal mio piatto e incontrarti da Rudy e parlare della giornata e battere a macchina le tue lettere e portare le tue scatole e ridere della tua paranoia e darti nastri che non ascolti e guardare film bellissimi e guardare film orribili e lamentarmi della radio e fotografarti mentre dormi e svegliarmi per portarti caffè brioches e ciambella e andare da Florent e bere caffè a mezzanotte e farmi rubare tutte le sigarette e non trovare mai un fiammifero e dirti quali programmi ho visto in tv la notte prima e portarti a far vedere l’occhio e non ridere delle tue barzellette e desiderarti di mattina ma lasciarti dormire ancora un po’ e baciarti la schiena e carezzarti la pelle e dirti quanto amo i tuoi capelli i tuoi occhi le tue labbra il tuo collo e sedermi a fumare sulle scale finché il tuo vicino non torna a casa e sedermi a fumare sulle scale finché tu non torni a casa e preoccuparmi se fai tardi e meravigliarmi se torni presto e portarti girasoli e andare alla tua festa e ballare fino a diventare nero e essere mortificato quando sbaglio e felice quando mi perdoni e guardare le tue foto e desiderare di averti sempre conosciuta e sentire la tua voce nell’orecchio e sentire la tua pelle sulla mia pelle e spaventarmi quando sei arrabbiata e hai un occhio che è diventato rosso e l’altro blu e i capelli tutti a sinistra e la faccia orientale e dirti che sei splendida e abbracciarti se sei angosciata e stringerti se stai male e aver voglia di te se sento il tuo odore e darti fastidio quando ti tocco e lamentarmi quando sono con te e lamentarmi quando non sono con te e sbavare dietro ai tuoi seni e coprirti la notte e avere freddo quando prendi tutta la coperta e caldo quando non lo fai e sciogliermi quando sorridi e dissolvermi quando ridi e non capire perché credi che ti rifiuti visto che non ti rifiuto e domandarmi come hai fatto a pensare che ti avessi rifiutato e chiedermi chi sei ma accettarti chiunque tu sia e raccontarti dell’angelo dell’albero il bambino della foresta incantata che attraversò volando gli oceani per amor tuo e scrivere poesie per te e chiedermi perché non mi credi e provare un sentimento così profondo da non trovare le parole per esprimerlo e aver voglia di comperarti un gattino di cui diventerei subito geloso perché riceverebbe più attenzioni di me e tenerti a letto quando devi andare via e piangere come un bambino quando te ne vai e schiacciare gli scarafaggi e comprarti regali che non vuoi e riportarmeli via e chiederti di sposarmi e dopo che mi hai detto ancora una volta di no continuare a chiedertelo perché anche se credi che non lo voglia davvero io lo voglio veramente sin dalla prima volta che te l’ho chiesto e andare in giro per la città pensando che è vuota senza di te e volere quello che vuoi tu e pensare che mi sto perdendo ma sapere che con te sono al sicuro e raccontarti il peggio di me e cercare di darti il meglio perché è questo che meriti e rispondere alle tue domande anche quando potrei non farlo e cercare di essere onesto perché so che preferisci così e sapere che è finita ma restare ancora dieci minuti prima che tu mi cacci per sempre dalla tua vita e dimenticare chi sono e cercare di esserti vicino perché è bello imparare a conoscerti e ne vale di sicuro la pena e parlarti in un pessimo tedesco e in un ebraico ancora peggiore e far l’amore con te alle tre di mattina e non so come non so come non so come comunicarti qualcosa dell’assoluto eterno indomabile incondizionato inarrestabile irrazionale razionalissimo costante infinito amore che ho per te.

(A volte penso che sarebbe bello tornare bambini, quando bastava guardarsi, promettersi di non litigre più, intrecciare i mignoli e canticchiare una filastrocca per far pace, e poi, sul serio, non litigare più.)


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niente ci può sciogliere, ancora i tuoi sospiri le notti a ridere
( sabato, 10 gennaio 2009; 13:32 )

A volte succede qualcosa di dolce e fatale, come svegliarsi e trovare la neve, o come quel giorno che lei mi sorrise, ma senza voltarsi e fuggire. Vederla venirmi vicino fu quasi morire:
trovare per caso il destino e non sapere che dire.

 

 

Il 2009 non poteva iniziare nel modo migliore.

Giuro, non avrei potuto chiedere di più, perché più di quello che ho avuto, dubito esista.

Più di questo amore, dubito esista qualcosa.

Non so da dove iniziare, forse dovrei iniziare dai ringraziamenti, dalla fine.

Forse è la cosa più semplice, ma è anche la più importante da fare.

E allora grazie per le rose, per la neve, per le rose nella neve, grazie per quel libro di poesie di carta, grazie per aver fatto diventare attimi sparsi della nostra storia piccole poesie e piè di pagina.

Grazie per quel viale di abeti con i rami pesanti e stanchi sotto il carico della neve e per quell’atmosfera irreale.

 

 31122008156

Forse è stato in questo momento che ho iniziato a credere veramente che non te ne saresti andato mai.

Era come se per la prima volta i miei piedi affondassero in quella glassa candida e morbida e sotto l’accecante colore della neve ho riconosciuto i prati e le distese che nei miei ricordi estivi sono la scenografia ad una giovane storia.

Grazie per tutti quei pacchetti, ma il dono più bello me l’hai già fatto tempo fa.

Trovandomi.

Ti sento e parlo di profumo, t'infili in un pensiero e non lo molli mai. 

Grazie per quel panorama da smettere di respirare: Perugia che si srotola nella notte in quell’atmosfera fiabesca tra dorato e blu notte.

Grazie per i sogni rinchiusi nelle braccia tue, addormentarmi cullata dal suono della tua voce mentre legge un libro è una delle cose più semplicemente belle che mi siano mai capitate.

Ti sento passarmi nella schiena.

Quante volte quel cielo ci ha visti arrivare, partire, scaricare bagagli, sorridere, abbracciarci, piangere e arrossire. Eppure bello come quella notte non l’avevo mai visto. Senza le luci della città, torna la confidenza delle stelle, in quel silenzio irreale che se sei solo riesce quasi a diventare assordante, fa quasi paura. È al tempo stesso dannatamente buio e denso di luce dimenticata.

Ma nel condividerlo con te non può che rivelarsi magia. E persino quella stella cadente birichina e ribelle, messa lì, nell’ultima notte dell’anno, non può non essere un segno.

E anche la prima canzone dell’anno ascoltata alla radio, non può non essere stata un segno.

Mentre qui manchi tu.

Grazie per la capacità che hai di farmi ridere, grazie perché in quel bar pieno di gente stramba per qualche minuto mi hai fatto dimenticare la partenza opprimente.

Perché con te amarsi si traduce in un intreccio di intesa e di follia.

E ti amo ti amo davvero, e ti amo ti amo lo giuro.

Grazie perché hai sempre la risposta giusta, perché mi dici le parole che solo nei sogni ho osato immaginare dettate da labbra sconosciute.

Ora so che forma hanno quelle labbra, ne so anche il sapore, ne conosco il coraggio e la semplicità disarmante con cui mi raccontano favole.

E sentire i tuoi passi che arrivano, il ticchettare del tuo buonumore, quando aprivi la porta il sorriso ogni volta mi entrava nel cuore.

Ho una voglia di viverti che non mi è mai appartenuta, voglia di viaggiare e poi restare senza altri pensieri che non quelli relativi a te.

Sarebbe più semplice poi risalire sul treno, perché quell’eterna partenza, alla lunga, spezza veramente il cuore.

Sarebbe più semplice vederti splendere come una goccia di sole e assecondare con te le contrarietà di questa vita che semplice non lo è stata mai.

E nei giorni di pioggia potrei regalarti la luce del sole che brilla.

E poi nel silenzio abbassare gli occhi cercando nuovi angoli da baciare.
Mi sembra di amarti con quell’ansia tipica dei sedici anni, di quando hai ancora il cuore inesperto e nessun livido sulla pelle.

"Eppure ci sono momenti nella vita che varrebbe la pena spendere mondi interi per acquistarli, momenti così carichi, così densi di emozioni che in qualche modo diventano senza tempo"

E infatti ci sono mille altre cose che mi andrebbe di dirti, che ovviamente ho già scritto e che non ho riportato perché questo posto mi inizia ad andare stretto e proprio non riesco a scrivere cose che meriterebbero una certa luce e certi sguardi che conosciamo bene. A volte le parole nero su bianco risultano asettiche, senza calore. Preferisco non correre il rischio e colorare quei caratteri con la mia voce.

 

 

Con tutto il sangue andato a male, e poi di colpo questo andarsi bene, un solo sole che forse basterà.
Con tutto il sangue andato a male, e poi di colpo questo andare insieme, in una vita che forse basterà.
Questo andarsi bene qua.


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« Senza spiegare nulla, senza dirti dove ci sarà sempre un mare che ti chiamerà »
« Vieni un po' qua, fammi sentire il mare al centro di questa città. »


ti sento
una ragazza distratta, assorta nei suoi pensieri, i capelli sulle spalle, un po di matita nera sotto gli occhi, l'ipod nelle orecchie e parole che hanno voglia di uscire. malinconica come i ricordi che scappano via,romantica come una lettera d'amore, sognatrice come una nuvola, permalosa che pensa e ripensa alle piccole frasi,complicata come un compito di matematica, trasparente come il cielo d'estate, scostante come la pigrizia, ingenua come una bambina, fragile come un fiore, imprevedibile come i temporali estivi,sbadata come una cosa dimenticata, apatica come un pomeriggio senza fare nulla, lunatica come le maree, sensibile come la corda più acuta di un violino, irruenta come un'onda, incapace a mettere via le cose, le belle cose

questa è la mia vita
scrivere.le mie sorelline.la spiaggia d'inverno quando è bel tempo.i pomeriggi coccolosi.i miei ricordi.le foto.le poesie.le serate fino a tardi a chiacchierare.il mio cuscino di Nemo.il rumore delle onde del mare quando è buio.i baci sulla pancia. fare le valigie. tormare a casa. il thè caldo di pomeriggio.il mare.i girasoli. Il verde.le stelle cadenti. la luna piena.i ciliegi. il profumo della pioggia estiva. i fogli bianchi da riempire. poter esprimere un desiderio. la primavera.chi sa farmi arrossire. capirsi con uno sguardo. gli abbracci forti.la mia musica. le piccole cose sussurate. l'arno con il cielo terso. gli attimi indimenticabili. le canzoni smezzate. tenere x mano qualcuno.la mia malinconia.chi sa parlare stando in silenzio. le notti infinite. dormire abbracciando un sogno.

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