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( lunedì, 08 giugno 2009; 17:39 )
Un salto nel passato per ritornare bambine, i nostri luoghi erano a volte confusi a volte così chiari e nitidi nei ricordi e nelle parole da sembrare successi poco tempo fa, e non sei, sette anni fa. La cosa più bella è che noi siamo sempre le stesse, quelle pronte a bagnarsi gli occhi per ridere di gusto e quelle capaci di passare una serata assurdamente bella per la sua semplicità sedute nella penombra di un muretto. Casa, casa.
"E' stata la settimana più bella di sempre, la più bella da quando siamo insieme" E come darti torto, è stata una settimana densa ed intensa, ci siamo divertiti, abbiamo riso di gusto, abbiamo fatto tutte quelle cose prive di senso che gli amanti fanno, il cielo su Torino era bellissimo e luminoso e sereno visto al tuo fianco, mi sono sentita a mio agio tra la tua famiglia, mi sono sentita a casa... Per il tuo amore che è in tutto ciò che gira intorno Fermi sotto quel cielo, come qualcosa che ti si propone d'incanto senza lacerazioni, senza fatica. Siamo in una felicità fatta di nulla, profonda, inaspettata. Perchè siamo insieme, siamo in due, e ogni tappa sarà superba.
Per il tuo corpo altare ed unica dimora
E così vai via. Io non mi stanco no valzi; ; commenti (2)? ![]() ( sabato, 23 maggio 2009; 16:12 )
QUINDI CI sono nei tuoi progetti a lungo termine, QUINDI CI saremo ancora in un futuro sognato, QUINDI CI credi anche tu come ci credo io? E se mi dici sì, mille volte sì, ancora sì, sai una cosa? Oggi ti Amo QUINDICI volte più del normale. valzi; ; commenti ? ![]() ( domenica, 05 aprile 2009; 16:44 )
A fine giornata quando tiriamo le somme, l’unica cosa che vogliamo davvero, è stare vicino a qualcuno. E cosi scegliamo le persone a cui vogliamo stare vicino, e una volta fatta la nostra scelta quelle persone non le lasciamo più, anche se facciamo loro del male. Le persone che sono ancora con te alla fine della giornata, sono quelle che vale la pena tenersi strette… certo a volte la vicinanza può diventare eccessiva …ma a volte quell’invasione dello spazio privato può essere proprio quello di cui abbiamo bisogno.
valzi; ; commenti (1)? ![]() ( mercoledì, 25 marzo 2009; 23:04 )
Balliamo in questa Primavera Tutto di un tratto minuscoli, soffici, candidi batuffoli di cotone presero a ruzzolare giù dal cielo regalando un po' di magia a chi non ha mai assistito alla loro incantevole danza. L'amore può essere anche svegliarmi nel tuo letto e la Primavera che si nasconde sotto le coperte con noi, è mangiare un cornetto caldo ancora in pigiama, è restare in macchina a guardare la neve che nel silenzio più assoluto ruota turbolenta nell'aria, è stringerti le mani nel sonno, sono le tue emozioni che mi nutrono e il mio corpo che si addolcisce, è quando si crea quel circuito tra di noi, un dare e ricevere di piacere e di tenerezza. Sono quei piccoli gesti di cui parlavo prima di quando nel silenzio mi baci la testa o mi tieni la mano, e non c'è bisogno di dire altro, di quando facciamo quei piccoli sogni insieme, di quando ci raccontiamo spezzoni di vita passata e poi ci confidiamo e ci rassicuriamo a vicenda, e di quando ci baciamo le labbra in quel modo che è interminatamente nostro e ridicolo e bellissimo e tenero tutto insieme. Dire che sono felice è un efeumismo. Dire che ti amo, è minimizzare. Non voglio scrivere oltre. Scaldiamo questa Primavera valzi; ; commenti (1)? ![]() ( giovedì, 12 marzo 2009; 00:32 )
Non mi stanco ancora a stare sotto il sole, giorno dopo giorno, ora dopo ora dove ogni inverno che vivrò ti scalderò. Mi chiedo se farò mai l'abitudine a questo via vai, a questo lasciarti andare così impotentemente senza poter rincorrere quel treno con i capelli al vento e le guance rosse.
amami, perchè, senza te, niente posso, niente sono. P. Verlaine È stato perfetto nelle piccole cose, anche se ricacciavo indietro i pensieri cattivi nella testa e facevo risalire su quella lacrima capricciosa. Non volevo piangere se non di gioia. Perchè Siena era bellissima, sotto la pioggia e sotto le ultime luci del giorno, e sembrava brillare solo per noi e io non trovavo le parole per descriverla. Siena, che per un giorno è stata la nostra Firenze. Il nostro amore immenso che non puoi raccontare, e che da fuori sembrerà normale Perfetti sono stati i tuoi baci tra le mie lettere, perfetto è stato quel plaid che ci ha nascosto dal mondo per lasciarci abbandonare. Nel freddo, stringerti. Negli anni, stringerti. E il resto lo sappiamo noi due, e c'è stata una notte a telefono a parlare con la voce impastata di dolci lacrime disperate per cercare di spiegarsi ciò che non c'era stato, e perchè non era nato. Non ho mai provato qualcosa di così bruciante in vita mia. Ma in quei giorni, nonostante tutto, ho davvero scoperto che è meravigliosa, la vita con te, e che possono esserci incomprensioni, rabbie e gelosie, ma noi restiamo sempre gli stessi, stessa è la reazione chimica che fa la tua pelle a contatto con la mia, stesse sono le vibrazioni del cuore e che nulla, nulla, può intaccare ciò che sentiamo. Anche se a volte si commettono errori, io non sbaglio più, se rischio di perderti. Non m'importa della luna non mi importa delle stelle tu per me sei luna e stelle tu sei per me sei sole e cielo tu per me sei tutto quanto tutto quanto voglio avere. E dopo dieci giorni vissuti così è impensabile tornare a casa e riuscire a dormire senza averti accanto. Senza poter allungare una mano per accarezzarti, senza le botte di allegria, senza farsi il solletico prima di mettersi sotto le coperte, senza svegliarmi con la stanza satura dell'odore di te. Quando ami per davvero, non ti basterà il futuro Vuoi svegliarti la mattina, respirare il suo cuscino Fisso sul soffitto dire piano è tutto vero, è tutto vero. Ma poi sono tornata a casa, ho saziato la tua assenza con le loro presenze, perchè una sera ero lì a chiedermi cosa sarei io senza loro. Senza i loro occhi innamorati, le loro speranze, i sogni e le paure. E so che non sarei nulla, trasparente sarebbe la mia pelle dura, vuoti sarebbero i miei abbracci, incolore i miei sorrisi, sorde le mie parole. Perchè loro sono la musica, il colore, la sostanza e la forza della mia vita. Loro sono la vita. Prendiamo il sole che c'è. Perchè più volte mi hanno chiesto una nuova pagina e mi sto davvero impegnando, perchè so che in parte gliela devo. So che la devo anche a te, e alle tue parole che mi hanno fatto compagnia nella settimana in cui siamo stati distanti. Perchè sei tornato quello di sempre, o forse non sei mai cambiato, ma sei tornato a dirmi ciò che provavi senza più trattenerti. E forse è stata quella la vera parola fine sulle nostre incomprensioni passate. Sono quelle cose che le senti e basta, non c'è molto da dire sono cose che non meritano spiegazioni. E vedere che prendi il treno e vieni, senza guardare gli impegni, è stata la dimostrazione di ciò. Ne avevamo bisogno, e sono stati quello che mi aspettavo, quello che speravo che fossero. Amore, fai presto, io non resisto... se tu non arrivi non esisto. Ed è inutile che continuo a star qui a blaterare cose sconnesse, in quasi due mesi ne son successe di cose e devo smetterla di provare a comprimerle tutte in un solo intervento, vorrei solo urlare che sono felice di aver ricominciato a scrivere e felice di riaverti come sei.
valzi; ; commenti (5)? ![]() ( venerdì, 23 gennaio 2009; 21:15 )
E voglio giocare a nascondino e darti i miei vestiti e dirti che mi piacciono le tue scarpe e sedermi sugli scalini mentre fai il bagno e massaggiarti il collo e baciarti i piedi e tenerti la mano e andare a cena fuori e non farci caso se mangi dal mio piatto e incontrarti da Rudy e parlare della giornata e battere a macchina le tue lettere e portare le tue scatole e ridere della tua paranoia e darti nastri che non ascolti e guardare film bellissimi e guardare film orribili e lamentarmi della radio e fotografarti mentre dormi e svegliarmi per portarti caffè brioches e ciambella e andare da Florent e bere caffè a mezzanotte e farmi rubare tutte le sigarette e non trovare mai un fiammifero e dirti quali programmi ho visto in tv la notte prima e portarti a far vedere l’occhio e non ridere delle tue barzellette e desiderarti di mattina ma lasciarti dormire ancora un po’ e baciarti la schiena e carezzarti la pelle e dirti quanto amo i tuoi capelli i tuoi occhi le tue labbra il tuo collo e sedermi a fumare sulle scale finché il tuo vicino non torna a casa e sedermi a fumare sulle scale finché tu non torni a casa e preoccuparmi se fai tardi e meravigliarmi se torni presto e portarti girasoli e andare alla tua festa e ballare fino a diventare nero e essere mortificato quando sbaglio e felice quando mi perdoni e guardare le tue foto e desiderare di averti sempre conosciuta e sentire la tua voce nell’orecchio e sentire la tua pelle sulla mia pelle e spaventarmi quando sei arrabbiata e hai un occhio che è diventato rosso e l’altro blu e i capelli tutti a sinistra e la faccia orientale e dirti che sei splendida e abbracciarti se sei angosciata e stringerti se stai male e aver voglia di te se sento il tuo odore e darti fastidio quando ti tocco e lamentarmi quando sono con te e lamentarmi quando non sono con te e sbavare dietro ai tuoi seni e coprirti la notte e avere freddo quando prendi tutta la coperta e caldo quando non lo fai e sciogliermi quando sorridi e dissolvermi quando ridi e non capire perché credi che ti rifiuti visto che non ti rifiuto e domandarmi come hai fatto a pensare che ti avessi rifiutato e chiedermi chi sei ma accettarti chiunque tu sia e raccontarti dell’angelo dell’albero il bambino della foresta incantata che attraversò volando gli oceani per amor tuo e scrivere poesie per te e chiedermi perché non mi credi e provare un sentimento così profondo da non trovare le parole per esprimerlo e aver voglia di comperarti un gattino di cui diventerei subito geloso perché riceverebbe più attenzioni di me e tenerti a letto quando devi andare via e piangere come un bambino quando te ne vai e schiacciare gli scarafaggi e comprarti regali che non vuoi e riportarmeli via e chiederti di sposarmi e dopo che mi hai detto ancora una volta di no continuare a chiedertelo perché anche se credi che non lo voglia davvero io lo voglio veramente sin dalla prima volta che te l’ho chiesto e andare in giro per la città pensando che è vuota senza di te e volere quello che vuoi tu e pensare che mi sto perdendo ma sapere che con te sono al sicuro e raccontarti il peggio di me e cercare di darti il meglio perché è questo che meriti e rispondere alle tue domande anche quando potrei non farlo e cercare di essere onesto perché so che preferisci così e sapere che è finita ma restare ancora dieci minuti prima che tu mi cacci per sempre dalla tua vita e dimenticare chi sono e cercare di esserti vicino perché è bello imparare a conoscerti e ne vale di sicuro la pena e parlarti in un pessimo tedesco e in un ebraico ancora peggiore e far l’amore con te alle tre di mattina e non so come non so come non so come comunicarti qualcosa dell’assoluto eterno indomabile incondizionato inarrestabile irrazionale razionalissimo costante infinito amore che ho per te. (A volte penso che sarebbe bello tornare bambini, quando bastava guardarsi, promettersi di non litigre più, intrecciare i mignoli e canticchiare una filastrocca per far pace, e poi, sul serio, non litigare più.) valzi; ; commenti (3)? ![]() ( sabato, 10 gennaio 2009; 13:32 )
A volte succede qualcosa di dolce e fatale, come svegliarsi e trovare la neve, o come quel giorno che lei mi sorrise, ma senza voltarsi e fuggire. Vederla venirmi vicino fu quasi morire: Il 2009 non poteva iniziare nel modo migliore. Giuro, non avrei potuto chiedere di più, perché più di quello che ho avuto, dubito esista. Più di questo amore, dubito esista qualcosa. Non so da dove iniziare, forse dovrei iniziare dai ringraziamenti, dalla fine. Forse è la cosa più semplice, ma è anche la più importante da fare. E allora grazie per le rose, per la neve, per le rose nella neve, grazie per quel libro di poesie di carta, grazie per aver fatto diventare attimi sparsi della nostra storia piccole poesie e piè di pagina. Grazie per quel viale di abeti con i rami pesanti e stanchi sotto il carico della neve e per quell’atmosfera irreale.
Forse è stato in questo momento che ho iniziato a credere veramente che non te ne saresti andato mai. Era come se per la prima volta i miei piedi affondassero in quella glassa candida e morbida e sotto l’accecante colore della neve ho riconosciuto i prati e le distese che nei miei ricordi estivi sono la scenografia ad una giovane storia. Grazie per tutti quei pacchetti, ma il dono più bello me l’hai già fatto tempo fa. Trovandomi. Ti sento e parlo di profumo, t'infili in un pensiero e non lo molli mai. Grazie per quel panorama da smettere di respirare: Perugia che si srotola nella notte in quell’atmosfera fiabesca tra dorato e blu notte. Grazie per i sogni rinchiusi nelle braccia tue, addormentarmi cullata dal suono della tua voce mentre legge un libro è una delle cose più semplicemente belle che mi siano mai capitate. Ti sento passarmi nella schiena. Quante volte quel cielo ci ha visti arrivare, partire, scaricare bagagli, sorridere, abbracciarci, piangere e arrossire. Eppure bello come quella notte non l’avevo mai visto. Senza le luci della città, torna la confidenza delle stelle, in quel silenzio irreale che se sei solo riesce quasi a diventare assordante, fa quasi paura. È al tempo stesso dannatamente buio e denso di luce dimenticata. Ma nel condividerlo con te non può che rivelarsi magia. E persino quella stella cadente birichina e ribelle, messa lì, nell’ultima notte dell’anno, non può non essere un segno. E anche la prima canzone dell’anno ascoltata alla radio, non può non essere stata un segno. Mentre qui manchi tu. Grazie per la capacità che hai di farmi ridere, grazie perché in quel bar pieno di gente stramba per qualche minuto mi hai fatto dimenticare la partenza opprimente. Perché con te amarsi si traduce in un intreccio di intesa e di follia. E ti amo ti amo davvero, e ti amo ti amo lo giuro. Grazie perché hai sempre la risposta giusta, perché mi dici le parole che solo nei sogni ho osato immaginare dettate da labbra sconosciute. Ora so che forma hanno quelle labbra, ne so anche il sapore, ne conosco il coraggio e la semplicità disarmante con cui mi raccontano favole. E sentire i tuoi passi che arrivano, il ticchettare del tuo buonumore, quando aprivi la porta il sorriso ogni volta mi entrava nel cuore. Ho una voglia di viverti che non mi è mai appartenuta, voglia di viaggiare e poi restare senza altri pensieri che non quelli relativi a te. Sarebbe più semplice poi risalire sul treno, perché quell’eterna partenza, alla lunga, spezza veramente il cuore. Sarebbe più semplice vederti splendere come una goccia di sole e assecondare con te le contrarietà di questa vita che semplice non lo è stata mai. E nei giorni di pioggia potrei regalarti la luce del sole che brilla. E poi nel silenzio abbassare gli occhi cercando nuovi angoli da baciare. "Eppure ci sono momenti nella vita che varrebbe la pena spendere mondi interi per acquistarli, momenti così carichi, così densi di emozioni che in qualche modo diventano senza tempo" E infatti ci sono mille altre cose che mi andrebbe di dirti, che ovviamente ho già scritto e che non ho riportato perché questo posto mi inizia ad andare stretto e proprio non riesco a scrivere cose che meriterebbero una certa luce e certi sguardi che conosciamo bene. A volte le parole nero su bianco risultano asettiche, senza calore. Preferisco non correre il rischio e colorare quei caratteri con la mia voce. Con tutto il sangue andato a male, e poi di colpo questo andarsi bene, un solo sole che forse basterà. valzi; ; commenti (2)? ![]() ( sabato, 27 dicembre 2008; 21:36 )
Il più bello dei nostri mari Natale è già finito. È arrivato, tra i profumi delle candele e dei dolci fatti in casa, del cioccolato sciolto e delle frittelle immerse nello zucchero. E poi è passato, divorato dall’ansia dell’ “è Natale, dobbiamo per forza far qualcosa”. Poi in fondo non è stato niente di speciale. Lo immaginavo diverso, forse migliore, ma non potevo pretendere altro. Forse è stata solo l’assenza di qualcuno. Forse è che questo posto mi sta stretto. Non ci sarà quest’anno una lista di fineanno, forse perché è stato un anno molto più lineare, sereno e rassicurante. Basti dire che ho pianto di meno per dolore e molto, molto di più per la felicità. Basti dire che ho sorriso più spesso e urlato di meno, e che il cielo finalmente è diventato pieno. Ci sono date che non dimenticherò mai, perché mi hanno cambiato la vita, ci sono panorami che non ridipingerò mai, perché mi hanno colorato l’anima, e ci sono canzoni che mi sono talmente entrate dentro che quelle parole son diventate mie. Ho scritto di meno, perché si sa che quando metti tutto in ordine non hai più nulla da analizzare e sistemare. Semplicemente quest’anno ogni cosa ha preso il proprio posto. Persino io ho trovato il mio. Ho viaggiato di meno verso casa, ho viaggiato molto verso le sue braccia. Mi sono lasciata andare e mi è andata bene. Ho rischiato e mi è andata molto più che bene. Ho lottato, e ho vinto. Io ho creduto quando nessuno ci avrebbe mai scommesso un centesimo, e son diventata ricca. Ho avuto Lui, il punto cardine di quest’anno. Il punto di riferimento. Il motivo, la ragione. La mia più dolce caduta. E tutto improvvisamente aveva i colori più vivaci. Tutto il caos e le stranezze del mondo hanno acquistato un senso semplicemente perché c’è lui. In ogni cosa lui. Mi sono sentita come se tutto il pianeta fosse sotto la mia pianta dei piedi. L’anno è iniziato con una sua telefonata e finirà con la sua presenza. Mi sono sentita per la prima volta un corpo solo con un’altra persona. Ho visto luoghi diversi e li ho amati, ho sentito odori diversi e li ho chiamati casa. Il mio treno ha viaggiato per valli, distese verdi, palazzi, campi di girasoli, ha superato fiumi e circondato laghi. E il sole mi è entrato dentro. Mi sono ricreduta su diverse cose, ho riacquistato fiducia, ho avuto diverse soddisfazioni. Ho condiviso di tutto. Sto imparando a conoscermi, e ho capito di non sopportare la mia parte intollerante e resto quella alla ricerca costante di certezze. Non mi sono mai sentita sola e ho cercato di vincere una per una tutte le mie paure, ci sono solo dei giorni sbagliati in cui tornano a galla, ma poi ci sei tu che mi getti una fune per volare più in alto. Sono cresciuta e a tratti son stata bambina. Perché è quello che ti fa l’amore, ti rende bambino. Ho riso in faccia ad una strada di asfalto mettendole di fronte ciò che avevamo costruito e che nulla, nulla, può intaccare. Ho avuto un’estate splendida, per le brevi fughe che mi sono concessa, per il mare nero condiviso, per i segreti spartiti, per quell’entrare nella vita di un altro che te lo senti sotto la pelle, come se tante cose fossero capitate direttamente a te. Ho vissuto Pisa nel pieno del movimento studentesco, l’ho vista ridente e meravigliosa sotto il sole di ottobre e ho cercato di viverla fino all’ultima goccia di quell’Arno che sembrava potesse inondare il mio cuore. Ho conosciuto delle persone splendide, e ho rinforzato le amicizie del primo anno. Noi siamo state testimoni in ogni nuovo incontro di una nuova saldatura, nonostante oggi ci somigliamo sempre meno, nonostante abbiamo vite sempre più diverse, c’è sempre qualcosa che resta in comune a tutte: il nostro legame e la sua straordinaria forza. Non credo ci sia molto altro da dire in proposito, basta leggere i nostri sguardi. Ho compiuto venti anni, ed è stata una notte meravigliosa. Ho ringraziato tante volte in silenzio, di notte, per tutti questi miracoli, ho chiesto tante volte, in silenzio, di notte, una manciata di serenità da regalare a certe persone. E a tratti ho vinto anche in questo, capendo che sono stessa io a poterla regalare, la serenità. E a volte è bastato fare un biglietto e correre dietro un treno. E poi ci sono state un milione, un miliardo, di altre cose. Che però voglio tenere segrete, che tanto son ben sicura che dimenticarle non è possibile. Sono felice. Questo conta. Il modo in cui l’ho raggiunta è un segreto alla portata di tutti. Oggi, sono una donna felice. E felicità è stata la parola chiave di questo duemilaotto. Anche oggi, ringrazio chi ha reso possibile tutto questo. Ora so quanto è bello ciò che aspettavo un anno fa. Quest’anno per me il Natale inizierà in ritardo, inizierà lunedì mattina, e la prima alba dell’anno sarà luminosa come non mai, con una promessa di dolcezza che odora di petali di rosa e di allegria frizzante come bollicine di spumante. valzi; ; commenti (11)? ![]() ( lunedì, 22 dicembre 2008; 18:59 )
"L’amore più grande lascia senza parole" valzi; ; commenti ? ![]() ( sabato, 13 dicembre 2008; 16:38 )
Ridiamo come le montagne non appena gli voltiamo le spalle, ogni volta che sono sicure che nessuno le veda.
valzi; ; commenti ? ![]() ( mercoledì, 03 dicembre 2008; 19:12 )
Voglio farti un regalo Vorrei mi facessi un regalo L’amore dato amore preso amore mai reso Ho pianto. L’ho fatto per la gioia, per l’emozione, per la casa vuota, per l’assenza improvvisa, per lui, per loro. E’ stata una giornata meravigliosa. Dal primo minuto all’ultimo. È iniziata con la sua voce, è finita con le loro. È iniziata con un suo bacio, è finita con i loro. È iniziata con le sue parole, è finita con le loro. È stato il compleanno più bello che potessi chiedere, sappiatelo. Fin da quando ero piccola, una volta finita la festa, che fosse il duedicembre, o il Natale, avrei voluto dormire con i regali che mi erano stati fatti. È sempre stata una mania tra le tante che ho. Ovviamente molto raramente è stato possibile, ma mi è sempre rimasto questo pallino non concretizzato. E invece per questi venti anni è stato proprio così. Ho dormito con lui prima, ho dormito con loro dopo. Ed è stato questo forse il regalo più grande. Siete voi il regalo mio più grande, il regalo di sempre. Il mio regalo è stato girare l’angolo e trovare quegli occhi che mi stavano aspettando, è stata una notte di grandine e tuoni, il vapore dell’acqua calda, e il mondo chiuso fuori. Tutto il mondo chiuso fuori. Dopo tante notti piovose e solitarie trascorse immaginando di non esserlo, il mio regalo è stato il nostro abbraccio durato fino all’alba. Eravamo insieme, tutto il resto del mondo l'ho scordato [W. Withman] Il mio regalo sono stati i suoi occhi al risveglio, e nei tuoi occhi io mi salverò, è stata la neve sul ciondolo, è stato l’Arno che sembra mare per quanto si è alzato di livello, è stato quell’aspettare la mezzanotte tra una bottiglia di spumante, ed io non ne avevo mai aperta una, ed i bottoni delle camicie, il mio regalo è stato il corallo e le bollicine. Trecento di questi giorni. Spero che siano proprio di questi. Il mio regalo sono stati i loro messaggi. Dal primo all’ultimo ho pianto e ho sorriso insieme. Siete meravigliose, amiche mie. Mi fate sentire così speciale, e temo sempre di non meritarmi quelle parole. Ma voi siete perfette, siete tra le cose più belle che ho. Tra le più pure. Tra le più giuste. Mi avete fatto sentire a casa il primo compleanno in cui a casa non ci sono stata, perché non è mancato nessuno all’appello, anche se non eravate qui fisicamente, ed è stato il compleanno più bello proprio perché non vi avrei potuto sentire più vicine neanche se vi avessi avuto accanto. Dovrei ringraziarvi ogni giorno per ciò che fate per me, per ciò che fate di me, per esserci, e per esserci con me. Il mio regalo è stato un messaggio di Miri, alzare le serrande e trovarla con Giù sotto il balcone. Il mio regalo è stato il buon compleanno Amore all’unaequaranta, sono stati quei pacchettini a rate e le confezioni con i cuoricini argentati fatte in casa, e l’ho notato quanto erano accurate. Anche io vorrei viverci con te. Il mio regalo è stato notare la scelta dei miei regali, tutti visti, scelti, pensati, pensando a me. Il mio regalo è stato quella frase sussurrata nella notte un attimo prima di addormentarmi. Anche vent’anni fa fu una notte piovosa e tempestosa, e con tutto quell’amore, sai? Il mio regalo è stato la neve. No no, non ha nevicato. Parlo di altro. Una volta mi raccontasti com’era la neve. Mi dissi che nonostante la bufera era silenzio, candore, magia, era il calore di un camino familiare, era casa, era la pausa dagli impegni, una fuga dalla realtà, una variabile nella vita di tutti i giorni. La sai una cosa? Credo che in questa stanza, la notte del mio compleanno, sia caduta la neve. Perché la neve non cade solo dal cielo. In fondo l’amore è un funambolismo.
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*loading* piccole stelle.
fererica in forti come una verit...Lolle410 in forti come una verit... « Come ci si innamora? Si casca? S'inciampa, si perde l'equilibrio e si cade sbucciandosi il cuore? Ci si schianta per terra? O è come rimanere sospesi oltre l'orlo di un precipizio, per sempre?» « Senza spiegare nulla, senza dirti dove ci sarà sempre un mare che ti chiamerà » « Vieni un po' qua, fammi sentire il mare al centro di questa città . » ti sento
una ragazza distratta, assorta nei suoi pensieri, i capelli sulle spalle, un po di matita nera sotto gli occhi, l'ipod nelle orecchie e parole che hanno voglia di uscire. malinconica come i ricordi che scappano via,romantica come una lettera d'amore, sognatrice come una nuvola, permalosa che pensa e ripensa alle piccole frasi,complicata come un compito di matematica, trasparente come il cielo d'estate, scostante come la pigrizia, ingenua come una bambina, fragile come un fiore, imprevedibile come i temporali estivi,sbadata come una cosa dimenticata, apatica come un pomeriggio senza fare nulla, lunatica come le maree, sensibile come la corda più acuta di un violino, irruenta come un'onda, incapace a mettere via le cose, le belle cose
questa è la mia vita
scrivere.le mie sorelline.la spiaggia d'inverno quando è bel tempo.i pomeriggi coccolosi.i miei ricordi.le foto.le poesie.le serate fino a tardi a chiacchierare.il mio cuscino di Nemo.il rumore delle onde del mare quando è buio.i baci sulla pancia. fare le valigie. tormare a casa. il thè caldo di pomeriggio.il mare.i girasoli. Il verde.le stelle cadenti. la luna piena.i ciliegi. il profumo della pioggia estiva. i fogli bianchi da riempire. poter esprimere un desiderio. la primavera.chi sa farmi arrossire. capirsi con uno sguardo. gli abbracci forti.la mia musica. le piccole cose sussurate. l'arno con il cielo terso. gli attimi indimenticabili. le canzoni smezzate. tenere x mano qualcuno.la mia malinconia.chi sa parlare stando in silenzio. le notti infinite. dormire abbracciando un sogno.
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